Diritto ad una morte dignitosa

Non esiste un solo modo per eseguire una tecnica, esiste la tecnica giusta per il tuo assistito. Le foto sono utili per spiegarsi meglio, ma ricorda di chiedete l'autorizzazione del paziente e spiegate il caso per bene.
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Guazzo
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Diritto ad una morte dignitosa

Messaggio da Guazzo »

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PARIGI – Un tumore incurabile le sfigura brutalmente il viso, e le ha tolto in poche settimane la vista, il gusto e l’odorato. A 52 anni, Chantal Sebire ha un solo desiderio ora, morire. «Sono letteralmente divorata dal dolore. Chiedo solo che questo calvario si fermi» dice a «le Monde» l’ex insegnante e madre di tre figli che reclama da settimane il diritto di mettere fine alla propria vita con dignità, perché la malattia non le dà più tregua. La morte per lei è come «una spada di Damocle. La aspetto giorno dopo giorno – continua – può arrivare in qualsiasi momento. Chiedo solo di poterla anticipare». Chantal Sebire soffre dal 2002 di un estesioneuroblastoma, un tumore raro del setto nasale (solo 200 casi registrati in 20 anni). Da settimane ha annunciato la sua decisione di voler morire. «Lo chiedo vivamente dal giorno di Ognissanti – confessa – nel momento in cui ho perso la vista. Ma ci penso da molto più tempo, da quando ho realizzato che non c'era più niente da fare». Da allora si è messa all’opera perché la sua scelta venga rispettata. Ha consegnato il suo caso nelle mani dell’Associazione per il diritto di morire con dignità. Il 6 marzo scorso ha inviato un messaggio filmato al presidente Nicolas Sarkozy perché intervenga sul diritto all’eutanasia, senza ottenere ancora risposte ufficiali. Oggi si è rivolta al tribunale di Digione per ottenere dalla giustizia l'autorizzazione «eccezionale» di procurarsi, con l’assistenza del medico, un «veleno letale». La legislazione francese non le permette attualmente di decidere il momento della propria morte. La legge Leonetti del 2005 ha instaurato il diritto a «lasciare morire» e ha vietato «l'accanimento terapeutico». Ma l’eutanasia è ancora illegale in Francia. In Europa l’Olanda (nel 2001) e il Belgio (nel 2002) hanno legalizzato l’aiuto a morire. In Svizzera esiste il suicidio assistito, mentre il Lussemburgo ha autorizzato di recente l’eutanasia. Ora Chantal rivendica «che il paziente, che come me è incurabile, ma è ancora cosciente, possa decidere della propria morte in accordo con i medici». La sola alternativa che la medicina francese le propone al momento è di sprofondarla nel coma per alleviarle le sofferenze. Ma lei rifiuta l’idea di aspettare la morte in un letto d’ospedale e vuole restare a casa sua, con la sua famiglia. «Non è una situazione adatta al mio temperamento – spiega – e non voglio che la società mi obblighi a passare per questo stadio. È un questione di dignità». Il caso di Chantal Sebire ha riportato inesorabilmente la Francia indietro di qualche anno, al dramma di Vincent Humbert, giovane tetraplegico, cieco e muto, che aveva a sua volta scritto al capo dello stato chiedendo il diritto di morire. Da quel dramma era scaturita la legge del 2005 sulla fine della vita, mai ritoccata da allora. Qualche giorno fa, il ministro degli esteri Bernard Kouchner ne aveva riconosciuto i limiti. «La legge Leonetti è stata un progresso – aveva detto – ma non è sufficiente». 12/3/2008
(fonte:www.lagazzettadelmezzogiorno.it)


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Kyrie
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Re: Diritto ad una morte dignitosa

Messaggio da Kyrie »

Per quanto mi riguarda, e lo si è visto in altri post, vale il principio della libertà di scelta assoluta dell'individuo rispetto alle decisioni sui trattamenti ai quali sottoporsi (consigliato dal personale sanitario ovviamente, e altrettanto ovviamente quando la scelta della persona possa avere delle implicazioni di salute pubblica). Non sopporto intromissioni esterne, sia sulla sfera personale che su quella pubblica, in materia di laicità e di autonomia di scelta. Tanto a senire certe "campane" pare che si debba nascere per forza e non morire mai.
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Re: Diritto ad una morte dignitosa

Messaggio da propofol »

Kyrie ha scritto:Per quanto mi riguarda, e lo si è visto in altri post, vale il principio della libertà di scelta assoluta dell'individuo rispetto alle decisioni sui trattamenti ai quali sottoporsi (consigliato dal personale sanitario ovviamente, e altrettanto ovviamente quando la scelta della persona possa avere delle implicazioni di salute pubblica). Non sopporto intromissioni esterne, sia sulla sfera personale che su quella pubblica, in materia di laicità e di autonomia di scelta. Tanto a senire certe "campane" pare che si debba nascere per forza e non morire mai.
Quoto al 100% il tuo discorso Kyrie!!!! Il principio di libertà deve essere lasciato anche a tutti indipendentemente da religione, razza, ecc...
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Re: Diritto ad una morte dignitosa

Messaggio da franco »

Ciao
Io ho visto,
persone devastate dalla malatia,
che volevano morire,
che volevano essere lasciate morire,
e che malgrado sarebbero morte volevano vivere.

Il diritto ad una morte dignitosa è comunque un problema poco sentito dalle aziende sanitarie,
Basta guardare le risorse impiegate nelle ristrutturazioni,
e quando viene speso per le camere mortuarie.

Quanto spazio viene dato alla famiglia per stare vicino al morente,
e quanta informazione viene data per far capire cosa sta succedendo.

Si una morte dignitose deve essere un diritto.
:mrgreen:
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Re: Diritto ad una morte dignitosa

Messaggio da andrea1983 »

propofol ha scritto:
Kyrie ha scritto:Per quanto mi riguarda, e lo si è visto in altri post, vale il principio della libertà di scelta assoluta dell'individuo rispetto alle decisioni sui trattamenti ai quali sottoporsi (consigliato dal personale sanitario ovviamente, e altrettanto ovviamente quando la scelta della persona possa avere delle implicazioni di salute pubblica). Non sopporto intromissioni esterne, sia sulla sfera personale che su quella pubblica, in materia di laicità e di autonomia di scelta. Tanto a senire certe "campane" pare che si debba nascere per forza e non morire mai.
Quoto al 100% il tuo discorso Kyrie!!!! Il principio di libertà deve essere lasciato anche a tutti indipendentemente da religione, razza, ecc...
Quoto assolutamente. Io vivo e lavoro ora in una relatà leggermente diversa dall'Italia (Svizzera) ma ricordo persone a cui il principio di libertà non so fino a che punto è stato rispettato e sono state ascotlate.
Dove vivo ora esistono addirittura le strutture epr la morte dignitosa, e le fondazioni (una si chiama exit) forse è troppo ma almeno le eprosne decidono liberamente...
...non dimenticarsi mai di lavorare davanti a persone...che soffrono spesso...moto piu' di noi...siamo fortunati ricordiamocelo sempre...moltissimo...
Andrea - Ticino Svizzera
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