San Martino (GE) Recinto per malati di mente

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Guazzo
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San Martino (GE) Recinto per malati di mente

Messaggio da Guazzo »

Articolo pubblicato in prima pagina su repubblica del 4 Giugno 2009!



Soprannominato "lo zoo", lo spazio è chiuso da un'inferriata verde alta due metri
La rivolta degli infermieri: "Per la loro dignità lì dentro non ce li portiamo"
Genova, scandalo al San Martino
recinto per i malati di mente
di MARCO PREVE


La 'gabbia' del San Martino di Genova
GENOVA - All'ospedale san Martino di Genova un modo di dire diventa realtà. "Questa è davvero una gabbia da matti, ma non è una battuta, e per rispetto alla loro dignità noi lì dentro i pazienti non ce li portiamo", sbotta l'infermiere del reparto.

Il casus belli è un'aiuola di circa sei metri di diametro, con dentro una palma e un pino marittimo, circondata da una recinzione di ferro dipinta di verde, alta due metri: il parco esterno per i ricoverati della clinica psichiatrica universitaria. Alla richiesta del primario Filippo Gabrielli di dotare il padiglione di uno spazio all'aperto, ricreativo e terapeutico, dove i pazienti potessero fumare liberamente, la risposta dell'ospedale è stata quella di creare il "recinto", la "gabbia" o ancora lo "zoo" come lo hanno soprannominato medici e infermieri, considerato che l'aiuola si trova su un lato del viale dove passano, durante la giornata, centinaia di dipendenti della cittadella ospedaliera, parenti di ricoverati, fornitori.

Gianni Orengo, direttore sanitario del San Martino, spiega che "si tratta di una soluzione provvisoria in attesa del trasferimento del reparto in un padiglione dotato di un parco; peraltro l'aiuola deve essere attrezzata con panchine e tavolini. Mi rendo conto che non è la sistemazione ottimale, ma a fronte delle richieste il nostro ufficio tecnico ci ha lavorato parecchio e meglio davvero non si poteva fare. Quanto agli infermieri troveremo con loro una soluzione".

Sono stati gli infermieri, infatti, rifiutandosi di scortare i pazienti nel recinto, a far scoppiare il caso che è stato denunciato on line da Giovanna Profumo sul sito Oli (Osservatorio Ligure sull'Informazione). "Quell'area, con quella recinzione, non permette di garantire il rispetto della dignità della persona, ecco perché i nostri colleghi hanno preso questa decisione" spiega Carmelo Gagliano, presidente della sezione genovese dell'Ipasvi, il collegio degli infermieri professionali. "Oltre a questo aspetto, di solidarietà umana - aggiunge Gagliano - a nostro parere non risponde ai criteri di sicurezza previsti dal progetto e soprattutto quel contesto non favorisce quella finalità terapeutica che, attraverso spazi comuni per uomini e donne, mira al ritorno ad una vita normale. Gli infermieri del reparto comunque continueranno a far uscire e accompagnare dove possibile i pazienti".

Che poi vuol dire quella sorta di zona franca tra l'entrata e l'androne della clinica tra la macchinetta dei caffè e il muretto davanti all'ingresso. Il problema è complesso perché si tratta di pazienti che, almeno nella fase acuta devono essere seguiti, alcuni hanno subito ricoveri coatti, possono essere violenti, e sono quasi tutti fumatori incalliti, compulsivi. "Ma la risposta non può essere quella di un recinto esposto al pubblico - commenta Paolo Pescetto dell'Associazione famiglie ammalati psichici - . Purtroppo, nonostante medici e infermieri stupendi, ci ritroviamo con scelte assurde come queste".

(4 giugno 2009)
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Dottore in Infermieristica
Simone Gussoni
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andrea1983
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Re: San Martino (GE) Recinto per malati di mente

Messaggio da andrea1983 »

Guazzo ha scritto:Gianni Orengo, direttore sanitario del San Martino, spiega che "si tratta di una soluzione provvisoria in attesa del trasferimento del reparto in un padiglione dotato di un parco; peraltro l'aiuola deve essere attrezzata con panchine e tavolini. Mi rendo conto che non è la sistemazione ottimale, ma a fronte delle richieste il nostro ufficio tecnico ci ha lavorato parecchio e meglio davvero non si poteva fare. Quanto agli infermieri troveremo con loro una soluzione".[/b]
per fortuna ci hanno lavorato parecchio altrimetni chissà cosa veniva fuori.

Comunque è impossibile, io personalmente non sono in grado di lavorare con i malati di mente, ma quasto è un mio limite, me ne rendo conto, ma la mia compagna e futura molglie che ha lavorato e vorrebbe tornare a lavorare con loro mi ha fatto vedere al struttura dove lavorava... uno spettacolo... grande con spazi moto ampi dove queste persone potevano uscire e reintegrarsi...

Andrea
...non dimenticarsi mai di lavorare davanti a persone...che soffrono spesso...moto piu' di noi...siamo fortunati ricordiamocelo sempre...moltissimo...
Andrea - Ticino Svizzera
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