Crisi primo anno

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Veronica96
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Crisi primo anno

Messaggio da leggere da Veronica96 » 05/05/2017, 16:09

Premetto che non voglio sminuire ne il lavoro dell'infermiere men che meno quello degli oss!
Sto attraversando una crisi e ho bisogno di qualche consiglio ma ovviamente da persone che sanno ciò di cui parlo perché secondo me chi non ci è passato non può minimamente capire..
Io ho cominciato questo percorso con tantissimo entusiasmo e avendo già fatto vari lavori non mi spaventava fare tirocinio ma mi sbagliavo
Mi sono subito accorta di come noi studenti siamo tappabuchi e lavoratori a pieno titolo, trattati come bambini dai tutor che danno consigli sulla base dei loro interessi
Ora non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma voglio raccontare la mia esperienza
Le prime due settimane abbiamo affiancato un oss, non entro in merito a quello che ho visto ma sicuramente non ho visto il rispetto del paziente ma anzi così non avrei mai pensato che venissero trattati... Quindi già ho cominciato a stare male perché mi portavo a casa tutta la sofferenza che provavano sia quando venivano trattati peggio che animali sia la loro sofferenza in generale... Io caratterialmente sono molto sensibile e pensavo fosse una qualità utile per fare questo lavoro... Finita questa esperienza non ero convinta ma ho continuato..
Ora premetto che avendo già lavorato so che all'inizio di un lavoro che sia in un negozio o in un supermercato ero contenta di andare al lavoro
In ospedale non è così per me.. Ho appena iniziato la seconda esperienza di tirocinio e mi sento a pezzi psicologicamente.. Ho provato a parlare con la mia tutor del fatto che non sto imparando nulla di infermieristico e mi è stato risposto che il giro letti lo è ma a me solo a sentire 'giro letti' mi viene l'agitazione.. Non so cosa fare sarà che sono capitata nel reparto sbagliato con personale non adatto a farci imparare bene ma voglio decidere se continuare o no e in fretta
Tra 10 giorni c'e da pagare un altra rata e se mi ritiro devo farlo prima perché non faccio pagare ai miei genitori alrri soldi..
In merito all' università pensavo fosse solo la mia sede ma c'e un organizzazione che fa pena!!!
Per loro siamo macchine non possiamo stare male e ogni ora deve essere fatta.. Per poi fare cosa? Il giro letti?
Pagare un sacco di soldi di tasse universitarie per lavorare gratis e non avere nemmeno disponibile il weekend per fare qualche lavoro extra e nel mentre studiare per preparare gli esami...
In più nel mio caso ho avuto un intervento e nemmeno il certificato ha fatto si che le ore che ho perso tra lezioni e un laboratorio mi venissero riconosciute ma le dovrò recuperare.. Per un intervento anche piuttosto grave!
Tutti mi dicono di tener duro che sono 3 anni ma io non so se ce la faccio.. Magari sono io che non sono portata ma non mi vedo nemmeno in un futuro a pulire sederi e far letti..
Non ho ancora sentito nessuna gratificazione.. Cioè c'era un paziente che sentiva sempre lo stimolo di andare in bagno e chiamava spesso allora l'hanno messo su una comoda e lasciato li per un bel po'.. Lui ha chiamato e la oss gli ha tolto il campanello e lo ha messo distante.. Lui mi ha guardato e si è messo aa piangere che voleva solo andare a letto.. Premettendo che quando suona un campanello e c'e da portare qualcuno al bagno andiamo sempre noi tirocinanti quindi le cose le facciamo.. Io l ho portato sul letto, quando la oss ha visto si è incazzata con me di brutto e mi ha detto che allora mi arrangio io da quel momento in poi a portarlo in bagno e ancora l'ha trattato malissimo.. Io mi sono chiusa in bagno e ho davvero pianto per come lo ha trattato.. Dopo questo episodio sono due giorni che non mi presento perché non so che decisione prendere..


Scusate la grammatica, è uno sfogo non voglio offendere nessuno! Ho conosciuto tanti oss e infermieri che hanno un cuore immenso e fanno bene il loro lavoro, vorrei solo un consiglio se sono io che caratterialmente non sono portata o se dovrei tener duro..

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franco
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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da franco » 05/05/2017, 16:53

Guarda ci sono alcuni punti nel tuo discorso che vanno separati.
Far l'infermiere è un bel lavoro, ma te lo dico adesso che ho superato i 25 anni di reparto.
All'inizio pensavo ad altro te lo assicuro.
Il problema è l'idealizzazione.
Infermiere uguale lavoro stop, piacerà, ma all'inizio a tanti giovani non piace, per diversi perché del tipo:
perché ci si pone domande che non hanno risposta,
perché ve la prendete troppo,
perché non sapete ignorare certi soggetti,
perché gli infermieri in servizio sono vecchi e avete paura a chiedergli una mano.
Qualche perché l'ho indovinato?

La partenza con entusiasmo ti ha fregato, hai idealizzato il nostro lavoro e non riesci ad applicare le nozioni con la pratica... Pensaci alla fine ci sono degli schemi che si ripetono, possono raccontarti che in reparto si applica chissà quale modello, ma se osservi la maggioranza sono attività quotidiane che si ripetono.
Il tuo agire quotidiano dipende solo da te.
Prima cosa impara la gerarchia e l'educazione, l'OSS ti urla contro, ma dai quale occasione migliore per stroncarlo, vai dal coordinatore e chiedigli se il tuo agire era corretto, quindi chiedi chiarimenti sul comportamento dell'OSS.
Il coordinatore non ti da soddisfazione e ti ignora va dal dirigente e chiama il tuo tutor davanti a lui.
Ti ignora, scrivi una mail PEC e con gentilezza chiedi chiarimenti, al coordinatore, al dirigente, al primario al direttore sanitario, con la massima professionalità e serietà.
Senza proclami sui social, la maturità si mostra nel faccia a faccia.
Non ti danno soddisfazione, fate un comitato di studenti ed eleggete un rappresentante.

Con il tempo ti accorgerai che se fai qualcosa per cui salvi la vita ad un paziente, quando lo sai tu, il tuo collega ed il medico con cui lavori, è l'ottimo, perché altrimenti la pubblicità scatena solo invidie.

È un lavoro difficile, se hai dei dubbi è normale, se hai delle certezze e vorresti fare altro va, ci sono colleghi che iniziano a 50 anni.

PS: se pensi di aver visto episodi di violenza gratuita, va dai carabinieri e parlane con loro.
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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da zaffo » 07/05/2017, 11:50

Ciao Veronica!

La situazione e le sensazioni che hai descritto non sono nuove all'interno del forum, anch'io quando ero studente sono venuto qui a sfogarmi per trovare conforto e consiglio.

Ciò che ti ha fregato -ed in parte ha fregato anche me- è stato l'eccessivo entusiasmo presente all'inizio del percorso unito alla tua spiccata sensibilità, dote estremamente utile nel nostro lavoro che però a volte si scontra con complesse dinamiche organizzative, dal singolo contesto operativo fino all'impianto normativo che regola il nostro percoso di studi e la profesisone. Una spiccata sensibilità ci fa prendere eccessivamente a cuore ciò che facciamo e quando qualcosa non va per il verso giusto si sta male il doppio di quel che si dovrebbe.

Capisco anche che la tua frustrazione sia maggiore, avendo tu avuto precedenti esperienze prima del CdL in infermieristica, derivante da una sorta di "tradimento" delle aspettative.

Quello che mi permetto di consigliarti è di aspettare e vedere se con il prossimo tirocinio, in un contesto differente da quello attuale, le cose migliorano.

Vorrei capire una cosa però: a te pesa andare in tirocinio nello specifico contesto in cui stai svoglendo la tua attività o ti pesa proprio l'attività in sé e quindi un contesto diverso non cambierebbe le cose?

@franco: mi permetto di rispondere pure io : Mr green :
franco ha scritto:Infermiere uguale lavoro stop, piacerà, ma all'inizio a tanti giovani non piace, per diversi perché del tipo:
perché ci si pone domande che non hanno risposta,
perché ve la prendete troppo,
perché non sapete ignorare certi soggetti,
perché gli infermieri in servizio sono vecchi e avete paura a chiedergli una mano.
Qualche perché l'ho indovinato?
Per quanto mi riguarda, li hai azzeccati tutti! Procedendo nel triennio ho imparato ad ignorare certi soggetti, a prendermela di meno (alle volte fregandomene proprio), ad accettare il fatto che ad alcune domande non vi sia risposta, a non avere paura di domandare ai canuti. Certamente l'acquisizione di questa consapevolezza costa in termini di fatica interiore poiché richiede di andare contro l'entusiasmo che ci muoveva all'inizio ai nostri ideali, alle nostre aspettative.

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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da franco » 11/05/2017, 7:17

L'entusiasmo è spesso trasmesso da chi è già professionista e ha un punto di vista.
Io mi ricordo ancora quando mio padre mi parlava delle sue giornate.
E quando ho iniziato nel 1988, ho fatto quello che mi raccontava, l'infermiere in reparto allora faceva di tutto, ma era quello che al momento giusto salvava la vita al paziente, perché presente h24.
Tutti lo sapevano e tutti rispettavano gli infermieri.
La giornata forse finiva con 5-10 minuti frenetici, ed era un classico che fossero a fine turno, davano un senso positivo al lavoro.
C'erano meno input quotidiani e la cultura infermieristico te la facevi sui libri.
Altri tempi.
Anche allora c'erano i colleghi pesanti, quelli non mancano mai.
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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da pino100 » 14/05/2017, 18:43

Ne ho letti e ne ho visti tanti di ragazzi/e in crisi presi dallo sconforto e sconvolti dopo aver iniziato il corso.... e se è vero che tale sfiducia cosi alta non si registra negli altri corsi di laurea dovrebbe essere un campanello d'allarme che c'è qualcosa che non va ....ma credo non gliene frega niente a nessuno
Lo so sembra contraddittorio fare un corso di laurea e trovarsi a fare i letti l'igiene e il cameriere ....e per di più pagando la retta !!!
Non trovo nessuna risposta logica...
è il sistema sbagliato ...pensano all'infermiere ancora come a un missionario....( mi chiedo perché allora non lasciavano le vecchie scuole ...che senso ha fare un corso di laurea?)
Purtroppo ad oggi ancora non abbiamo competenze precise !!!.... c'è un caos sulle mansioni che nessuno vuole risolvere
(ti faccio un esempio visto che citavi il giro letti..... ci sono sentenze che dicono che il giro letti non fa parte delle nostre mansioni http://www.nursetimes.org/le-mansioni-a ... 0995....ti allego il link x approfondire magari fallo leggere alla tua tutor che dice il contrario..ma ci saranno sempre persone ex infermieri adesso seduti in una poltrona con cariche importanti che con ipocrisia ti diranno di quanto si è fortunati a fare il giro letti...loro però si tengono stretto la poltrona.....capisci come funziona il sistema???...

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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da pino100 » 14/05/2017, 18:45


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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da franco » 15/05/2017, 19:28

Vedi pino100
Forse alla fine gira e rigira, l'infermiere non è un lavoro adatto a tutti.
Possiamo parlarne, cercare di spiegare certi passaggi, ma poi ogni uno deve decidere da se.
: Thumbup :
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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da pino100 » 18/05/2017, 8:07

franco ha scritto:Vedi pino100
Forse alla fine gira e rigira, l'infermiere non è un lavoro adatto a tutti.
Possiamo parlarne, cercare di spiegare certi passaggi, ma poi ogni uno deve decidere da se.
: Thumbup :
Non credo sia un problema di adattabilità...ma soprattutto come è giá stato detto di aspettative e coerenza con il percorso di studio....la gente rimane delusa e perplessa per questo....in parole semplici in passato le vecchie scuole richiedevano un percorso che era coerente con quello che poi andavi a fare...nessuno si lamentava...... !!......i conflitti sono nati in questi 20 anni ...all' aumentare del livello non solo educativo ma anche legislativo riconosciuto almeno sulla carta ...non corrisponde un effettivo innalzmamento della figura nella vita lavorativa!!...sei rimasto a quello di 30 anni fa quando l infermiere lo faceva soprattutto la suorina e l ex carcerato..!!!....quello che penso io...non prendiamo in giro i ragazzi... torniamo alle vecchie scuole e lasciamo che i liceali scelgano un percorso che sia realmente universitario

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Re: Crisi primo anno

Messaggio da leggere da franco » 18/05/2017, 16:32

Ciao pino100
Veramente c'è un problema generale dei corsi di laurea.
Quanti lavorano come stagisti, come impiegati e quanti medici sono soddisfatti di passare il tempo a compilare ricette.

Fare l'infermiere è molto impegnativo e dal nostro lavoro dipende la vita del nostro assistito.

Di 3 classi del corso regionale ne restava 1 che si diploma va, stessa cosa per i primi corsi di laurea.
Poi diversi colleghi mi hanno fatto notare che sono cambiate le modalità di finanziamento delle uni.
Qualcosa per far arrivare tutti alla fine dei 3 anni se lo devono inventare.
Il problema è che sbagliano perché un infermiere fatto a cucci e spintoni sarà un problema per sé e gli altri.

Poi ci possono essere le crisi passeggere e va bene perché riconoscerle è il primo passo per superarle.
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