Assistenza domiciliare integrata

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Raul
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Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da Raul » 23/10/2010, 19:30

Quale realtà in italia? come è organizzata?

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susanna
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da susanna » 23/10/2010, 20:19

Esattamente, cosa vuoi sapere?
A chi è rivolta, chi la paga, qual è la procedura per attivarla?
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xx46it
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da xx46it » 14/11/2010, 14:04

L'ADI sarebbe la risposta naturale all'aumento della richiesta di qualità assistenziale.
Attraverso l'ADI il bisogno di assistenza potrebbe essere soddisfatto con costi limitati ed elevati standard di qualità.
Permetterebbe di vivere una patologia cronica o post acuta al proprio domicilio, con accanto la famiglia, potendo contare su una equipe infermieristica preparata, su un medico reperibile, su un assistente sociale....
Speriamo che la politica sanitaria se ne renda conto, non è difficile coniugare qualità e risparmio, basterebbe volerlo.
L'unico problema è togliere i giocattoli del potere a primari e amministratori...un ospedale diventa una piccola roccaforte per giochi di potere, mentre una realtà più ampia , con molte figure professionali coinvolte diventa poco controllabile....ma soprattutto trasparente.
Personalmente credo molto nell'assistenza domicilare integrata, per il ruolo sociale che avrebbe, per l'educazione sanitaria che si potrebbe fare e per i progetti sul territorio che si potrebbero attuare...tutto al condizionale.
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susanna
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da susanna » 14/11/2010, 14:22

In realtà l'adi finisce per venire utilizzata in attesa di una sistemazione "cronica" e definitiva, sia essa una rsa , un hospice o altra struttura sanitaria.
In effetti chi ricorre all'adi, completamente a carico della regione tramite i cosiddetti vouchers, in genere è il parente che non ce la fa più da solo.
In pratica, poi, l'intervento può coprire, a secondo della patologia, due o tre ore al giorno; poi, sono sempre cavoli del caregiver, e nel corso di mesi o anni di malattia, finisce per essere un aiuto irrisorio.
L'integrazione ha senso se supportata da altri strumenti, come i night hospital (magari per pazienti dementi, con wandering notturno), un maggior numero di ricoveri di sollievo (per permettere al care giver, ad esempio,di andarsene in ferie per un paio di settimane), i cdi ecc.
Dovrebbero essere una vera rete sanitario/asssistenziale, all'interno del domicilio e all'esterno; la parte "all'interno" non costa poi molto, quella "all'esterno" invece sì; ma l'una senza l'altra serve a poco: diventa una fase transitoria in attesa di tempi migliori.....
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xx46it
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da xx46it » 14/11/2010, 21:21

In effetti la scelta se assistere il pz a domicilio oppure in una struttura va ben ponderata.
Se parliamo di pz con alzheimer è chiaro che la famiglia con certezza risentirà molto del carico assistenziale e decidere in un secondo tempo di strutturare il congiunto...considerando che il pz con demenza sta benissimo a parte il fatto che è completamente incapace di gestirsi, i tempi potrebbero essere lunghissimi.
Se parliamo di cure palliative allora la famiglia uno sforzo lo può fare visto che si tratta di un periodo limitato che in genere non supera i pochi mesi....in questo caso il supporto è soprattutto infermieristico, con addestramento del care giver all'uso corretto di una pompa di morfina e alla tranquillità di contattare un infermiere sulle 24/h.
Se parliamo di dimissioni precoci da un reparto chirurgico allora i tempi sono assolutamente brevi e la famiglia ha il preciso dovere di occuparsi del proprio congiunto.
E' vero che lo sforzo della famiglia è un costo zero, ma considerando l'impegno affettivo che ognuno di noi ha verso i propri cari credo sia necessario far passare il concetto che una malattia non può essere solo un carico per la società sollevando le famiglie da un atto dovuto. Solo negli ultimi decenni nasce il principio che se hai un familiare malato il problema si sposta all'ospedale , al carico pubblico ....questo non può andare, porta la sanità al collasso.
Una soluzione ottima non necessariamente costosa è la famiglia, intesa come base di appoggio, come sicurezza emotiva , come centro di accoglimento nonostante la patologia.
L'aiuto alla famiglia potrebbe essere più concreto rendendo possibile ottenere in tempi brevi l'assistenza i molte figure che facciano sentire la famiglia parte integrante del processo di cura o di assistenza. L'equipe dovrebbe disporre di uno psicologo, dell'assistente sociale, dell'infermiere, di un medico e infine anche di un oss che possa aiutare il pz nelle cure igieniche quotidiane se la situazione lo richiede.
La scelta di strutturare un pz dev'essere sempre o quasi la seconda scelta, assolutamente consigliabile se la famiglia non può gestire realtà difficili come l'aggressività di un autistico oppure le "fughe" di un pz con alzheimer, due esempi abbastanza classici di impotenza familiare..
Sullo stress del care giver ho letto qualcosa ed effettivamente è verissimo che risenta del periodo di assistenza erogata sia che si tratti di un familiare sia che si tratti di badante...su questo punto andrebbe specificato che la funzione di care giver non può essere relegata ad uno stesso soggetto per lunghi periodi, alternarsi può essere risolutivo quantomeno accettabile. E' chiaro che i lunghi tempi possono comunque giustificare la strutturazione in tutti i casi.
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da susanna » 14/11/2010, 23:02

Màh, io credo che una coppia in cui lavorano entrambi, magari con figli, non possa assolutamente prendersi cura di un proprio caro se non per un limitatissimo periodo di tempo; e non per questo debba sentirsi in colpa.
Ergo, visto il carico fiscale (che non è apparso diminuire, negli ultimi 15 anni. nda), credo che il sistema debba assicurare assistenza anche quando un parente non ci sia o non possa materialmente prendersene carico.
Non è solo saper utilizzare la pompa/morfina o poter contare su di un bagno igienico settimanale; assistere nel tempo una persona in gravi carenze di autonomia (e di questo, tratta l'adi) significa trovarsi in difficoltà anche solo ad andare dal lattaio, lasciando da solo in casa il paziente.
Nessuno, per un post operatorio, chiede l'intervento dell'adi (semmai, cerca un infermiere lp).
La famiglia potrebbe anche avere un senso, ma solo se si parlasse di famiglie "ottocentesche", con zie, zii, nonni, figli, affini e possibilmente con tutte le donne del nucleo senza lavoro fuori casa.
Io, non ne conosco nemmeno una.
Conosco invece situazioni in cui il carico di lavoro e di stress è tutto sulle spalle di una o massimo due persone; troppo poche per resistere mesi o anni.
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da xx46it » 16/11/2010, 9:16

L'ADI ha bisogno della collaborazione di un familiare o di un care giver come una badante per esempio. Il fatto che oggi sia necessario lavorare tutti in famiglia sicuramente non aiuta, ma considerando una famiglia multireddito si può ipotizzare di poter avere l'aiuto di una badante. Il disabile usufruisce di assegno di accompagnamento , di pensione d'invalidità, spesso di aiuto domestico gratuito fornito dal Comune e infine i familiari accedono ai benefici della famigerata 104....
posso affermare con certezza , visto che ho vicinissime testimonianze di ciò, che in quella fascia di età post pensione ovvero tra i 60 e i 75 anni ci si trova a dare un aiuto fondamentale, più di quanto si sia fatto in gioventù per la propria famiglia .....si può accudire una madre novantenne, si può assistere un figlio o una nuora disabili , si può educare un nipotino....senza essere un extraterrestre .
Esiste anche chi non ha nessuno certo, ma è soprattutto per loro che esistono strutture di accoglienza.
Deresponsabilizzare la famiglia porta a risvolti sociali che non vorremmo vedere....
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da susanna » 16/11/2010, 21:19

Sarà, ma una badante (sottointendendo in regola, ohibò) non basta; ce ne vogliono spesso un paio ed il costo mensile si può aggirare sui 1500/2000 euro mensili; una retta in una residenza sanitaria è quasi sempre inferiore.
Anche questo è un dettaglio non indifferente.
Non accusiamo sempre figli e affini di menefreghismo; spesso non ce la si fa e non ci sono molte altre soluzioni.
L'adi, da statistiche, è infatti sempre una soluzione di passaggio; un motivo ci sarà..
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Lavoro e cerco...: Assistenza infermieristica di qualità da oltre 25 anni, che dire :-)
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Re: Assistenza domiciliare integrata

Messaggio da leggere da franco » 15/03/2017, 15:06

Bel blog complimenti.
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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