Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

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pino100
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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

Messaggio da leggere da pino100 »

Secondo me sei fuori strada
Non credo che un medico " saccente"ha timore di un podologo solo perché lo ha etichettato callista...timore di che??
Poi purtroppo è realtà chi dice che prendiamo una laurea x mettere pannolini c è poco da replicare... ed è ancora più mortificante vedere i veri saccenti che ti fanno il lavaggio del cervello per convincerti che ci vuole la laurea per mettere pannolini....
Poi certo non credo che con questa dirigenza arriveremo mai al livello di carriera dei paesi anglosassoni o scandinavi ( a proposito c è un bel blog di un ragazzo di Genova che si è trasferito in Svezia raccontando ed evidenziando le relative differenze del ruolo dell' infermiere tra i due paesi naturalmente mortificante per noi....appena posso metto il link) ma nemmeno di paesi vicini come la Spagna....lontani anni luce da noi

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Dearg-Due
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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

Messaggio da leggere da Dearg-Due »

Decatron ha scritto:
03/02/2020, 15:21
Non è ottimale l'esempio, cioè anche io pensavo la stessa cosa, finchè poi nel privato ho scoperto che l'anestesista lavora eccome fatturando 250 euro a botta , anche con una sola mezz'oretta di anestesia (io non ci arrivo con una nottata intera : WallBash : ) .

Magari l'anestesista non può aprire l'ambulatorio privato ma può collaborare con i medici vari e prendere appunto la tariffa a prestazione, mettici che gli anestesisti servono sempre (è come se avessero un ambulatorio ambulante).
...
Hai ragione, non mi sono spiegato bene, ma l'esempio calza.
Mi riferivo, infatti, non alla possibilità di esercitare in LP, cosa possibilissima per un anestesista, bensì all'immagine che un professionista può dare esercitando in un ambulatorio privato.
Perchè dico questo?
Posto che l'Infermiere assunto nel SSN a tempo pieno non può esercitare in LP, ma ammettiamo di sì, qualora anche lo facesse andrebbe a fare le stesse cose per le quali è conosciuto in ospedale... ovvero un'attività ancillare e di supporto, generica, a fare il factotum come sempre, niente di specialistico o caratterizzante a sapore squisitamente sanitario/terapeutico come invece altri PS possono fare.
Non date retta a quello che scrivo

Decatron
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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

Messaggio da leggere da Decatron »

pino100 ha scritto:
03/02/2020, 18:51
Secondo me sei fuori strada
Non credo che un medico " saccente"ha timore di un podologo solo perché lo ha etichettato callista...timore di che??
Poi purtroppo è realtà chi dice che prendiamo una laurea x mettere pannolini c è poco da replicare... ed è ancora più mortificante vedere i veri saccenti che ti fanno il lavaggio del cervello per convincerti che ci vuole la laurea per mettere pannolini....
Poi certo non credo che con questa dirigenza arriveremo mai al livello di carriera dei paesi anglosassoni o scandinavi ( a proposito c è un bel blog di un ragazzo di Genova che si è trasferito in Svezia raccontando ed evidenziando le relative differenze del ruolo dell' infermiere tra i due paesi naturalmente mortificante per noi....appena posso metto il link) ma nemmeno di paesi vicini come la Spagna....lontani anni luce da noi

Attendo per il link che ero già curioso di leggere a riguardo.
Per la Spagna... non è tutt'oro quel che luccica, non stanno troppo distanti da noi da quel che ho visto, sicuramente stanno meglio quello si, ma come noi stiamo meglio della Germania.

Decatron
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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

Messaggio da leggere da Decatron »

Dearg-Due ha scritto:
03/02/2020, 23:13
Decatron ha scritto:
03/02/2020, 15:21
Non è ottimale l'esempio, cioè anche io pensavo la stessa cosa, finchè poi nel privato ho scoperto che l'anestesista lavora eccome fatturando 250 euro a botta , anche con una sola mezz'oretta di anestesia (io non ci arrivo con una nottata intera : WallBash : ) .

Magari l'anestesista non può aprire l'ambulatorio privato ma può collaborare con i medici vari e prendere appunto la tariffa a prestazione, mettici che gli anestesisti servono sempre (è come se avessero un ambulatorio ambulante).
...
Hai ragione, non mi sono spiegato bene, ma l'esempio calza.
Mi riferivo, infatti, non alla possibilità di esercitare in LP, cosa possibilissima per un anestesista, bensì all'immagine che un professionista può dare esercitando in un ambulatorio privato.
Perchè dico questo?
Posto che l'Infermiere assunto nel SSN a tempo pieno non può esercitare in LP, ma ammettiamo di sì, qualora anche lo facesse andrebbe a fare le stesse cose per le quali è conosciuto in ospedale... ovvero un'attività ancillare e di supporto, generica, a fare il factotum come sempre, niente di specialistico o caratterizzante a sapore squisitamente sanitario/terapeutico come invece altri PS possono fare.

Ho sempre pensato che l'anestesista è un "infermiere che ci ha creduto abbastanza", se ci pensi sono figure molto simili.
Non a caso la figura del infermiere anestetista negli USA fa quello che fa qui da noi l'anestesista.

Anche all'anestesista non spettano i ringraziamenti del paziente che vanno tutti al chirurgo di turno, proprio come l'infermiere, è una figura di "serie B" nell'ambito medico.

Ma è pur sempre lautamente ricompensata.

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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

Messaggio da leggere da Decatron »

pino100 ha scritto:
01/02/2020, 9:33
è la" scarsità " che determina il valore di un prodotto o un servizio , regola elementare dell' economia.
Dici?

No perchè se cerchi su qualunque sito medico un professionista Medico ne trovi a bizeffe, eppure chi fa la visita a 20 euro per contrastare la concorrenza ancora non ne trovo.

Ovviamente uno può replicare che il motivo è dato dal fatto che sono professioni indipensabili e possono fare il prezzo che vogliono tanto comunque la gente comprerà la loro prestazione, ed è verissimo.

Eppure giusto l'altro giorno stavo parlando con una Baby Sitter di 18 anni, sono rimasto colpito quando mi ha detto "no, non accetto lavori sotto i 9 euro l'ora, sarebbe sfruttamento".

Curioso che una ragazza di 18 anni ragiona così, senza un titolo di studio esige un minimo salariale che ritiene decente, vogliamo dire che mancano baby sitter la fuori che può permettersi il prezzo che vuole?? Decisamente non mancano.
Ha qualche ordine professionale che la tutela? Decisamente no.

Conosco solo una professione che si svende a 4 euro l'ora nette per stare su ambulanze o fare assistenze domiciliari, nonostante un presunto titolo di laurea.

Il bello è che gli infermieri davvero potrebbero rifiutare le retribuzioni da fame perchè le strutture sono obbligate per legge ad assumere infermieri laureati.

Se i colleghi la smettessero di accettare lavori a 4 euro l'ora quelle stesse aziende sarebbero costrette ad aumentare la retribuzione.

Il problema non è l'ordine, il problema è intrinseco nella natura dell'infermiere.

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Re: Uno sguardo alle altre professioni sanitarie

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Decatron ha scritto:
04/02/2020, 12:30
pino100 ha scritto:
01/02/2020, 9:33
è la" scarsità " che determina il valore di un prodotto o un servizio , regola elementare dell' economia.
Dici?

No perchè se cerchi su qualunque sito medico un professionista Medico ne trovi a bizeffe, eppure chi fa la visita a 20 euro per contrastare la concorrenza ancora non ne trovo.

Ovviamente uno può replicare che il motivo è dato dal fatto che sono professioni indipensabili e possono fare il prezzo che vogliono tanto comunque la gente comprerà la loro prestazione, ed è verissimo.

Eppure giusto l'altro giorno stavo parlando con una Baby Sitter di 18 anni, sono rimasto colpito quando mi ha detto "no, non accetto lavori sotto i 9 euro l'ora, sarebbe sfruttamento".

Curioso che una ragazza di 18 anni ragiona così, senza un titolo di studio esige un minimo salariale che ritiene decente, vogliamo dire che mancano baby sitter la fuori che può permettersi il prezzo che vuole?? Decisamente non mancano.
Ha qualche ordine professionale che la tutela? Decisamente no.

Conosco solo una professione che si svende a 4 euro l'ora nette per stare su ambulanze o fare assistenze domiciliari, nonostante un presunto titolo di laurea.

Il bello è che gli infermieri davvero potrebbero rifiutare le retribuzioni da fame perchè le strutture sono obbligate per legge ad assumere infermieri laureati.

Se i colleghi la smettessero di accettare lavori a 4 euro l'ora quelle stesse aziende sarebbero costrette ad aumentare la retribuzione.

Il problema non è l'ordine, il problema è intrinseco nella natura dell'infermiere.
Mi ricordi quello che esordisce con il classico " pure mio cugino ….." I casi personali o isolati danno una percezione parziale e fuorviante della realtà
Non parlo di professioni indispensabili ma di "competenze" "complesse" o meno
ti faccio un esempio se devi aprire la partita iva con il forfettario non vai a cercare il commercialista più bravo del mondo ma quello più economico
perché è un servizio che può essere replicato in modo identico da tutti gli iscritti all'ordine dei commercialisti
al contrario se ho bisogno di consulenza fiscale per magari eludere le tasse in paradisi fiscali non guardo alla tariffa ma scelgo il commercialista più bravo .
Ora fare il podologo non è percepito come servizio complesso ( magari a torto) e appunto il loro valore aggiunto sta nella scarsità rispetto alla domanda ( clienti)
solo per questo motivo possono permettersi tariffe di 80-100 euro ; se ce ne fossero di più inflazionando l'offerta gli 80 euro a tariffa diventaro in poco tempo 20 e il passo è breve tra essere considerato dottore podologo a 100 euro a callista a 20 euro

sotto c'è il blog del ragazzo che è andato in svezia ...


https://uninfermiereinsvezia.wordpress. ... in-svezia/
alcuni spunti interessanti
Sempre a livello accademico, in Svezia esistono molteplici possibilità di carriera in quanto la specialistica è vista realmente come elemento utile ai fini di un avanzamento e miglioramento delle proprie competenze, oltre che di adeguamento economico. Esistono in tutto 18 aree di specializzazione della durata di circa un anno / un anno e mezzo

L’infermiere ha la completa gestione del malato, il medico ha pochissimo contatto con il paziente (forse meno che in Italia ma credo qui sia molto più professionale). Pur avendo la piena gestione, l’infermiere si concentra maggiormente sul processo diagnostico-terapeutico in collaborazione con il personale medico, con cui sceglie la terapia farmacologica e il piano assistenziale, mentre l’assistenza alberghiera di base è completamente gestita dall’OSS (che può, tra l’altro, effettuare prelievi ematici). Gli infermieri specializzati (e in alcuni casi anche non) hanno inoltre la possibilità di gestire molti farmaci prescritti dal medico come “al bisogno”, cosa che in Italia non è purtroppo prevista. Qui in base alla sintomatologia l’infermiere può prescrivere direttamente analgesici (anche oppioidi), antiemetici, liquidi di supporto ecc. tra una lista inserita a sistema.

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