alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Non esiste un solo modo per eseguire una tecnica, esiste la tecnica giusta per il tuo assistito. Le foto sono utili per spiegarsi meglio, ma ricorda di chiedete l'autorizzazione del paziente e spiegate il caso per bene.
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franco
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da franco »

Ciao
in condizioni standard se il catetre vescicale è funzionante non va toccato,
palese non giochiamo e non si fanno lavaggetti a casaccio.

La vescica e l'uretra sono colonizzate di batteri,
soprattutto negli anziani e nelle donne.
Ma non è detto che diano fastidio,
ne abbiamo tanti addosso.

Ma ci sono casi specifici,
in urologia il lavaggio vescicale con catetere a 3 vie viene lasciato in sede per giorni agli operati.
Ed è vitale per l'operato che funzioni bene.

Se il medico ritiene necessaria una terapia antibiotica topica in vescica,
perchè l'urinocoltura è positiva o perchè lo ritiene opportuno,
va fatta,
Se non riscontriamo un miglioramento va segnalato.

Se il pz con catetere si è girato nel letto di notte e il catetere può essere ostruito da un coagulo,
io preferisco provare ad aspirarlo e verificare il funzionamento,
che rimuovere un catetere senza avere un perchè.

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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescica

Messaggio da franco »

skyes ha scritto: La vescica è in origine sterile!

Non stiamo parlando del colon!!
Ciao
ti faccio l'uploads di due articoli,
spero possano chiarire che la scienza è incertezza.
E che in alcuni casi alcuni hanno un colon al posto dell'uretra.

PS non ditelo in giro poi lo tolgo.

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skyes
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da skyes »

:

L'urina è sterile! : prodotta dal rene, non contiene batteri, ne virus, ne funghi!

La parete della vescica è rivestita da epitelio di transizione il quale, oltre a consentire la distensione della stessa, non permette ai batteri di aderire e crescere nella parete vescicale. La vescica è strutturata per rimanere sterile!

La vescica, in cui sfocia l'urina proveniente dagli ureteri, a sua volta proveniente dal rene, a sua volta ultrafiltrato glomerulare sanguigno: "lotta per restare sterile", debba esserlo, e debba essere quanto più preservata tale.

Come indicato negli articoli citati: nel tratto urinario ci possono essere dei batteri: provengono appunto dall'esterno.

E cercano di risalire per andare in vescica a colonizzare.

La presenza di frustoli, sedimento o muco nelle urine: è già segno di infezione!!

:


:
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da luis »

Perfettamente vero, muco e frustoli sono sempre segno di carica batterica elevata, questo, induce al cambio del catetere e alla terapia antiobiotica. Spesso, si osserva la dispersione di urina tra la parete uretrale e il catetere, non facciamo lo sbaglio di aumentare il calibro perchè non si risolverebbe il problema, anzi...
Il lavaggio con fisiologica non fa male a nessuno, però non porta al problem solving.

Quanti grattacapi danno sti cateteri...allora, riflettiamo molto sul da farsi e limitiamo gli inserimenti...ragioniamo. :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea:

Salutissimi

luis
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da franco »

luis ha scritto: Quanti grattacapi danno sti cateteri...allora, riflettiamo molto sul da farsi e limitiamo gli inserimenti...ragioniamo. :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea: :idea:
Ciao
si in effetti è necessario valutare caso per caso,
così come insegna anche la metodologia EBN o EBP.

Comunque ho cercato quegli articoli tempo fa perchè volevo scrivere qualcosa sui cateteri vescicali,
e poi ritrovandomi che negli anziani da 17 al 50% delle donne hanno batteriuria di base e
negli uomini dal 6 al 34%.
Questo perchè ero stanco di chi ci incolpa di essere degli smanazzoni,
quando invece i batteri erano gia presenti.

Inoltre esistono specifiche popolazioni di batteri,
che hanno caratteristiche biologiche che li mettono in grado di migrare,
al contrario dell'escherichia coli, che non è un batterio con una migrazione attiva,
ma passiva dato che vive nel colon dove è l'ambiente che si sposta,
e forse questo ci spiega perchè cateteri sporchi di materiale fecale non si infettano.

Consentitemi un osservazione,
la realta è una,
la realtà osservata un altra,
la realtà spiegata un altra ancora.
Bene e adesso in che realtà vivo? :lol:
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da Stella83 »

Salve,
grazie a tutti per essere intervenuti così numerosi non pensavo l'argomento suscitasse tanto interesse:)
son daccordo con chi ha detto che ogni nostra procedura deve seguire delle linee guide e certificata e approvata con basi scientifiche sopratutto per la sicurezza del paziente.
Il problema che ho cercato tra libri, informazioni via internet e non ho trovato una tecnica per fare un semplice lavaggio vescicale anche per verificarne semplicemente la pervietà e sè era possibile farlo con un catetere a due vie.
non sono mai stata in urologia magari lì sono la rotune del giorno. è capitato a un mio parente che ha perso del sangue dal catere e per ipotesi di una leggera ostruzione gli è stato fatto questo lavaggio sò solamente con soluzione fisiologica e tra l'altro aveva un catere a due vie.. ma come è stato eseguito?? ;)
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da skyes »

:

Rispondo ad Andrea:
A2.1 Catetere intermittenza
Nei pazienti con lesione spinale acuta o vescica neurogena è preferibile utilizzare il
cateterismo ad intermittenza (Categoria II/CDC).
Anche nel cateterismo ad intermittenza, il catetere deve essere utilizzato una sola volta ed
inserito con tecnica asettica


Tratto da protocollo redatto su studi EBN : http://www.ausl.pe.it/documenti_azienda ... ne_IVU.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;

Inoltre, per Stella: ecco cosa ci dicono i Center for Disease Control di Atlanta:
B8 Lavaggi, irrigazioni e instillazioni vescicali
L'irrigazione della vescica con antibiotici o disinfettanti non riduce il rischio di batteriuria nei
pazienti cateterizzati e dovrebbe, quindi, essere evitata (Categoria II/CDC). La migliore evidenza
suggerisce e indica che l'introduzione di tali agenti può avere effetti tossici locali e contribuisce allo
sviluppo dei microrganismi resistenti. Attualmente l'unica indicazione all'uso di lavaggi urinari è limitata
a patologie d’interesse urologico (urine fortemente corpuscolate, piuria, macroematuria) e l'irrigazione
va eseguita in condizioni d’asepsi in sistemi a circuito chiuso utilizzando cateteri a tre vie.
Quando si
verifica l'ostruzione del catetere, è preferibile cambiare il catetere piuttosto che ricorrere ad irrigazioni
frequenti per eliminare incrostazioni o biofilm (Categoria II/CDC)
.
L'irrigazione, l'instillazione e il
lavaggio vescicale non impediscono l'infezione catetere-correlata
(Categoria II/CDC).
Tratto da protocollo redatto su studi EBN: http://www.ausl.pe.it/documenti_azienda ... ne_IVU.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;

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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da franco »

Stella83 ha scritto:..... è capitato a un mio parente che ha perso del sangue dal catere e per ipotesi di una leggera ostruzione gli è stato fatto questo lavaggio sò solamente con soluzione fisiologica e tra l'altro aveva un catere a due vie.. ma come è stato eseguito?? ;)
Ciao
abbi pazienza Stella83 ma come è stato eseguito non possiamo saperlo,
probabilmente i colleghi hanno pensato ad un trauma durante un movimento,
ed hanno pensato di verificare se il catere erda qualche coagulo,
ed un coagulo può essere rimosso con un lavaggio estemporaneo, salvando il catetere in sitù,
ma deve essere valutato con il soggetto davanti.

Ciao
:mrgreen:
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da Bee »

Perchè non funziona?
Ematuria,
frustoli di robaccia,
malposizionamento.

Scusa Franco, quindi secondo la tua teoria, bisognerebbe procedere alla cieca con un lavaggio per individuare il problema dell' ostruzione di un catetere....
1°) Se vi è della robaccia, come la definisci tu, la mandi tutta in vescica, e poi se si è formata vuol dire ke il catetere è da sostituire.
2°) Se vi è presenza di ematuria, allora sarebbe opportuna una cistoscopia per individuarne la causa, con un lavaggio eseguito con un po' di fisiologica, non credo proprio ke si possano ottenere grandi risultati;
3°)Malposizionamento: allora dove è finito il catetere? E ti sembra opportuno "armeggiare" con lo stesso anzichè cambiarlo?
Le linee guida parlano kiaro, quello ke mi stupisce è ke su qst argomento si abbiano ancora le idee tanto confuse....
Ma se hanno creato i cateteri con il terzo lume, perkè dobbiamo ingegnarci nel trovare dei sistemi (aghi, butterfly, raccordi vari), per complicarci il lavoro e creare danni?

Quindi controllare la pervietà del catetere con un po' di fisiologica mi sembra il minimo
e per il massimo, cosa consigli di fare?
Stella83
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Re: alcune tecniche... prelievo venoso e cateterismo vescicale

Messaggio da Stella83 »

franco ha scritto:
Stella83 ha scritto:..... è capitato a un mio parente che ha perso del sangue dal catere e per ipotesi di una leggera ostruzione gli è stato fatto questo lavaggio sò solamente con soluzione fisiologica e tra l'altro aveva un catere a due vie.. ma come è stato eseguito?? ;)
Ciao
abbi pazienza Stella83 ma come è stato eseguito non possiamo saperlo,
probabilmente i colleghi hanno pensato ad un trauma durante un movimento,
ed hanno pensato di verificare se il catere erda qualche coagulo,
ed un coagulo può essere rimosso con un lavaggio estemporaneo, salvando il catetere in sitù,
ma deve essere valutato con il soggetto davanti.

Ciao
:mrgreen:
Hai ragione è un caso particolare ed è confortante che non abbia solo io questi dubbi. Mi spiego meglio sò che esiste la possibilità di prendere il siringone grande anche da 20 cc e rienpirlo di fisiologica innestarlo nel lume di irrigazione mandare la fisiologica in vescica e aspettare che refluisca nella sacca urinaria. (questo è definito da colleghi un lavagetto vescicale)
i miei dubbi erano..1) è corretta la manovra non avendo trovato nessun protocollo di questo tipo?
2) bisogna tener chiuso il tubo della sacca urinaria con una pressione mentre si manda la fisiologica in vescica?
3) è dannoso per il paziente mandare la fisiologica direttamente nel catetere a due vie e poi raccordare la sacca urina lo avete mai fatto?
grazie a chi vorrà risondere a queste domande marzulliane:)
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