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Non studio infermieristica, ma sono interessata..

Inviato: 07/12/2018, 0:38
da peach
Buonasera a tutti!
Ho 24 anni e il mio campo di studi è sempre stato completamente diverso, infatti provengo dal liceo artistico e ho seguito una specializzazione in quel settore dopo la scuola..
Tuttavia dopo due anni alla ricerca, mi sono accorta di quanto sia complicato vivere lavorando del frutto dei miei studi, quindi ho rimesso tutto in discussione ed eccomi qui, piena di dubbi e alla ricerca di una nuova direzione...
Tra le triennali che mi interessavano ho trovato (anche) infermieristica ma avevo molti dubbi che volevo rivolgere a chi ne sa più di me (in attesa di rivolgermi direttamente all'università)
Sono affascinata dallo studio dell'anatomia, nonostante io poi abbia indirizzato i miei studi altrove il mondo della medicina mi ha sempre incuriosito (se non avessi trovato una passione cosi forte per l'arte senza dubbio avrei studiato direttamente in questo ambito) e da cose del genere ma ho un difetto: svengo quando mi tirano il sangue e l'idea di una sala operatoria mi fa circa lo stesso effetto (senza contare che sono un po' ipocondriaca/sensibile di mio).
In realtà neanche so perchè, dato che non pensavo che mi desse fastidio il sangue, so solo che anche guardare un prelievo fatto ad un altro mi fa sentire le ginocchia molli..
Ho letto che molti iniziano nonostante questa problematica perchè poi si supera, che ci si abitua a tutto e...Francamente sono disposta a superarla, però c'è un'altra questione...
Si tratterebbe di un "sacrificio" che sarei disposta a fare per riuscire a diventare indipendente e lavorare (lo so che suona come se girasse tutto intorno ai soldi ma non è cosi, e scusate se passa questo messaggio.. Io stimo moltissimo il lavoro nei campi sanitari perchè so che ci vuole tantissima dedizione e io non voglio sminuirlo rendendolo una "professione fatta per soldi", assolutamente, e ripeto perdonatemi se vi ho dato questa idea)
Comunque, chiudendo parentesi.. Dopo la triennale quante opportunità reali di lavoro ci sono?
Ho visto che ci sono i concorsi pubblici ma sono lentissimi (e quando e se ti prendono ti mettono in un reparto qualsiasi.. Ecco, ma con "reparto qualsiasi" si intendono anche cose come terapia intensiva/rianimazione? Sono quelli che probabilmente, a pensarci ora, mi "impressionano" di più) oppure gli ospedali privati a cui bisogna mandare il curriculum..
Ho letto cose molto scoraggianti, tipo che è uno stipendio che non permette di essere indipendenti, o che manca proprio la richiesta di infermieri e che quindi materialmente non c'è proprio lavoro...
Voi che vivete l'ambiente sapete dirmi qualcosa di più? Ve ne sarei infinitamente grata!

Re: Non studio infermieristica, ma sono interessata..

Inviato: 16/12/2018, 13:00
da SaraOrla93
Ciao, prima di tutto vorrei fare una premessa: si lavora per guadagnare e in particolare per diventare indipendenti, inutile negarlo.
Ma l’infermieristica richiede un qualcosa in più di un semplice stipendio, perché se lavoriamo solo per portare a casa dei soldi, l’efficacia di un piano di cura fallisce già in partenza.
Detto questo per quando riguarda il problema “sangue” sappi che dal primo anno di tirocinio ti ritroverai a fare assistenza di base, quindi cambiare pannoloni su pannoloni, vomito ecc. il mio consiglio è quello di provarci se è una cosa in cui credi col cuore prima del portafoglio, perché il percorso è lungo, gli esami sono tanti, le ore di tirocinio aumentano di anno in anno e i turni di notte giocheranno un ruolo fondamentale nelle tue ore di studio.
Non è un Università per tutti, non perché chi non riesce a finire il percorso o a rientrare nei test a numero chiuso sia più stupido di altri, ma ritengo che bisogna vederla sotto altri punti di vista perché abbiamo in mano la vita delle persone, il più delle volte sospesa su un filo di un rasoio.

Re: Non studio infermieristica, ma sono interessata..

Inviato: 19/12/2018, 15:16
da franco
Ciao peach
Anche qui nel forum c'era un infermiere timoroso per le tecniche, le malattie, ma poi oggi va bene e cerca ogni giorno di migliorarsi, nell'ottica del miglioramento continuo.
Le possibilità di lavoro in Italia ci sono, il problema è che tutti lo vorrebbero appena finita l'università e vorrebbero subito quello giusto.
Io ho fatto diversi reparti e li ho trovati tutti giusti.
Capisco che alcuni colleghi non si trovano bene, che appena arrivano vogliono insegnare essere al centro dell'attenzione e non sbagliano mai, poi se ne vanno.
Alla fine fare l'infermiere non è facile:
devi aver voglia di aiutare un estraneo,
devi fidarti dei colleghi,
devi avere buona memoria,
avere pazienza se non ti credono,
prestare attenzione alla tua sicurezza verso malattie mortali.

Ci siamo riusciti tutti ci riuscirai anche tu.