Il temibile stafilococco aureo

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Petra
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Il temibile stafilococco aureo

Messaggio da Petra »

Luigi, 65 anni, iperteso in terapia, fumatore ( 1 pacco al giorno) ,colesterolo 200 non trattato. Fa vita sociale e lavorativa molto intensa.
Un giorno Luigi ha una sincope improvvisa a pranzo, portato con codice rosso in pronto soccorso, gli viene diagnosticata una perforazione di aneurisma addominale ( tratto che va dall'ombellico al pube). I chirurghi vascolari gli salvano la vita, dopo 7 ore di intervento chirurgico lo ricoverano in terapia intensiva e viene mantenuto in stato di coma farmacologico. Qui prende la polmonite pneumococcica per cui viene stubato e laringectomizzato che porterà per 6 mesi, con residuo di ciccatrice interna per cui deve stare attento a certi cibi che gli possono andare di traverso.

Il giorno dopo l'intervento ritorna in sala operatoria per disostruire chirurgicamente i vasi sanguigni dai coaguli degli arti inferiori. Le ferite chirurgiche, sia quella della parete addominale , sia quelle delle gambe non presentano problemi durante il mese di degenza in terapia intensiva.

Dopo un mese, Luigi viene trasferito in un reparto- post acuti per il recupero muscolare che esegue al letto. L'infermiera di questo reparto medica le ferite di Luigi al letto ogni 3 giorni, con disinfettante e bendaggio.

Dopo pochi giorni in post acuti, Luigi comincia ad aver un certo dolore alla gamba sinistra. L'infermiera dice che va tutto bene, nonostante la presenza di edema insorto di recente. Al quindicesimo giorno di ricovero e sempre allettato, Luigi chiama la moglie per telefono e per l'ennesima volta le dice che non nè può più dal male nelle gamba sinistra.

La moglie questa volta chiama il medico di reparto, il quale le dice che da consegna infermieristica le medicazioni vanno bene, promettendole che sarebbe andato a vedere la gamba dolente.

Il medico quando toglie il bendaggio, si accorge subito che c'è qualcosa che non va e prescrive una tac urgente che evidenzia una imponente raccolta a livello del polpaccio gamba six

Mandato Luigi subito in consulenza vascolare, gli viene inciso un grosso ascesso. La ferita rimane aperta e il chirurgo vascolare va tutti i giorni a medicarla. Dopo pochi giorni arriva l'esito del tampone: << Presenta di batteri putrefattivi, e stafilococco aureo, resistenti agli antibiotici>>.
Il chirurgo vascolare ad ogni medicazione porta vie un pezzo di tessuto necrotico che si è formato in sole 24 ore. La successiva tac evidenzia la presenza dell'infezione in prossimità dell'osso. Viene decisa l'amputazione urgente trans femorale per essere sicuri di asportare tutta la gangrena.

Prima domanda:

come mai in un mese di terapia intensiva, le ferite chirurgiche SI SONO MANTENUTE ASETTICHE?
come mai nel reparto di post acuti si è formato un ascesso solo nell'arto sinistro, quando le ferita da medicare erano anche nell'arto destro?
come ha fatto a entrare nelle ferite della gamba six con suture di un mese, il tanto temuto STAFILOCOCCO AUREO ?

Tutto questo è successo due anni fa. Luigi, ha imparato a camminare con l'arto artificiale e con due stampelle. Riesce a guidare l'auto con il cambio automatico, e qualche volta va al bar per una partita a carte, spinto dai figli per aiutarlo a uscire dalla depressione post traumatica.

Ma il suo benessere psicologico dura poco,

Luigi prende il covit nonostante 2 vaccinazioni. Febbricola e saturazione bassa, ricovero in reparto covit con ossigeno con mascherina e polmonite per 3/8 del polmone. E' in una stanza con altre due persone autosufficienti che si alzano da soli per andare nel bagno in camera. Luigi non lo può fare perchè gli manca la carrozzina, potrebbe scendere dal letto, sulla carrozzina come fa a casa, l'ha chiesta molte volte, promessa ma mai mantenuta.

Alla fine della prima settimana di ricovero in reparto covit, ha un picco febbrile notturno di TC 39
il medico di reparto fa eseguire una emocoltura che risulterà positiva per la presenza di STAFILOCOCCO AUREO.
Luigi comincia la terapia ev due volte al giorno per debellare la setticemia da stafilococco aureo.

Domanda:

da dove è entrato lo stafilococco aureo , se il paziente non ha cvc, non ha catetere vescicale, ma solo un ago canula nella vena periferica del braccio? Dove il personali sanitario si avvicina al paziente con tutte le precauzioni di vestizione visto che è un reparto covit?

L'EGA eseguito con difficoltà, può veicolare nel circolo ematico lo stafilococco aureo che è sulla cute?

oppure il campione ematico per l'emocoltura può contiene stafilococchi della cute e non del torrente ematico di Luigi, per cui è da considerarsi un falso positivo?

Grazie
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franco
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Re: Il temibile stafilococco aureo

Messaggio da franco »

Mi spiace per il sig. Luigi
Nel primo episodio mi lascia perplesso il fatto che dopo un mese fosse ancora da medicare.
Probabilmente la ferita aveva una deiscenza.
La medicazione non è il semplice apporto di disinfettante, ma si osserva che la ferita procedura bene, la comparsa di un rossore vuol dire che ci sono dei problemi.
Lo stafilococco se non resistente è sicuramente di un altro tipo, ma se per la seconda volta gli comprare un batterio resistente potrebbe essere che la prima volta non era stato eradicato. Si poteva essere annidato in un'area necrotica.

Riflessioni semplici, perché il caso che hai magistralmente descritto è veramente complicato.
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