Differenze di salari in Europa

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dario62
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Differenze di salari in Europa

Messaggio da leggere da dario62 » 06/08/2009, 19:37

Carissimi Colleghi,
con la presente vi comunico, un'intervista su Radio Rai 1, in cui si parlava di problematiche infermieristiche, nonche' delle grandi differenze salariali tra gli Infermieri Italiani e quelli Europei.


Su Radio Rai 1, oggi si parlava di infermieri, conduceva Paolo Borella. Differenze di salari in Europa. Nella trasmissione si parlava di quanto poco vengano pagate alcune categorie, hanno parlato politici, economisti e sindacalisti. Nel programma si articolano parole a proposito di stipendi a confronto, si disquisisce dell’impressionante remunerazione degli infermieri inglesi. Nei quotidiani, come ad esempio “il Resto del Carlino”, venne pubblicato un articolo, in cui si disserta del reclutamento di infermieri Italiani per ospedali pubblici Inglesi; ai nostri colleghi si offre 4800 euro al mese + alloggio. Con il valore di acquisto degli stipendi, le responsabilità sempre crescenti, nessuno si è stupito della voglia di emigrazione dei nostri colleghi. Tra le altre cose, anni orsono, si giustificava l’inadeguatezza delle retribuzioni degli eredi nostrani della Nightingale per la differenza del valore di acquisto tra gli uni e gli altri paesi, ma, tutto ciò non è più vero! Il costo della vita in Italia non è più basso, ma, nella media degli altri paesi Europei. Gli affitti in Germania, in alcuni casi sono più bassi che in Italia; i mezzi pubblici più efficienti, con l’evidente vantaggio di evitare di far uso dei mezzi propri e così via discorrendo. Il Presidente del Sindacato degli Infermieri Italiani, Antonio De Palma ha dichiarato che quanto trascritto dai giornali, è una notizia che non stupisce affatto, inoltre, ha detto che stiamo cercando di trattenere in nostri colleghi e professionisti, ma, se il governo non capisce l’importanza della valorizzazione dei professionisti sanitari infermieri, la fuga degli infermieri verso altri paesi aumenterà vertiginosamente. In Italia c’è “mercato” per gli infermieri, vale a dire che ne servono molti, ma, paradossalmente gli ospedali inglesi riescono ad accattivarsi gli infermieri italiani, tra le motivazioni? Una retribuzione meno avara!Il Segretario Nazionale della CISL, Raffaele Bonanni, interpellato con domande specifiche su cosa fa il sindacato, con un parallelismo tra il Burundi e la Germania ha parlato dell’evidente squilibrio tra i due paesi, alludendo, quindi, all’evidente differenza di stipendi. Il segretario CISL sosteneva che la soluzione dei problemi possa trovarsi nelle relazioni sindacali efficienti e in organizzazioni sindacali più evolute, più pressanti, più coinvolgenti! Che alludesse alla triplice? I salari sono bassi in Italia per due ragioni: per lo scarso scambio dei posti di lavoro, per le tasse e per l’alto costo dei contributi. Prof. Sdogati economista del politecnico di Milano, ha sostenuto che quando la produttività del lavoro è elevata, la remunerazione è elevata! Nel nostro paese si giuoca con la parola produttività! La produttività del lavoro non dipende dai “fannulloni” ma, dagli investimenti che vengono introdotti, che si pongono a disposizione del lavoratore. In Inghilterra non si fa beneficenza, si investe in ricerca e produttività, quindi, gli infermieri, con qualità valutabili, trovano gratificazione negli strumenti di lavoro e non ultimo nello stipendio. Nel nostro paese non si investe in ricerca, che potrebbe essere fondamentale. Il professore economista, porta ad esempio la Svezia, un paese con il carico fiscale più alto al mondo, ma, attira il più alto numero di investimenti nel mondo e non solo paga i salari più alti al mondo, c’è da chiedersi come mai? La ricerca e le sue applicazioni possono alzare la produttività. Inoltre, con grande chiarezza va detto che non è vero che la flessibilità aumenti la produttività, come diceva il Segretario della CISL, noi abbiamo un paese in cui la produttività è ferma dal novantadue, mentre negli Stati Uniti raddoppia e nel Regno Unito è ancora più alto. La flessibilità, per il prof. Sdogati, crea disaffezione nei lavoratori, quindi, non aiuta la produttività e crea dei forti problemi. La politica è miope ai problemi degli italiani, l’unica cosa che smuove la politica sono i grandi traumi (mafia, grandi incidenti sul lavoro, ecc.) che coinvolgono moralmente e seriamente l’opinione pubblica. Chi governa dovrebbe agire, a prescindere dai grandi eventi traumatici, l’alternativa è continuare con la stagnazione!

Saluti cordiali DARIO.

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