Terzo anno.. e poi?

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Aletheiai
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Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da Aletheiai » 18/05/2017, 20:48

Ciao a tutti, sono una studentessa del terzo anno di Roma. Scusate, forse sarò lunga, grazie a chi arriverà in fondo! : Love :
Se tutto va bene, mi laureerò a Novembre, ma in questo momento sono paralizzata dai dubbi sul mio futuro, e mi piacerebbe davvero tanto sapere se avete consigli, esperienze, informazioni da darmi.

Dopo la laurea, vorrei continuare a studiare con la magistrale e con un master, ma purtroppo non ho i soldi per farlo.
Per trovare i soldi, voglio lavorare, ma almeno da quello che vedo su internet, le occasioni di lavoro sono molto scarse, e la maggior parte si riferiscono a lavori all'estero. Il problema è che mi piacerebbe davvero andare all'estero per fare esperienza, ma per sostenersi fuori (almeno nel primo periodo) bisogna ovviamente avere una base economica, quindi è tutto un cavolo. : Hurted :
Oltretutto credo davvero tanto nel fatto che questa professione vada valorizzata, e per questo motivo non mi entusiasma l'idea di accettare contratti demansionanti e sfruttare tutta la professionalità che sto cercando di acquisire pur di guadagnare du spicci al mese e finire per fare la padellara.

Mi rendo conto che sono una contraddizione in termini, perché la maggior parte della gente pensa che il fine giustifichi i mezzi, e quindi se voglio lavorare, devo fare la gavetta, e io che non lo accetto in pratica voglio la botte piena e la moglie ubriaca.
Ma, solo che per una questione etica, io non sono bendisposta a fare la gavetta, e preferisco andare a lavorare in pizzeria piuttosto che buttare la mia laurea per un lavoro da badante.

Quindi quello che vi chiedo è: conoscete dei programmi che permettano di formarsi (in modo certificato, quindi non mi interessa il volontariato) magari coperte da borse di studio/fondi europei/ garanzie giovani e cose del genere? In questo modo potrei continuare a formarmi, fare esperienza, e magari avere una minima base economica da cui partire con un lavoro (anche da libero professionista)

E poi, se c'è qualcuno arrivato in fondo : Mr green : e che ha il mio stesso problema, cosa pensa di fare appena iscritto all'albo?

Siamo tutti nella stessa barca, e quando esce un bando o c'è un'occasione, tendiamo a tenercela per noi (perché ogni persona informata diventa qualcuno con cui competere per vincere il bando) ma in questo clima non andiamo da nessuna parte. Quindi un grazie davvero di cuore a chiunque risponda! : Chessygrin :

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 19/05/2017, 7:21

La tua domanda è molto bella e richiede tempo per rispondere.
Adesso sono in autobus, oggi pomeriggio ci penso perché anche la risposta è lunga.
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 19/05/2017, 14:11

Così deve parlare un laureando/laureato.
Brava.
Stima :)

Per quanto riguarda la tua richiesta non so nulla di preciso ma, ad occhio, non credo ci siano opportunità in tal senso (magari mi sbaglio).
Se puoi trova un posto in una pizzeria, lo faceva un mio amico, adesso è medico.
Disarmante... disarmante e sconcertante accorgersi di quanto colei che consideravi unica era in realtà una povera psicopatica patetica e sfigata.

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 19/05/2017, 19:42

Aletheiai ha scritto:Ciao a tutti, sono una studentessa del terzo anno di Roma. Scusate, forse sarò lunga, grazie a chi arriverà in fondo! : Love :
Se tutto va bene, mi laureerò a Novembre, ma in questo momento sono paralizzata dai dubbi sul mio futuro, e mi piacerebbe davvero tanto sapere se avete consigli, esperienze, informazioni da darmi.
Complimenti dai 6 mesi volano.
Aletheiai ha scritto: Dopo la laurea, vorrei continuare a studiare con la magistrale e con un master, ma purtroppo non ho i soldi per farlo.
Personalmente credo che chiunque voglia dovrebbe poter fare la magistrale, ma dopo che hai impegnato altri due anni cosa ci faresti?
Aletheiai ha scritto: Per trovare i soldi, voglio lavorare, ma almeno da quello che vedo su internet, le occasioni di lavoro sono molto scarse, e la maggior parte si riferiscono a lavori all'estero. Il problema è che mi piacerebbe davvero andare all'estero per fare esperienza, ma per sostenersi fuori (almeno nel primo periodo) bisogna ovviamente avere una base economica, quindi è tutto un cavolo. : Hurted :
Il lavoro buono si cerca porta a porta, ti presenti negli ospedali privati, con il tuo cv e tienti buono chi lavora in portineria.
Aletheiai ha scritto: Oltretutto credo davvero tanto nel fatto che questa professione vada valorizzata, e per questo motivo non mi entusiasma l'idea di accettare contratti demansionanti e sfruttare tutta la professionalità che sto cercando di acquisire pur di guadagnare du spicci al mese e finire per fare la padellara.
La crescita professionale è una cosa, il demansionamento è un altro e vuotare una padella un altro ancora. In realtà sono pochi che scrivono al collegio e partecipano alle votazioni.
In generale c'è sempre stato chi se ne approfitta, questo in tutti i lavori, per questo appena troverai di meglio, cambia.
Aletheiai ha scritto: Mi rendo conto che sono una contraddizione in termini, perché la maggior parte della gente pensa che il fine giustifichi i mezzi, e quindi se voglio lavorare, devo fare la gavetta, e io che non lo accetto in pratica voglio la botte piena e la moglie ubriaca.
Ma, solo che per una questione etica, io non sono bendisposta a fare la gavetta, e preferisco andare a lavorare in pizzeria piuttosto che buttare la mia laurea per un lavoro da badante.
Non è una questione etica, è lavoro, se ti pagano di più in pizzeria vai, non è necessario fare la badante anche perchè è un lavoro difficile se fatto bene e non lo insegnano a scuola.
Aletheiai ha scritto: Quindi quello che vi chiedo è: conoscete dei programmi che permettano di formarsi (in modo certificato, quindi non mi interessa il volontariato) magari coperte da borse di studio/fondi europei/ garanzie giovani e cose del genere? In questo modo potrei continuare a formarmi, fare esperienza, e magari avere una minima base economica da cui partire con un lavoro (anche da libero professionista)
Quello più professionalizzante ed "economico" è il master in area critica di UNIPEGASO, oppure in alternativa, iniziare a comprare dei libri e ricordarsi ed impegnarsi ogni giorno per usare un linguaggio professionale, indipendentemente dal proprio dialetto natio.
Aletheiai ha scritto: E poi, se c'è qualcuno arrivato in fondo : Mr green : e che ha il mio stesso problema, cosa pensa di fare appena iscritto all'albo?
Siamo tutti nella stessa barca, e quando esce un bando o c'è un'occasione, tendiamo a tenercela per noi (perché ogni persona informata diventa qualcuno con cui competere per vincere il bando) ma in questo clima non andiamo da nessuna parte. Quindi un grazie davvero di cuore a chiunque risponda! : Chessygrin :
Innanzitutto almeno qualche corso ECM, indipendentemente dall'obbligo, perchè almeno metti qualcosa nel tuo cv da far vedere che hai qualche interesse... non tutti i corsi FAD gratuiti, ma corsi ECM mirati, il tuo cv te lo crei a tavolino.
Poi per quanto riguarda l'uscita dei concorsi QUIli metto tutti, mancano alcuni a tempo determinato.
Sul come superarli QUIho raccontato un sacco di cose su come vincere un concorso.
.... spiegando perchè non è così facile, il segreto sono gli amici con cui studi.
: Thumbup :
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da azbzzz » 19/05/2017, 21:46

Io non vedo nessun problema se non le tue autolimitazioni e le tue paure.
Ti laurei e poi o fai un concorso e entri in ambito pubblico, e basta, o vai direttamente a lavorare all' estero in Inghilterra o Svizzera.
Se vai all' estero non ci vai per lavorare, condizione sempre secondaria ma ci vai per una miriade di altri motivi molto piu' fondati del semplice lavoro.

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 20/05/2017, 11:30

Il problema è che non sono le sue le paure.
Ma sono figlie di un sensazionalismo spacciato per notizia, dove colleghi che dovrebbero dire un semplice "no grazie" fanno gli scandalizzati e scrivono a destra e manca.
Nel mondo del lavoro ci sarà sempre chi cerca di pagarti di meno, soprattutto nel privato e soprattutto grazie alle nuove leggi sul lavoro, uno può anche essere un quadro dirigente nel privato, ma se l'azienda decide di appaltare quello che si fa in un ufficio, licenzia tutti, questi sono problemi veri.
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da azbzzz » 20/05/2017, 19:19

Franco non fare il macabro.
Se ha un po' di testa sicuramente farà quello che vuole con il lavoro sempre in secondo piano.
Prima il piacere poi il dovere. Chi abbraccia la professione infermieristica può ancora permetterselo.

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 20/05/2017, 19:35

Si concordo, prima il piacere poi il dovere.
Qui ho fatto un elenco di cose da fare, ce tantissimo.
https://www.infermieriattivi.it/lavoro- ... e-poi.html
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da Aletheiai » 20/05/2017, 20:16

franco ha scritto:Personalmente credo che chiunque voglia dovrebbe poter fare la magistrale, ma dopo che hai impegnato altri due anni cosa ci faresti?
Beh, io non credo che la magistrale nel nostro campo e nel nostro periodo storico non serva a niente;
Innanzitutto è necessaria per portare avanti le proprie conoscenze, non solo pratiche, e quindi far fare quello scatto in più alla professione (sempre più autonoma e intellettuale, e sempre meno "ausiliaria" nel senso brutto del termine). Al primo sguardo può sembrare un discorso stupido, perché "portare lustro alla professione" sembra una cosa filosofica e lontana da quello che serve poi nella pratica, ma pensandolo a lungo termine, io spero che gli infermieri futuri, quelli che verranno quando io sarò una vecchietta, si sentano veramente orgogliosi di essere infermieri, ancor prima di entrare all'università. Spero che la ricerca infermieristica diventi reale e apprezzata dal resto del mondo scientifico.
è innegabile che questo passaggio ancora non si è fatto, c'è ancora taaaaanto da fare.. E chi lo deve fare se non noi?

E poi dal mio punto di vista la magistrale è necessaria anche nell'assistenza al paziente, perché al contrario del master che forma in un area o addirittura in una tecnica specifica, la magistrale è come se ti desse in mano degli strumenti (di ricerca, di management e di organizzazione) che puoi utilizzare per apprendere e verificare qualsiasi cosa. In pratica è il discorso "dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita." : Chessygrin :
franco ha scritto:Non è una questione etica, è lavoro, se ti pagano di più in pizzeria vai, non è necessario fare la badante anche perchè è un lavoro difficile se fatto bene e non lo insegnano a scuola.
E invece si che è una questione etica! Perché io mi sto facendo tutti 'sti problemi, quando invece potrei semplicemente decidere di fare qualsiasi cosa capiti sotto mano, tipo fare le iniezioni per conto del farmacista o prendere la pressione per uno studio medico! Solo che in questo modo, a che mi sono serviti 3 anni di università, tutta sta fatica, se poi si torna al mansionario?
E non mi rispondere che puoi anche fare solo iniezioni nella tua vita e essere un professionista, perché (detto proprio in soldoni) non mi serviva una laurea per farlo!
Un conto è se tu farmacista mi assumi per fare un piano assistenziale ai pz che frequentano la tua farmacia, e io mi occupo della loro salute, un conto è (come spesso accade) che tu mi fai diventare solo un esecutrice.
franco ha scritto:Quello più professionalizzante ed "economico" è il master in area critica di UNIPEGASO, oppure in alternativa, iniziare a comprare dei libri e ricordarsi ed impegnarsi ogni giorno per usare un linguaggio professionale, indipendentemente dal proprio dialetto natio.
Innanzitutto almeno qualche corso ECM, indipendentemente dall'obbligo, perchè almeno metti qualcosa nel tuo cv da far vedere che hai qualche interesse... non tutti i corsi FAD gratuiti, ma corsi ECM mirati, il tuo cv te lo crei a tavolino.
Poi per quanto riguarda l'uscita dei concorsi QUIli metto tutti, mancano alcuni a tempo determinato.
Sul come superarli QUIho raccontato un sacco di cose su come vincere un concorso.
.... spiegando perchè non è così facile, il segreto sono gli amici con cui studi.
: Thumbup :
Grazie mille, le guarderò ogni giorno :lol:
azbzzz ha scritto:Io non vedo nessun problema se non le tue autolimitazioni e le tue paure.
Ti laurei e poi o fai un concorso e entri in ambito pubblico, e basta, o vai direttamente a lavorare all' estero in Inghilterra o Svizzera.
Se vai all' estero non ci vai per lavorare, condizione sempre secondaria ma ci vai per una miriade di altri motivi molto piu' fondati del semplice lavoro.
Eh, la fai semplice. Fin troppo semplice! : Hurted : Fino a lì c'ero arrivata anche io, o provo nel pubblico, o provo nel privato, o vado all'estero.
Ma il problema è proprio questo!!! Sentendo le esperienze dei miei colleghi, non vedo di fronte a me un futuro così semplice e schematico.
Innanzitutto concorsi pubblici per 9 posti e si presentano in 80000; privati che ti assumono con un contratto adminchiam, per cui magari in una clinica privata ti trovi da solo a gestire 40 anziani (che si dissociano tutti quanti insieme) nel turno di notte.
E poi vai all'estero, e si presenta il mio problema economico. Anche solo vivere il primo mese in modo indipendente non è detto che possa farlo.
Tra l'altro la cosa della pizzeria era tanto per dire, perché anche per questi lavori devi avere un po' di fortuna a trovarli.
Io sarò pessimista su questo argomento, me ne rendo conto e fa parte del mio stato d'animo che mi ha spinta poi a iscrivermi a questo forum e farvi queste domande, ma nell'ambiente lavorativo e legislativo in cui stiamo vivendo, nulla è lineare. Ci chiamano generazione liquida per un motivo! Dobbiamo essere sempre in grado di adattarci e ridisegnarci, e se non riesci, affondi! Perché le tutele sono finite, ci si è mangiato troppo prima.
E si, sono insicura e mi fascio la testa prima di romperla... Ma proprio perché non so quello che succederà, e la laurea è relativamente lontana, ho ancora il tempo di chiedervelo in questo forum, di conoscere le vostre esperienze, e di ricredermi sulla mia visione! Per il momento ho sentito solo brutte esperienze da quelli che escono dall'università. Tanti mesi senza lavoro, poi ne trovi uno e il contratto lo firmi sempre col naso tappato, perché scendi a compromessi con te stesso.
franco ha scritto:Il problema è che non sono le sue le paure.
Ma sono figlie di un sensazionalismo spacciato per notizia, dove colleghi che dovrebbero dire un semplice "no grazie" fanno gli scandalizzati e scrivono a destra e manca.
Nel mondo del lavoro ci sarà sempre chi cerca di pagarti di meno, soprattutto nel privato e soprattutto grazie alle nuove leggi sul lavoro, uno può anche essere un quadro dirigente nel privato, ma se l'azienda decide di appaltare quello che si fa in un ufficio, licenzia tutti, questi sono problemi veri.
Scusami Franco, non ho ben capito. Tu intendi dire che i colleghi o devono dire "no" ad un lavoro che poi li scandalizza oppure devono ingoiare la minestra che passa il convento e stare muti, proprio perché hanno scelto loro di lavorare lì?
Io credo che proprio per il discorso che tu mi hai fatto prima
franco ha scritto:appena troverai di meglio, cambia.
è un discorso che tutti si sono fatti appena hanno iniziato a lavorare.
Solo che poi entri nel sistema, vedi tutte le falle, e ti scandalizzi. E c'è chi ha il coraggio di dire no, mentre c'è chi non può farlo e quindi quello che gli rimane da fare è scandalizzarsi, segnalare, fare notizia.
Le mie paure sono sicuramente figlie di senzazionalismo, perché io con il mondo del lavoro (quello infermieristico) ancora non ci ho sbattuto il muso. Quindi mi affido alle esperienze degli altri, e per un buon 70% non sono positive.
Il fatto che un privato possa licenziarti in tronco, fa parte del contratto. Se scegli un privato e il privato va a zampe all'aria, ci vai anche tu. Nel pubblico bene o male non dovresti essere licenziato così malamente, ma sicuramente può succedere che ti carichino del lavoro di altre persone o ti mettono in condizioni di lavorare con pochi presidi, turni massacranti eccetera, e quindi ti portano all'esaurimento.
Ma questo riguarda tutti i settori, magari fosse solo quello sanitario!

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da Aletheiai » 20/05/2017, 20:23

franco ha scritto:Si concordo, prima il piacere poi il dovere.
Qui ho fatto un elenco di cose da fare, ce tantissimo.
https://www.infermieriattivi.it/lavoro- ... e-poi.html
Ho letto l'articolo ed è molto chiaro e utile. Sei riuscito a rispondere a una gran parte dei miei dubbi. Grazie mille! : Chessygrin :

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