demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

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azbzzz
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da azbzzz » 14/11/2016, 7:54

Come mai fare l'infermiere a fronte di questo post è ancora così ambito?
Per 10 che la pensano come scritto qui mille si immolerebbero a pulire cessi con qualifica
D0.

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tiziano 85
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da tiziano 85 » 14/11/2016, 11:31

Beh.. a sto punto ricommento il mio post a distanza di 2 anni..
Insomma, ero davvero depresso.
Ma moooolto depresso.
Vediamo un depresso di allora come la vede a distanza di due anni dopo tanta tanta riflessione. PUO essere istruttivo.
Intanto. Lasciamo perdere i discorsi deliranti che facevo su una seconda laurea. Sul post parlavo di farmacia. Non mi sono mai iscritto. Costi elevatissimi, obbligo di frequenza e lasciare il lavoro oppure farsi 600 +600 km fino a camerino 15 volte l annno. X minimo 5 anni.
Impensabile. Garanzie di lavoro, possibilita di carriera, stupendio inferiori o pari a infermieristica. Tanto vale.
Ora penso seriamente a ingegneria elettronica. A distanza. Con calma.. si va in pensione a 90 anni da qui al 2050.
Per quanto riguarda il lavoro.
Allora é quello che é ed ha un sacco di difetti e criticitá. Le stesse criticitá che c erano allora ci sono anche ora. Peró vado al lavoro e ci vado nn dico volentieri ma senza farne una malattia. É il mio lavoro. Secondo me meriteremmo stipendi migliori, ma in generale siam sopra la media. Dovrebbero cambiare molte cose, si dovrebbe migliorare il corso di laurea, comunque buono tanto che all estero.siamo apprezzatissimi, un'altra cosa sarebbe potersi specializzare ed essere riconosciuti. Abbiamo poche poche possibilita di carriera.
Io spero si migliori. In ogni caso non lavoro ne in miniera ne appiccicato a un altoforno e nemmeno devo zappare la terra x 12 ore.
Non so se faró l infermiere tutta la vita. Chi lo sa cosa mi riserva il destino. Mi piacerebbe fare di piu ma ho quanto meno da discreta stabilitá, su puó andare piu in alto ma comunque é una buona base quella che ho raggiunto.
In conclusione. Non avrei dovuto fasciarmi la testa prima di rompermela, ci ho messo impegno ed ho imparato tanto, quando sai qualcosa hai meno difficoltá, se riesci a lavorare tranquillo hai la mente serena e puoi ragionare meglio anche sul futuro.
Se non mi fosse davvero piaciuto.... beh non sarei qui avrei cambiato
Meglio stare zitti e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio..

Decatron
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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Decatron » 14/11/2016, 13:25

tiziano 85 ha scritto:Beh.. a sto punto ricommento il mio post a distanza di 2 anni..
Insomma, ero davvero depresso.
Ma moooolto depresso.
Vediamo un depresso di allora come la vede a distanza di due anni dopo tanta tanta riflessione. PUO essere istruttivo.
Intanto. Lasciamo perdere i discorsi deliranti che facevo su una seconda laurea. Sul post parlavo di farmacia. Non mi sono mai iscritto. Costi elevatissimi, obbligo di frequenza e lasciare il lavoro oppure farsi 600 +600 km fino a camerino 15 volte l annno. X minimo 5 anni.
Impensabile. Garanzie di lavoro, possibilita di carriera, stupendio inferiori o pari a infermieristica. Tanto vale.
Ora penso seriamente a ingegneria elettronica. A distanza. Con calma.. si va in pensione a 90 anni da qui al 2050.
Per quanto riguarda il lavoro.
Allora é quello che é ed ha un sacco di difetti e criticitá. Le stesse criticitá che c erano allora ci sono anche ora. Peró vado al lavoro e ci vado nn dico volentieri ma senza farne una malattia. É il mio lavoro. Secondo me meriteremmo stipendi migliori, ma in generale siam sopra la media. Dovrebbero cambiare molte cose, si dovrebbe migliorare il corso di laurea, comunque buono tanto che all estero.siamo apprezzatissimi, un'altra cosa sarebbe potersi specializzare ed essere riconosciuti. Abbiamo poche poche possibilita di carriera.
Io spero si migliori. In ogni caso non lavoro ne in miniera ne appiccicato a un altoforno e nemmeno devo zappare la terra x 12 ore.
Non so se faró l infermiere tutta la vita. Chi lo sa cosa mi riserva il destino. Mi piacerebbe fare di piu ma ho quanto meno da discreta stabilitá, su puó andare piu in alto ma comunque é una buona base quella che ho raggiunto.
In conclusione. Non avrei dovuto fasciarmi la testa prima di rompermela, ci ho messo impegno ed ho imparato tanto, quando sai qualcosa hai meno difficoltá, se riesci a lavorare tranquillo hai la mente serena e puoi ragionare meglio anche sul futuro.
Se non mi fosse davvero piaciuto.... beh non sarei qui avrei cambiato



2 anni fa volevi fare il farmacista, adesso l'ingegnere elettronico.. tre due anni che lavoro vorrai fare?
Mi spiego, anche io sono preso da questi momenti compulsivi.. voglio fuggire e fare altro.
In questi 3 anni ho provato a fare alcuni lavori part-time diversi.
Volevo fare il cameriere.. l'ho fatto per due mesi.. e mi sono reso conto che era meglio l'ospedale.. poi volevo fare il commesso nei negozi, l'ho fatto.. mi hanno fatto fare un culo come una capanna e mi sono reso conto che sto meglio in ospedale.
Forse sono le nostre personalità che cercano sempre un evasione.
La condizione di infermiere ultima ruota del carro servo del medico senza possibilità di specializzarsi e diventare autonomo ci pesa e tanto.. però quella condizione non è tanto male vivendo altri lavori.
Come te anche io penso sempre ad altre opzioni.. tipo vorrei fare informatica.. ma poi leggo il tuo post di due anni fa che parli del tuo amico che prende 1300.. e penso che dovrei stare tante ore davanti al pc.. mi conviene?
Come sto ora penso che non voglio fare questo lavoro a vita, a meno che non vado all'estero e non mi specializzo in quel caso si che mi piacerebbe fare il mio lavoro.
Ma la verità è che se non trovo di meglio, realmente meglio.. mi toccherà fare questo.
Purtroppo non siamo in una nazione che permette di inseguire i propri sogni.

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da tiziano 85 » 14/11/2016, 15:44

Bravo come dici tu peobabilmente si cerca di evadere ma nn siamo solo noi é una condizione piu generalizzata.
Ingegneria io la vorrei fare a distanza, con calma infatti quest anno nni somo iscritto. Pero sai ho costruoto un drone, programmato arduino e qualche riga di programmazione. Mi piacerebbe ingegneria ma non é semplice purtroppo. Intanto faccio l infermiere anche perché non mi sento ne servo di nessuno ne l ultima ruota del carro e rileggendo il mio vecchio post mi rendo conto che ero in un peroodaccio dove vedevo tutto nero.
Meglio stare zitti e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio..

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da franco » 16/11/2016, 22:05

Il problema è da mettere in questi termini ed una frase con un immagine lo riassumono bene.

domanda: Cosa ci vedi?
Immagine

Quindi:
ci vedi un bambino piagniucoloso che sta sulle sue, ti senti chiamato in causa e ti arrabbi,
oppure un bambino che sogna ed immagini con lui mondi fantastici,
un bimbo debole, ma se ricordi bene affezionato ad una copertina delicata che in ogni momento può diventare un "arma",
un icona di un potente strumento di comunicazione di massa, che può insegnarci cose ed emozioni,
un importante brand mondiale, che ha fatto un sacco di soldi,
un ricordo dell'infanzia, dolcissimo... o dell'infanzia dei genitori per tanti.

Eppure è solo una foto e quante foto abbiamo del nostro lavoro, quanti pensieri, quante riflessioni.
A 18 anni ho iniziato a lavorare in oncologia.
Altri tempi, si diluivano farmaci chemioterapici in guardiola e sapevi che erano cancerogeni.
Parlavi con i pazienti, mettendo in vista quella fioca luce di speranza che riuscivi a trovare in ogni caso.
Ovviamente finito il lavoro si pensava ad altro.
Molto utile fare sport, dava una sgasata pazzesca.

La nostra professione ha a che fare con il dolore, i sentimenti, le speranze, la nascita e la morte.
Molta gente queste cose le vede forse una volta nella vita e noi invece le viviamo ogni giorno.
Come si fa a non voler sognare spiagge più tranquille, saremmo dei pazzi.

Non credo si troverà una dimensione tranquilla nel nostro lavoro quotidiano.
Però come dice dice Tiziano 85
rileggendo il mio vecchio post mi rendo conto che ero in un peroodaccio dove vedevo tutto nero.
Quando non si capisce qualcosa e ci si arrabbia o si rielabora, si cambia, perchè nella vita si vivono molte vite e noi più di altri.
Benvenuto :-) ,incertezze, per fare i primi passi, visita....Come funziona il forum
Quando si regala un idea bisogna essere coscienti che quell'idea possa piacere o no. Quando si riceve un regalo, almeno un grazie :-)

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da DarioTheFox » 19/11/2016, 21:39

Presente e colpevole. Io piú cerco e penso a cambiare lavoro e piú questo lavoro mi trattiene con le sue piccole lusinghe. Da un anno faccio parte di un progetto redazionale per infermieri nato quasi per caso e da poco sono anche referente di reparto per un progetto aziendale sperimentale, vogliono introdurre le diagnosi infermieristiche, non ho avuto il coraggio di rifiutare.

E chi mi consce nel forum sa bene che vivo periodiche crisi: forse mi sento stretto in un lavoro difficile, stressante, dove non puoi perdere la concentrazione nemmeno un attimo, ho provato anche io a fare sport, non riuscendo a compensare con altri bisogni più impellenti del solo sfoigo.

La stabilità, lo stipendio più alto della media(rispetto miei coetanei mooolto più meritevoli di me), e quei 4 diritti che solo il pubblico può , almeno per ora, ancora garantire ti impediscono di lasciare, come la chiama un amico mio, la gabbia dorata...

Poi fare l'infermiere è qualcosa che non ti fa tornare indietro come giustamente ha detto Paola, ho avuto esperienza qualche mese e fa per qualche giorno di lavoro d'ufficio. Bene, ho trovato patetico quello che molti trovavano fondamentale, sarà che siamo abituati a lavorare tra sofferenza e morte che ragionare per budget ed obiettivi aziendali ti fa sorridere.

Difatti è imprescindibile nei miei ghirighori mentali shiftare verso altre professioni sanitarie. Magari guadagni di meno, ma la materia prima è quella e diciamocelo molto più sereno come lavoro il fisioterapista. Per 200 euro in meno, beh io ci metterei la firma. Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
http://www.dimensioneinfermiere.it/

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Ginevra » 20/11/2016, 7:28

DarioTheFox ha scritto: Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
in altre parole, preferisci sentirti ferito invece che optare per l'intima introspezione.

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da DarioTheFox » 21/11/2016, 19:49

Ginevra ha scritto:
DarioTheFox ha scritto: Forse voglio solo scappare, ma il sentimento è quello e non mi sento mica depresso, ma non mi si chieda se sono pienamente soddisfatto, la risposta è ovvia.
in altre parole, preferisci sentirti ferito invece che optare per l'intima introspezione.
Guarda se proprio posso dire di aver fatto qualcosa in questi anni è proprio un percorso introspettivo. Ed è proprio la consapevolezza di sentirmi sprecato e inadatto che mi rende chiaro il tutto. Se potessi farei altro, ma ad oggi ne conviene ne ho il coraggio di fare altro. È l intero mondo ad essere cambiato e se magari in un'altra epoca avrei potuto fare meglio altro, oggi non posso e mi convinco a farenquesto lavoro che tutto sommato non odio, ma sento intimamente non rapprsentarmi. Cos'altro mi nasconderei?
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Lavoro e cerco...: Ci salveremo?
O la nostra professione è destinata a consumarsi tra lo stress e il burn out?
Largo alle idee e stop al martirio.

Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da CitizenT » 30/12/2016, 9:06

Ciao ragazzi.
Mi unisco a questa bella discussione...
Bella in quanto tocca delle tematiche a me care, ovvero una certa filosofia "trasversale" relativa alla nostra professione.
La cosa che mi affascina è che ci sono molte teorie, diverse e tutte condivisibili e giuste.
C'è chi dice che l'infermieristica è una merda (vero) e che siamo solo degli esecutori (vero); chi dice sia un'arte (vero) e chi, giustamente, senta di avere le potenzialità per una professione di "livello superiore" (avete la mia ammirazione).
Io sono infermiere da 10 anni e premetto che il mio ideale principale è quello di "lavorare per vivere e non vivere per lavorare".
Una delle prime colleghe di lavoro con le quali ho condiviso pensieri e preoccupazioni, mi disse che per questa professione è molto importante essere consapevoli dei propri stili di vita nel privato.
Se una persona ha una vita privata intensa, va da sè che sia altamente sconsigliato un lavoro in 118 o soccorso alpino, per ovvie ragioni.
Io ho lavorato in un centro Alzheimer, in un reparto Parkinson/Mielolesi, ho fatto 7 anni di sala operatoria (li è la morte: sei veramente una scimmietta ammaestrata) per poi fare un paio d'anni di chirurgia in reparto.
Ora gestisco un ambulatorio infermieristico in una medicina di gruppo integrata.
In quest'ultimo ruolo mi trovo veramente bene.
Posso pormi ai pazienti in modo molto più umano e confidenziale.
Forse, tecnicamente siamo a livello molto semplice, ma io sono contento così.
La vita è troppo breve per sprecare il proprio tempo di fronte a frustrazioni lavorative.
MA...
Inseguire le proprie aspirazioni è doveroso e chi ha partecipato a questa discussione è la prova di quanto sia importante farlo.
Il senso di tutto questo "spieghino" dove vi ho un po' riassunto il mio curriculum sta nel volervi spiegare che ho cambiato molti ruoli finchè non sono approdato ad una realtà nella quale mi potessi identificare ed esprimere.
Credo che una parte del segreto della soddisfazione professionale sia questa.
Ho sempre sostenuto la tesi che sia più rispettabile un infermiere di geriatria che si ritrova - suo malgrado - a spalare "merda" ma facendolo con motivazione, piuttosto di un infermiere di 118, super tecnico e preparatissimo ma infelice e fottuto dal burn out.
E' un po' come il famoso slogan di Renzo Rosso della Diesel "be stupid for a succesfull life".
Mi permetto di dire - e lo faccio con tutto il rispetto possibile, vi prego di credermi - che soffermarsi su elaborazioni mentali riguardanti il proprio Q.I. sia inutile. Lo vedo come un torturarsi inutilmente e rischiare di finire nel pericoloso stato d'animo del tipo "il mondo non mi merita in quanto sono troppo brillante". Beh, se gestito in modo sano, questo pensiero può far sbocciare quelle capacità che emergono solamente quando ci viene quell'estro combattivo verso il mondo. Ma, d'altro canto, può potenzialmente portarci ad assumere (ovviamente in buona fede) un atteggiamento di arroganza verso l'ambiente lavorativo circostante e, di conseguenza, autostigmatizzarci.
Non l'ho sempre pensato, ma negli ultimi anni mi sono trovato ad apprezzare la natura umile della nostra professione.
Mi sono convinto che i consigli delle "vecchie volpi" sono oro colato e che certe competenze acquisite sul campo dagli ultimi generici che circolano negli ospedali, siano giustamente da prendere ad esempio (prendete con le pinze questa mia dichiarazione e leggete tra le righe).
A me piace che la nostra professione sia un'arte. Un'arte che comprende una miscela di preparazione teorica, atteggiamento, gestione dei conflitti e quella scioltezza da "buona la prima" che ci fa vivere bene e ci rende, spesso, molto più appetibili ai pazienti rispetto a migliaia di medici iperpreparati tecnicamente ma subumani dal punto di vista dell'approccio al paziente.
Ho sempre visto i ripieghi come soluzioni non funzionali. Ho conosciuto gente che frequentava farmacia come ripiego a medicina (assurdo) o chi, come alcuni di noi, ha scelto infermieristica.
Credo che i ripieghi possano solo portare a frustrazione certa.
Personalmente, ho sempre basato le mie scelte sulla possibilità di ricavare il tempo per la mia vita privata, senza però tralasciare l'impegno e la serietà necessari alla mia quotidianità.
Sono infermiere da 10 anni ma faccio musica da 25. Credo di essermi spiegato.
Detto questo, ribadisco il massimo rispetto per le opinioni di tutti e auguro a qualsiasi volenteroso che insegue un sogno, di riuscire a realizzarlo.
In bocca al lupo per il 2017.

Con affetto,
Luca
Sto come sto,
mi passa poco sotto al mento, non cambio zona,
c'ho un'occasione ma per il momento resto...

cit. Lou x - Come l'occasione (A volte ritorno - 1995)

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Re: demotivato e depresso... tempo di cambiare strada?

Messaggio da leggere da Ginevra » 30/12/2016, 13:40

Luca Toniolo Nursind Vicenza ha scritto: Ora gestisco un ambulatorio infermieristico in una medicina di gruppo integrata.
In quest'ultimo ruolo mi trovo veramente bene.

Con affetto,
Luca
tutti gli ambulatori infermieristici sono richiestissimi, per vari motivi:

odio del turno notturno
invalidità fisica
part-time
"luogo ideale dove pasturare la libera professione , ovviamente in nero"
luogo ideale per realizzare se stessi, magari perchè si entra in contatto ogni giorno con pazienti diversi con cui scambiare due parole : Groupwave :
...

Ciao Luca

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