UK o non UK ?!

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marco94
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UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da marco94 » 14/01/2017, 18:06

Salve a tutti,

sono indeciso se partire subito in UK oppure specializzarmi facendo la magistrale e poi il master in coordinamento qui in italia. Qualora decidessi di fare la magistrale in scienze infermieristiche ed ostetriche e poi il master in coordinamento... tali specializzazioni avrebbero qualche valore all'estero o comunque in UK?

Vi chiedo, qualora decidessi di partire subito, qualora mi specializzassi in tali ambiti manageriali in UK avrebbe un qualche valore in Italia qualora in un futuro volessi ritornare?
Ultima modifica di marco94 il 14/01/2017, 18:14, modificato 1 volta in totale.

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franco
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Re: UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da franco » 14/01/2017, 18:12

Ciao
se ho capito bene i colleghi che fanno corsi e master in UK, dopo hanno il posto dedicato.
In Italia fai e poi difficile dire se hai un posto di coordinamento.
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Dearg-Due
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Re: UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 14/01/2017, 18:12

marco94 ha scritto:Salve a tutti,

sono indeciso se partire subito in UK oppure specializzarmi facendo la magistrale e poi il master in coordinamento.
Specializzarti in cosa?
I due percorsi di studio che hai elencato non sono specializzazioni.
La Magistrale ti "prepara" per diventare dirigente (quindi ambito umanistico-economico-gestionale), mentre il Master in Coordinamento a diventare Coordinatore.
Vi chiedo, qualora decidessi di partire subito, qualora mi specializzassi in tali ambiti manageriali in UK avrebbe un qualche valore in Italia qualora in un futuro volessi ritornare?
Sì, in ambito manageriale la denominazione del titolo conta il giusto, sicuramente in caso di concorso qui in Italia ci sarà una commissione che ne valuterà la congruenza, ma non occorre un'abilitazione dello Stato per poter dirigere.

Ma se tu andassi in UK non sarebbe meglio specializzarsi in un ambito clinico e restare lì poi?
Disarmante... disarmante e sconcertante accorgersi di quanto colei che consideravi unica era in realtà una povera psicopatica patetica e sfigata.

marco94
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Messaggio da leggere da marco94 » 14/01/2017, 18:26

Infatti queste due sono delle opzioni che sto valutando, ma il mio obiettivo primario è quello di specializzarmi in qualche ambito clinico.

A tal proposito qualcuno saprebbe spiegarmi in poche parole la differenza tra un infermiere qui in italia e un infermiere lì in UK?

Quello che a me fa esitare, è il fatto che da quello che ho estrapolato sul web gli infermieri inglesi non fanno molte cose(prelievi, agocannula) che gli infermieri italiani fanno e poi sembrerebbe anche che a livello di Qualità abbiano diverse limitazioni. In molti mi dicono che da un punto di vista lavorativo UK andrebbe bene, ma non tanto se invece vuoi crescere come Infermiere con gli standard a cui siamo abituati qui in italia.

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Re:

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 14/01/2017, 18:55

marco94 ha scritto:A tal proposito qualcuno saprebbe spiegarmi in poche parole la differenza tra un infermiere qui in italia e un infermiere lì in UK?
Bah, chiedi nulla eh.
Comunque, in UK si parte da Infermiere e si può arrivare a Physician Associate, comunemente detto "just a notch under the Physycian" ovvero un gradino sotto al Medico.
Ma non è necessario arrivare a quello, anche perchè non è necessariamente il più alto grado di gerarchia nella categoria infermieristica.

http://www.sgul.ac.uk/study/postgraduat ... tudies-msc

E' un percorso che si può intraprendere, se piace, essendo Infermieri.
In realtà gli Infermieri inglesi spaziano in un'infinita varietà di specializzazioni, e sono assunti e utilizzati per quello, non per avere una laurea ed essere sbattuti a pulire i pazienti.
Ci sono anche settori che da noi sono regolamentati ad hoc per i dottoroniprofessoroni, mentre più ragionevolmente in quel paese sono appannaggio di altri professionisti con competenz sufficienti, ovvero la medicina estetica, l'agopuntura ed altre discipline che qui sono di esclusiva pertinenza del medico (non perchè necessario, ma perchè redditizio).
Un Infermiere specializzato in dermatologia può gestire un ambulatorio seguendo il paziente in tutto il suo percorso terapeutico, eseguendo anche biopsie se lo ritiene opportuno.
Il medico entra in causa quando sono richieste conoscenze diverse, non necessariamente superiori, diverse.
Ovviamente si può diventare Nurse Prescriber (Infermiere prescrittore) con tanto di ricettario del SSN.
Insomma, una figura intermedia, che con studi adeguati, e pertanto attribuzioni professionali altrettanto adeguate, diventa il protagonista del percorso terapeutico del paziente dall'inizio alla fine (senza dimenticarne gli aspetti psicologici).
Insomma, altra roba.
Sia chiaro, non è tutto rose e fiori, l'UK non è il paradiso, ma io che ci ho studiato (corsi ufficiali di medicina estetica e laurea in neurofarmacologia) poso dire che è un altro mondo, con i suoi pro e i suoi contro.
Quello che a me fa esitare, è il fatto che da quello che ho estrapolato sul web gli infermieri inglesi non fanno molte cose(prelievi, agocannula) che gli infermieri italiani fanno
E ci credo, hanno cose ben più importanti da fare.
Per i prelievi c'è il Phlebotomist (se non erro un Associate Degree, due anni di College), a quanto pare non serve una laurea per farli.
e poi sembrerebbe anche che a livello di Qualità abbiano diverse limitazioni. In molti mi dicono che da un punto di vista lavorativo UK andrebbe bene, ma non tanto se invece vuoi crescere come Infermiere con gli standard a cui siamo abituati qui in italia.
Perchè, qui ci sono dei begli standard e possibilità di crescere?
Se quello che ti piace è l'ambito infermieristico italiano resta qui, molte lauree magistrali inglesi (Master of Science) si possono conseguire a distanza senza mai mettere piede in UK, se non entri in una Università italiana te ne fai una a distanza che ha lo stesso valore se non di più, e poi ti puoi baloccare e divertire con tutta la beltitudine degli standard italiani.
Disarmante... disarmante e sconcertante accorgersi di quanto colei che consideravi unica era in realtà una povera psicopatica patetica e sfigata.

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Re: UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da marco94 » 14/01/2017, 19:08

Grazie mille sei stato chiarissimo... comunque intendevo il fatto che secondo quello che ho trovato sul web ... sembrerebbe che la formazione/istruzione italiana all'infermieristica sia fatta qualitativamente meglio.

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Re: UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da Dearg-Due » 14/01/2017, 19:25

La formazione italiana è unanimemente riconosciuta come molto valida, in tutti i settori.
Ha il solo difetto di essere pedantemente teorica.
In Italia il laureato in genere (specialmente con il metodo del Vecchio Ordinamento) era la massima espressione del sapere in quel campo, negli altri paesi non era/è così.
Il primo ciclo di studi dava una preparazione di base sulla quale poi costruire un percorso di professionalizzazione, di approfondimento e specializzazione.
La cultura anglosassone è pragmatica, negli USA molto più che in UK la quale risente sempre della sua natura ed essenza europea, ma il concetto è simile.
Un medico italiano, laureato, non ha mai fatto un prelievo, una intramuscolare, dato due punti di sutura, manco ha visto un parto.
Uno studente inglese o francese, all'ultimo anno, segue 5 pazienti dall'ingresso alla dimissione, opera, esegue procedure diagnostiche e terapeutiche invasive, elabora strategie terapeutiche, il tutto sotto controllo del medico strutturato ed esperto.
L'esame di biochimica a Medicina qui da noi è un malloppo pappardelloso assurdo, vogliono che tu sappia ogni reazione a memoria, quanti elettroni sono coinvlti nella reazione, quanti se ne perdono e quanti vanno in vacanza ai Caraibi.
Se studi il metabolismo dell'etanolo ci passi due settimane ad imparare tutti i sistemi coinvolti, tutte le reazioni e tutti i passaggi.
Dopo due mesi dall'esame hai dimenticato tutto.
In Francia gli basta sapere che l'alcol è epatotossico, perchè è ciò che serve al medico.
Le reazioni biochimiche sono di pertinenza del biochimico, non del medico, perchè ossessionare così i nostri studenti con qualcosa di perfettamente inutile?
Retaggio, solo un retaggio culturale, tutto italiano, dell'idea che il laureato debba essere (e)dotto su tutto.
Inutile, oltre che impossibile, oggi.
Ma qui, i dottoroniprofessoronionnipotentideiinterra non vogliono mollare la presa.
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Re: UK o non UK ?!

Messaggio da leggere da marco94 » 14/01/2017, 19:34

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