Terzo anno.. e poi?

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franco
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 20/05/2017, 22:00

Grazie a te per aver posto una domanda molto bella e particolare.
Io credo che la magistrale sia importante, però a 25 o 26 anni senza esperienza non credo riusciresti a metterla in pratica.
Personalmente credo che dovrebbe essere ad accesso libero e poi si seleziona dopo, mi piacerebbe sapere quanti ammessi non hanno finito, se non c'è selezione sulle materie di studio la qualità non crescerà.

Il "no grazie" è riferito alle proposte scadenti, se cerchi ce ne saranno sempre, vero che adesso sono veramente pessime, ma pubblicizzarle e condividerle non ha senso, perché ci pubblicizziamo per una professione da 5 euro/ora.

La nuova generazione sei tu, che hai davanti 40 anni di reparto e dovrai fare attenzione a 360 gradi, soprattutto per trovare il tuo rigore professionale.
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Aletheiai
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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da Aletheiai » 11/06/2018, 23:00

Ciao a tutti. Erano un po' di giorni che ripensavo al post su questo forum, e finalmente ho trovato il tempo di scrivere : Groupwave :
Volevo aggiornarvi sulla mia situazione, e su come alla fine siano andate le cose. Spero di poter dare un po' di speranza a chi come me si trovava alla fine di un percorso e vedeva davanti a sé solo la selva oscura.

Mi auguro che non pensiate che stia facendo solo un discorso autoreferenziale, perché non é minimamente nelle mie intenzioni!
Comunque, alla fine sono riuscita a laurearmi a novembre. Ho preso il mio tempo per smaltire lo stress dell'ultima fase dell'Università, ma la pacchia è durata poco, perché (come molti sanno) passare da un'università totalizzante al nulla cosmico, é bello all'inizio, ma poi devastante quando arriva la noia.
Quindi ho iniziato a mandare in giro curricula e, come mi aspettavo, la maggior parte delle rsa, case di riposo, ipab ecc della mia zona, erano disposte ad assumermi con contratto da oss. Negli ospedali privati mi rispondevano tutti con un amabile "le faremo sapere", e nel frattempo di 6 concorsi a cui mi ero iscritta, sono stata esclusa da 2 nella preselezione per il punteggio conferito dai titoli. Ho quindi iniziato un master con Unipegaso, che ancora devo terminare.
Alla fine sono riuscita a vincere un concorso per un tempo indeterminato in una casa di riposo, e di fretta e furia mi sono trasferita in un'altra regione. Adesso sono più di due mesi che lavoro, e di certo questo luogo ha una marea di difetti e non mi da grandi soddisfazioni personali, ma mi sta servendo per iniziare. Mi sta dando ogni giorno delle lezioni di vita, che derivano proprio dalle difficoltà quotidiane. Mi ha aiutata a liberarmi da tanti preconcetti che l'università mi aveva creato.
Ho imparato che l'unica cosa da fare è sempre e comunque essere intraprendenti e andare avanti.
Avere un obiettivo e perseguirlo, é la cosa più importante. Come mi consigliavate voi, é possibile cambiare strada quando lo si vuole e quando si trova una condizione più vantaggiosa. Nessuno ci mette le catene ai piedi, siamo noi a scegliere che cosa fare. All'inizio di un lavoro, bisogna armarsi di pazienza e umiltà, perché all'università ci gonfiano tantissimo sul nostro futuro come professionisti, ma la realtà è molto più concreta, e ti obbliga a creare delle priorità diverse da quello che chiamavo "lustro professionale". Quindi a tutti quelli che vivono nella mia stessa ansia dell'anno scorso, volevo dire che le strade si aprono, senza nemmeno fare troppi sforzi e diventare strateghi. Siamo una categoria di lavoratori che probabilmente risente meno della crisi occupazionale rispetto ad altri, sempre se si é disposti ad essere un po' flessibili.. Direi che il nostro problema è la soddisfazione lavorativa, ma a quella si trova rimedio, sempre cercando altro!
Detto questo, vi saluto, e spero di essere stata utile a qualcun altro! : Love :

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Re: Terzo anno.. e poi?

Messaggio da leggere da franco » 13/06/2018, 7:09

Ciao Aletheiai

Quindi ... azbzzz ha ragione?
Basta studiare, vincere un concorso e iniziare a costruire il proprio futuro lavorativo.
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