Percorso di studi e possibilità di lavoro

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riuscirai
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Re: Percorso di studi e possibilità di lavoro

Messaggio da leggere da riuscirai » 21/02/2017, 15:37

Grazie franco, hai spiegato con chiarezza e semplicità ciò che cela il malcontento di molti infermieri. Per lavorare nel campo della salute bisogna avere molta forza, pazienza ed equilibrio psichico. Così come nell'OSS, che non è di per sé un brutto lavoro, ma è degradata e degradante la funzione prettamente materiale che ne emerge dai vari contesti disumanizzati.
Purtroppo a malincuore devo ammettere che, nei confronti di persone in difficoltà ed a disagio, si nota spesso un facile ricorso all'offesa, oltre che una deficiente predisposizione all'empatia, che lascia molti amari dubbi.

Decatron
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Re: Percorso di studi e possibilità di lavoro

Messaggio da leggere da Decatron » 22/02/2017, 14:16

riuscirai ha scritto:Grazie franco, hai spiegato con chiarezza e semplicità ciò che cela il malcontento di molti infermieri. Per lavorare nel campo della salute bisogna avere molta forza, pazienza ed equilibrio psichico. Così come nell'OSS, che non è di per sé un brutto lavoro, ma è degradata e degradante la funzione prettamente materiale che ne emerge dai vari contesti disumanizzati.
Purtroppo a malincuore devo ammettere che, nei confronti di persone in difficoltà ed a disagio, si nota spesso un facile ricorso all'offesa, oltre che una deficiente predisposizione all'empatia, che lascia molti amari dubbi.
Riuscirai. . Il tuo modo di vederla mi ricorda molto il mio prima di iniziare il percorso.
Ero una delle rare (ma rare proprio) persone che come te apprezzava il lavoro dell'infermiere.
E in un certo senso ritenevo l'oss una figura più ''degradante".

Ma credimi.. almeno nella mia realtà la figura dell'oss non è degradante.. svolge compiti semplici e prende uno stipendio inferiore al l'infermiera di appena 200 euro.
Non ha responsabilità per le proprie azioni.
Nella mia realtà l'oss non viene applicato per l'igiene del paziente o per portare padelle.
Non viene visto con una padella in mano mai, quindi già ha un immagine più da "professionista" agli occhi del paziente.
Quando uno dice sono "operatore socio sanitario" il paziente non sa cosa sia.. e capita che lo attribuisce come figura superiore all'infermiere.
Perché per molti pazienti tutte le figure che passano in reparto sono di rango superiore all'infermiere.

Te lo dico perché io avevo rifiutato il corso da OSS.. perché lo ritenevo una figura più "degradante" , oggi vedo la realtà dei fatti.

Poi la scelta è tua. ;)

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franco
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Re: Percorso di studi e possibilità di lavoro

Messaggio da leggere da franco » 22/02/2017, 17:22

Se si considera un rapporto stipendio/responsabilità l'OSS è superiore.
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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zaffo
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Re: Percorso di studi e possibilità di lavoro

Messaggio da leggere da zaffo » 23/02/2017, 13:37

riuscirai ha scritto:
zaffo ha scritto: forse infermieristica è il corso di laurea in cui non di rado si trovano con facilità studenti over 30 (cosa rara a biologia, ingegneria, farmacia, ecc.). Questo perché si crede, all'atto dell'iscrizione, che con infermieristicaci si possa rifare una vita lavorativa(rientro tra questi, per certi versi, pure io).
E pensi che sia possibile, realistico?
È possibile, certo, ma a differenza dei neodiplomati appena entrati all'università certe cose -proprie del CdL in Infermieristica- farai fatica a tollerarle essendo tu adulta.
Inoltre è bene che tu abbia piena conoscenza e coscienza di ciò che è/fa l'infermiere in Italia, se hai aspettative troppo elevate, non dico per te, ma proprio della figura infermieristica rischi di rimanere delusa. In sostanza ti porrai domande del tipo: "Ma veramente serve una laurea per fare l'infermiere (in Italia)?" "Tutte queste cose da sapere e poi si lavora come 30 anni fa?" "Ma tutta l'autonomia decisionale, la componente intellettuale millantate a lezione, dove sono?"
La tua storia è simile alla mia?
Non proprio, ma mi sono iscritto qualche anno dopo la maturità avendo lavoricchiato in altro settore. Ho sempre avuto interesse per il setto medico/sanitario e ho sempre avuto in buona considerazione gli infermieri, forse è proprio questo che mi ha fregato: da esterno mi apparivano dei, ora che lo sono -infermiere- non mi sento certo sul monte Olimpo. Ci si accorge già da studenti di questo, eh.

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IlSignorP
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Re: Percorso di studi e possibilità di lavoro

Messaggio da leggere da IlSignorP » 05/03/2017, 21:33

Ciao riuscirai,

anche se non avevo già una laurea, ho cominciato il corso d'infermieristica a 30 anni e c'ho messo esattamente 3 anni laureandomi col massimo dei voti e prendendo tutto molto seriamente dai tirocini in reparto allo studio delle varie materie.
Ma purtroppo se vuoi il mio parere non basta. Non bastano 3 anni per diventare infermiere. Non voglio demoralizzarti, ma se credi che ti basteranno 3 anni di università e tanta predisposizione all' empatia verso i pazienti, mi duole ma devo correggerti la mira del tiro che hai intenzione di scoccare.
Non mi dilungherò fra la distanza che c'è fra l'idealizzazione che si ha della professione infermieristica prima di cominciare e poi dopo quando si diventa infermieri. Ne tanto meno sulle differenze fra lavorare nel settore pubblico dove si è piu' tutelati,e il settore privato dove il tempo per instaurare rapporti empatici, mi spiace dirlo, ma con tutta la buona volontà proprio non c'è se hai da gestire su 3 piani di una clinica oltre 40 pazienti da solo o al massimo con un collega, spesso anche lavorando in condizioni di carenza totale di materiali e farmaci. La situazione poi per quel che ne so' è praticamente identica sia al Sud che a Nord del paese. Il settore privato, salvo rare eccellenze, inteso come clinica per lungodengenti, in Italia è una "merda" (mi scuso per il termine ma non c'è altra definizione). E lo è non per i guadagni e le condizioni in cui gli infermieri sono costretti a lavorare, ma lo è proprio per la scarsa qualità che si puo' erogare come assistenza sanitaria. Ora chi è un professionista con un forte senso dell' etica.... credimi soffre come una bestia e probabilmente non riuscirà mai ad adeguarsi a certi modi di lavoro totalmente contrari alla deontologia della nostra professione, e per questo sarebbe anche capace di non lavorare pur di non arrecare danno consapevolmente a nessuno. Molti altri colleghi invece se ne fottono... e se ne fottono soprattutto di far discorsi del tipo "quel paziente potrebbe essere un mio familiare o io stesso". Anzi a lavorare in certi contesti ci si incattivisce anche dopo un po' di tempo, e dico incattivire perchè il termine "cinismo" non è applicabile al contesto sanitario, sarebbe troppo leggero per descrivere la situazione.
Dunque mi spiace non è per nulla rose e fiori, almeno in Italia. Se la tua intenzione è quella di andare all' estero bene, ma non saprei dirti se cambia qualcosa in termini di servizio assistenziale erogato. (ma spero di sì)
Mi permetto di farti queste precisazioni perchè leggendoti, mi e' sembrato leggere le stesse cose che dicevo io qualche anno fa. Oggi purtroppo ciò che vedo è una realtà totalmente diversa e per nulla conforme all' idea patinata che me n'ero fatto.
Per quanto riguarda la preparazione tecnica e teorica universitaria.... beh anche lì ce ne sarebbe da dire....
Nel 90% degli atenei italiani si studia su fotocopie di appunti altrui vecchie magari di 10 anni e scritti in un italiano pessimo oppure pdf che i vari improvvisati docenti e fra questi anche i medici si rubano su internet fra loro.... se sei fortunata ti arriverà qualche estratto fotocopiato da vecchissimi libri. In buona sostanza, per la mia esperienza e non dico che ovunque sia così (ma a sentir parlare e scrivere tanti miei colleghi pare sia simile in tutta Italia) sul 100% degli insegnanti dei corsi dei 3 anni se ne salvano un 15% come stimabili docenti preparati.... i restanti non sono qualificabili, alcuni poi sono perfino al limite dell' analfabetismo.(ahime' soprattutto fra gli infermieri).
Dunque per la preparazione teorica non ti resterà molto tempo da dedicare a libri che riuscirai a procurarti, e se sei una persona meticolosa come credo tu sia, sarà non poco frustrante pensare "vabbe' ora studio queste cose per l'esame, tanto poi avro' modo dopo la laurea per approfondire". Non accadrà mai, o meglio accadrà solo perchè dovrai prepararti per i concorsi, e dovrai farlo con molta fatica perchè nel frattempo dovrai anche lavorare. Infatti dovrai lavorare perchè questa professione se non la eserciti di continuo e ti soffermi solo sulla teoria, non serve a nulla, serve putroppo acquisire manualità, praticità. Un esempio e' imparare protocolli e procedure a memoria, non serve a nulla se poi non sei abituato praticamente ad applicarli.
I tirocini, tre anni non bastano ad acquisire manualità in questa professione, ti basti pensare che i medici ci impiegano 5 anni per specializzarsi, dopo ovviamente i 5 anni canonici di studio intenso di teoria. Come vuoi che ci riesca un infermiere in 3 anni che fa entrambe le cose? Le insicurezze dopo esserti laureata ti accompagneranno piu' che prima... anche perchè durante i 3 anni di tirocini in un certo senso avrai sempre le spalle coperte dagli altri infermieri, e molto spesso si guarderanno bene dal gettarti nella mischia come quando si lavora. Quando lavorerai sarà tutta un' altra cosa, in una parola sola ti cagherai addosso dalla paura di poter sbagliare o causare danni ai pazienti. Oltretutto ti mancherà la pratica su molte cose.... non mi vergogno a dirlo, ma io ad esempio sono diventato infermiere senza aver messo mai un catetere, o senza aver mai lavorato in una sala operatoria... e ne conosco molti altri che non hanno mai fatto un emogas, o che non hanno mai fatto un' aspirazione tracheale, o che non sanno nemmeno come si prelevano e si diluiscono correttamente farmaci da terapia intensiva.
Il 99% di chi si laurea ha delle gravissime carenze sia teoriche che pratiche.... come detto lo riconosco a me stesso, per primo.
Non voglio perciò scoraggiarti ma solo porti quella che in effetti è la realtà delle cose, e credo di aver mancato anche tanti altri aspetti "duri" della professione, ma l'importante secondo me è che prima di gettarti a capofitto, t'interroghi se hai il carattere giusto per approcciare ad una realtà davvero complessa e difficile che per quanto ho compreso dalle cose che hai scritto, non e' assolutamente come te la immagini, ma anzi estremamente differente faticosa e impegnativa, per nulla patinata, smart o facile come in cuor tuo presupponi. Insomma non si tratta assolutamente di "tanto son tre anni prendo la laurea e via!" come ho avuto modo di leggere.

Ciao e in bocca al lupo

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