Lavorare nel pubblico o nel privato?

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azbzzz
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Re: Lavorare nel pubblico o nel privato?

Messaggio da leggere da azbzzz » 22/05/2018, 19:08

"Tu hai esperienza in questo settore del nostro lavoro? Puoi parlarne in maniera disinvolta e sprezzante sapendo di cosa parli? Puoi dirmi se secondo te quello che descrivevo, ossia praticare un' igiene ad un paziente complesso, non possa essere soddisfacente? "

Si'!
Si vede che proprio non conosci le immense sfaccettature delle aziende sanitarie pubbliche. Non e' giusto che a parita' di mansioni ci siano cento modi di essere pagati nel pubblico per questo dico via contratto aziendale.
Per cortesia nome di struttura e reparto dove lavano i malati in quattro infermieri e hanno anche un ottimo stipendio magari con alte potenzialita' di aumento del cud netto. Tu confermi tutto quello che scrivo...tutto...proprio tutto.

Saphira
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Re: Lavorare nel pubblico o nel privato?

Messaggio da leggere da Saphira » 25/05/2018, 12:25

Ho lavorato due mesi in una casa di riposo, dunque nel privato, sotto cooperativa sociale. Mi aspettavo grandi cose e invece mi sono ritrovata ad affrontare un lavoro non pesante dal punto di vista fisico solitamente, quanto dal punto di vista mentale. Non ho mai visto nel pubblico un rapporto infermiere/paziente di 1:60, mentre questo è ciò che accadeva dove stavo io. Per non parlare degli "straordinari" non pagati. Lo scrivo tra virgolette in quanto i datori di lavoro conoscevano questa situazione (non sono stupidi, controllano i cartellini e vedono che TUTTI, compresi coloro che lavorano da anni entrano prima ed escono dopo) eppure a loro sta bene...manodopera gratuita! Magari potreste chiedervi come mai tutti sceglievamo di fare così anziché rispettare gli orari. La risposta è ovvia, facendo diversamente il tutto si sarebbe ripercosso sui pz nonché sul collega che entrava nel turno successivo. Samantha, pensi che sia normale avere una decina di pz tracheostomizzati quasi tutti collegati al ventilatore, in una struttura su tre piani dove sei l'unico infermiere? E durante il giorno quantomeno qualche OSS c'è, perché la notte eravamo un infermiere e un OSS con cambio panno/striscia di tutti e 60 i pz! E mentre facevo i due piani nei quali non erano presenti i tracheostomizzati dovevo sperare che nel mentre a loro non succedesse niente, perché non avrei nemmeno sentito il ventilatore suonare. Di giorno tra terapia, medicazioni eccetera, nonostante ripeto si regalasse sempre del tempo, non si riusciva a fare tutto! Prelievi, clisteri, medicazioni dei tracheostomizzati ad esempio si facevano la notte...a me questo non sembra normale, ma in realtà lo è nel privato, quantomeno nella stragrande maggioranza delle RSA. Ecco perché chi ha provato sceglie di uscire fuori regione pur di entrare nel pubblico e sperare, magari un giorno, di riuscire a ritornarci. Per questo, ricollegandomi anche al discorso sul divario di stipendio, non posso che concordare quanto detto da azbzzz (a parte la questione dei 30.000 euro netti che mi pare assurda se non forse per i pochi fortunati che sono riusciti ad arrivare alla dirigenza). Non mi pare che, sotto alcuni punti di vista una parte della struttura dove ho lavorato io fosse poi così diversa da una terapia intensiva, dove per di più il rapporto personale/pz è nettamente superiore anche rispetto ai normali reparti di base, dove sicuramente la complessità assistenziale sarà minore, ma dove mettiamo la parte legata al "giro medici", all'igiene eccetera? Dove ho fatto tirocinio io in rianimazione c'erano tre infermieri per turno, a parte la notte che erano due, con 6 pz ricoverati, massimo 7. In medicina invece al mattino 4 infermieri (quando c'erano), 2 oss (quando c'erano), nessun ausiliario per 36 pz. Al pomeriggio due oss e due infermieri, la notte due infermieri e un oss. Dunque un rapporto molto diverso. E le emergenze succedono anche lì. Siamo tutti infermieri, formati per sapere affrontare urgenze ed emergenze, al di là del reparto in cui si lavora. E dal momento che per poter lavorare è richiesta una specifica formazione, che ormai consiste in una laurea, non capisco come 1500 euro di stipendio ci debbano far vergognare di noi stessi, quando abbiamo studiato e sputato a volte sangue per riuscire a laurearci! Le disparità a mio avviso sono una vergogna e la mancanza di riconoscimento che a volte la società, ma spesso più gli infermieri stessi, hanno di questa professione. Naturalmente questa è la mia personale opinione.

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