Non voglio fare questo lavoro a vita

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Decatron
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da Decatron » 20/10/2017, 23:48

Che tristezza rivedere questo post a distanza di mesi.

Questa settimana un medico ha detto ''ma chi me lo fa fare questo lavoro che arrivano solo denunce''.

Si ok ma te sei considerato, la gente paga per un tuo consulto, non hai preso una laurea per ''attività igieniche'', e comunque i tuoi 3k al mese a casa minimo li porti.

Ricordo un forum di studenti di medicina in cui uno diceva che scegliere di lavorare come infermiere comporta avere seri problemi psicologici.

E direi che aveva ragione. L'unico motivo per cui provo a continuare è per provare a trovare un lavoro stabile, magari il tanto ambito posto nel pubblico.
Anche se ormai per un concorso di due persone partecipano in 90mila.

Fortunati quei pochi infermieri che finiscono a lavorare in emodialisi o a lavorare in uffici.
Tutto il resto immondizia proprio.

Sconsiglierei questo percorso anche al mio peggior nemico.

Se volete fare il ''bene' ' del paziente andate a fare i volontari con la croce rossa, non prendete una laurea.

brava3
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da brava3 » 21/10/2017, 15:56

Sono orgogliosa di essere infermiera,lo sono da 27 anni,consiglio a tutti la mia attuale esperienza
RSA piccola,4 vecchie infermiere che si scornano ma si vogliono bene,stipendio misero e' vero,ma accompagno tante persone verso la fine della loro vita e mi insegnano ad apprezzare quel poco che ho.
La mia RSA e' la mia seconda casa,ci passo tante ore e conosco gli ospiti e il personale come le mie tasche.
I medici senza di noi non saprebbero nemmeno qual'e' l'ospite che sta male.Ci rispettano e collaboriamo in armonia.
Noi infermiere siamo la colonna portante dell'istituzione,ci facciamo coraggio e ci confrontiamo.
Forza nuovi infermieri,in ogni lavoro ci sono lati oscuri e momenti difficili,cercate di portare sollievo e speranza nelle persone che curate,vedrete che le soddisfazioni arriveranno.
E ricordatevi che quando eravamo noi le studentesse,ci facevano mettere l'ALCOL SAPONATO sulle lesioni!!!

Decatron
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da Decatron » 22/10/2017, 10:11

brava3 ha scritto:
21/10/2017, 15:56
Sono orgogliosa di essere infermiera,lo sono da 27 anni,consiglio a tutti la mia attuale esperienza
RSA piccola,4 vecchie infermiere che si scornano ma si vogliono bene,stipendio misero e' vero,ma accompagno tante persone verso la fine della loro vita e mi insegnano ad apprezzare quel poco che ho.
La mia RSA e' la mia seconda casa,ci passo tante ore e conosco gli ospiti e il personale come le mie tasche.
I medici senza di noi non saprebbero nemmeno qual'e' l'ospite che sta male.Ci rispettano e collaboriamo in armonia.
Noi infermiere siamo la colonna portante dell'istituzione,ci facciamo coraggio e ci confrontiamo.
Forza nuovi infermieri,in ogni lavoro ci sono lati oscuri e momenti difficili,cercate di portare sollievo e speranza nelle persone che curate,vedrete che le soddisfazioni arriveranno.
E ricordatevi che quando eravamo noi le studentesse,ci facevano mettere l'ALCOL SAPONATO sulle lesioni!!!

Apprezzo molto il tuo entusiasmo nei confronti del lavoro, si vede che ami quello che fai e lo hai fatto per 27 anni con piacere.

Quando hai iniziato gli studi te beno male uno era cosciente del lavoro dell'infermiere, quindi se sceglievi di prenderlo era perchè effettivamente sapevi a cosa andavi contro.
E tralasciando molte persone che lo hanno intrapreso al tempo per necessità lavorative, molte più persone come te lo hanno fatto per un evidente passione.

Avete sempre accettato il compromesso del lavoro perchè conoscevate le clausole da subito.

La nostra generazione, di cui faccio parte io l'autrice del post e tanti altri, sono stati ingannati spudoratamente.

Già a partire dal titolo "corso di laurea", che è tutto tranne che una laurea dato che non è cambiato nulla dal corso regionale di 27 anni fa.
Ma oltre a questo... nei primi giorni di università inculcano a questa generazione tante stronzate fantascientifiche, tipo infermiere specialista in questo, infermiere di area critica, infermiere FORENSE (mi venne un orgasmo quando sentii forense..).

E poi arrivi alla fine del percorso che hai investito tanto e ti rendi conto che la realtà non è quella.
Che l'infermiere non collabora nel processo assistenziale, non ho mai sentito dire da un infermiere "per me è meglio se facciamo così", le uniche cose che sento uscire dagli infermieri sono "va bene dottore, eseguo".

Comprendi che tanti colleghi hanno queste presunte magistrali master ecc per ruoli che nella realtà neanche esistono.

Quindi magari diventi l'infermiere legale e forense, che a sentirlo fa anche figo, ma poi nei fatti ti ritrovi in qualche Medicina a fare il giro letti H24 domandandoti perhè hai dovuto studiare?

Il danno della nostra generazione è questo.

Era meglio se lasciavano corso regionale e stop, almeno uno era cosciente di cosa andava a fare e lo accettava.

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franco
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da franco » 22/10/2017, 18:59

Ciao Decatron
Ho appena finito di leggere il libro "professione infermiere: alle soglie del XXI secolo" dove accennano che tutti erano impreparati alla laurea infermieristica, tranne un università gestita dall'Opus Dei.
Chiacchiere non so.

Io scrivo male, se scrivo velocemente un articolo viene un disastro, eppure infermieriattivi.it è il terzo sito web nel panorama infermieristico e il primo fra i siti non professionali.
Non racconto storie di OSS, sarebbe facile aumentare la platea, resto nel contesto infermieristico.
C'è voglia di sapere, ma al lavoro quasi ovunque c'è la solita organizzazione... e ci va bene così.
Si parla di demansionamento, pensando che questo faccia crescere la professione, da una rivolta collettiva, ma dai, qualcuno ci crede?
L'unico alleato che possiamo avere per una crescita professionale è il nostro assistito.

Se scrivi alla tua direzione che non ce la fai a fare il tuo lavoro, non hanno problemi e se sono gentili ti dicono solo che sei tu a non essere capace, ma se gli dimostri che le condizioni da loro decise non ti consentono di lavorare bene sul tuo assistito, il discorso cambia.

Il cambiamento non è un processo che parte da un gruppo, ma dalle decisioni e dall'esempio del singolo.
: Mr green :
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da Decatron » 22/10/2017, 19:38

franco ha scritto:
22/10/2017, 18:59
Ciao Decatron
Ho appena finito di leggere il libro "professione infermiere: alle soglie del XXI secolo" dove accennano che tutti erano impreparati alla laurea infermieristica, tranne un università gestita dall'Opus Dei.
Chiacchiere non so.

Io scrivo male, se scrivo velocemente un articolo viene un disastro, eppure infermieriattivi.it è il terzo sito web nel panorama infermieristico e il primo fra i siti non professionali.
Non racconto storie di OSS, sarebbe facile aumentare la platea, resto nel contesto infermieristico.
C'è voglia di sapere, ma al lavoro quasi ovunque c'è la solita organizzazione... e ci va bene così.
Si parla di demansionamento, pensando che questo faccia crescere la professione, da una rivolta collettiva, ma dai, qualcuno ci crede?
L'unico alleato che possiamo avere per una crescita professionale è il nostro assistito.

Se scrivi alla tua direzione che non ce la fai a fare il tuo lavoro, non hanno problemi e se sono gentili ti dicono solo che sei tu a non essere capace, ma se gli dimostri che le condizioni da loro decise non ti consentono di lavorare bene sul tuo assistito, il discorso cambia.

Il cambiamento non è un processo che parte da un gruppo, ma dalle decisioni e dall'esempio del singolo.
: Mr green :

Franco.. A nessuno frega niente del bene dell'infermiere o dell'assistito.

Ho avuto a che fare con pronto soccorsi dove la fila per un codice GIALLO arriva a 12 ore.
Sai quante email e lettere vengono inviate ai piani alti sia da pazienti che da personale sanitario?
Sai cosa è cambiato? Nulla.


Qualcuno al Nord è convinto che '' l'assistito '' veda nell'infermiere una figura di riferimento valida.
L'ultimo assistito con cui ho interagito mi ha chiesto perché non continuo a studiare per fare il Medico, che a lavare cacca non sei un professionista.

Avrei potuto contraddirlo? No. Perché la penso allo stesso identico modo.

Quindi al nord non capisco dove vedano questo appoggio al cambiamento da parte dell'assistito.

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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da franco » 22/10/2017, 19:56

I PS hanno problemi strutturali di base.
La burocrazia oggi si è informatizzata e ti devo dire che c'è un problema di base che hanno software che non sono autoesplicativi, con le informazioni nella pagina che ti serve, ma semplicemente hanno di tutto e di più così che devi dipendere dall'assistenza.
Il problema burocratico è poi accentuato da quelli che se ne fregano, medici di solito che causano rallentamenti o sovraccarichi.
Poi le file si fanno per forza quando hai 15 minuti per ogni assistito, perchè hai tanti assistiti da seguire non c'è verso.

Il discorso che facevo era un altro.
Spesso ci si arrende al sistema.
Ma se vuoi cambiare devi presentare dei progetti che partano da miglioramenti veri per l'assistito, un esempio negativo non deve scoraggiare.
Prima di agire e spendersi è necessario conoscere la burocrazia e trovare i punti deboli e quelli di forza.

Se non conosci la burocrazia o ti rivolgi alle persone sbagliate è solo una perdita di tempo.
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da franco » 23/10/2017, 7:22

Dimenticato
Si decatron, l'assistito riconosce le persone che lo assistono e non riconosce quelli che si nascondono dietro check list o scuse varie.
L'assistito sa benissimo che l'infermiere che lo assiste è un infermiere professionale perche iscritto al collegio degli infermieri professionali.
E quando uno si impunta per orgoglio, no grazie solo infermiere, fa una pessima figura perché non sa che cos'è.
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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 24/10/2017, 10:21

franco ha scritto:
22/10/2017, 18:59
...
Se scrivi alla tua direzione che non ce la fai a fare il tuo lavoro, non hanno problemi e se sono gentili ti dicono solo che sei tu a non essere capace, ma se gli dimostri che le condizioni da loro decise non ti consentono di lavorare bene sul tuo assistito, il discorso cambia.
...
: Mr green :
Quoto, ma non basta una segnalazione e l'impegno del singolo che è un caso sporaico e annedotico.
Le dirigenze, che non sono degli sprovveduti, conoscono benissimo le problematiche di ogni singolo reparto ma gli importa il giusto.
L'unione fa la forza e certi cambiamenti si possono ottenere solo in gruppo e minacciando la sospensione delle attività extra.
Esiste un carico di lavoro massimo oltre il quale, salvo casi eccezionali che poi diventano la regola tra il silenzio degli Infermieri e dei coordinatori, che non può essere superato pena lo scadimento della qualità assisteziale.
Il gruppo unito è la forza del cambiamento.
E che raramente è unito, sia per accidia, sia per disinteresse, sia per evitare scontri diretti.
Disarmante... disarmante e sconcertante accorgersi di quanto colei che consideravi unica era in realtà una povera psicopatica patetica e sfigata.

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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da azbzzz » 24/10/2017, 10:49

"Quindi al nord non capisco dove vedano questo appoggio al cambiamento da parte dell'assistito."

Scrivi ai colleghi del' Ospedale Maggiore di Bologna da cui e' partito il #noisiamopronti e capirai cosa significhi lavorare in azienda buona e magnanima che ti regala un pesantissimo contratto aziendale. Al San Gerardo di Monza addirittura hanno dato l' abilitazione accademica a un infermiere quando all' Universita' degli studi di Padova non viene data a veri guru della medicina riconosciuti da tutto l' establisment scientifico nazionale e internazionale.

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Re: Non voglio fare questo lavoro a vita

Messaggio da leggere da Decatron » 24/10/2017, 13:10

Io non lo so se siete voi che parlate con eccessivo ottimismo o se sono io che ho vissuto solo situazioni di merda.
Davvero non riesco a capirlo.

Perché non è la prima volta che parlando con quelli del nord percepisco un immagine positiva tutto sommato.

Eppure gli scandali degli infermieri che lavano i pavimenti li avete anche al nord, anzi forse più da voi che al sud (sarà che non denunciano qui).

Sara che al sud siamo così disperati?
Sara al sud che se hai il camice addosso sei Medico e basta e ti rispettano, se sei con la divisa sei infermiere e basta senza che esista personale delle pulizie, ausiliari ecc?

Il 90% dei pazienti mi scambiano per medico.
E a me va benissimo, sapete perché?
Perché se dico ''no guardi sono l'infermiere'' devo subirmi sguardi di compassione e sorriso di ''guarda che poveretto''. Ogni singola volta.
Anzi quando va bene così, quando va male devo subirmi mega discorsoni filosofici sul perché ho scelto una professione senza prospettive, subordinata al medico ecc.. Ecc.

Immaginate questo ogni giorno... Ogni giorno.

Quindi davvero, quando mi arrivano queste voci così entusiaste dal nord Italia non le comprendo.

E non comprendo neanche il #NOISIAMOPRONTI.
Ma noi chi? Che qua è critica.

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