sentenza corte di cassazione in merito ai turni

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dario62
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sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da dario62 »

Carissimi Colleghi,
con la presente, vi comunico una sentenza della Corte di Cassazione, in cui si sancisce che i turni di servizio devono essere comunicati con congruo anticipo:





E’ QUANTO STABILISCE LA CORTE DI CASSAZIONE CON LA PROPRIA DECISIONE
12962/2008

Per adeguata correttezza ed informazione riteniamo utile sottolineare che la
sentenza , importante e fondamentale sotto il profilo del principio, non riguarda
specificatamente lavoratori della sanità ma bensì “ dipendenti a tempo pieno di una
societa' di pubblici servizi con la qualifica di conduttore” , esponevano che lo svolgimento
della prestazione lavorativa era stato sempre articolato sulla base di una turnazione
predisposta autonomamente dalla societa' datrice di lavoro per 26 giorni lavorativi mensili,
ma che a causa delle carenze strutturali della azienda non erano stati posti in grado di
conoscere sempre con adeguato anticipo l'orario di lavoro relativo al giorno seguente.

Precisavano che erano stati posti in una posizione denominata "disponibile" per cui erano
in grado di conoscere preventivamente la turnazione relativa a sole 10 giornate mensili,



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mentre per le rimanenti 16 giornate venivano a conoscenza del turno assegnato solo il
giorno precedente a quello di svolgimento della prestazione lavorativa.
La Suprema Corte, attraverso la propria sentenza, della quale ad ogni buon fine si riporta il
testo attualmente disponibile ( fonte internet) ha affermato che, anche per i rapporti a
tempo pieno, infatti, il tempo libero ha una sua specifica importanza stante il rilievo sociale
che assume lo svolgimento, anche per quest’ultimo di attivita' sportive, ricreative, culturali,
sociali, politiche, scolastiche ecc., o anche di un secondo lavoro, nel caso in cui non sia
prevista una clausola di esclusiva.

Finalmente le istanze più volte rappresentate dal Nursing Up sull’argomento
e le doglianze degli infermieri italiani a tutti i livelli istituzionali , trovano una
risposta fondamentale nei principi sanciti da parte della Suprema Corte .


Nursing Up - Relazioni Professionali


Leggi il testo dell’ importante Sentenza


(Sentenza Cassazione, sezione lavoro, 21 maggio 2008, n. 12962)



Dott. salvatore SENESE - Presidente
Dott. Attilio CELENTANO - Consigliere
Dott. Pasquale PICONE - Consigliere
Dott. Paolo STILE - Rel. Consigliere
Dott. Aldo DE MATTEIS - Consigliere


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con distinti ricorsi, poi riuniti, Lu.Ag. ed altri lavoratori in epigrafe indicati, dipendenti della
Se., con la qualifica di conduttore, esponevano che lo svolgimento della prestazione
lavorativa era stato sempre articolato sulla base di una turnazione predisposta
autonomamente dalla societa' datrice di lavoro per 26 giorni lavorativi mensili, ma che a
causa delle carenze strutturali della azienda non erano stati posti in grado di conoscere
sempre con adeguato anticipo l'orario di lavoro relativo al giorno seguente.

Precisavano che erano stati posti in una posizione denominata "disponibile" per cui erano



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in grado di conoscere preventivamente la turnazione relativa a sole 10 giornate mensili,
mentre per le rimanenti 16 giornate venivano a conoscenza del turno assegnato solo il
giorno precedente a quello di svolgimento della prestazione lavorativa.

Aggiungevano che dal 10 luglio al 10 settembre di ogni anno per il personale in
disponibilita' la mancata comunicazione dei turni riguardava tutti i giorni ricompresi nel
periodo.

Osservavano, quindi, che tale organizzazione del lavoro era pregiudizievole per la vita
extralavorativa in quanto impediva loro di programmare le ore di svago, la vita di relazione
e i riposi quotidiani, non essendo posti nella condizione di conoscere, con adeguato
anticipo, quale parte della giornata sarebbe stata impegnata dal lavoro.

Rilevavano, poi, la illegittimita' della condotta della azienda per violazione dell'art. 3 del
CCNL del 23-7-1986, che prevedeva l'obbligo per l'azienda di esaminare e risolvere tutte
le problematiche connesse alla turnazione di lavoro, nonche' per violazione dell'art. 10 del
RD 19-10-1923 n. 2328, che imponeva l'obbligo alle aziende esercenti pubblici servizi di
trasporto, di affiggere i turni di servizio in modo che il personale potesse prenderne
conoscenza e, da ultimo, per violazione dell'art. 1375 c.c.

Affermavano, infine, che il disagio nello svolgimento della prestazione lavorativa e la sua
onerosita', determinando una compromissione delle attivita' complementari od integrative
della attivita' lavorativa, ovvero della ed. vita di relazione, integrava una fattispecie di
danno biologico, da liquidarsi a prescindere dalla sussistenza di una diminuita capacita' di
guadagno.

Chiedevano, pertanto, la condanna della Se. al pagamento di un compenso per il
maggiore disagio affrontato nell'espletamento della prestazione lavorativa, da liquidarsi
nella misura indicata nei rispettivi ricorsi introduttivi o da fissarsi in via equitativa, oltre
interessi e rivalutazione, nonche' l'accertamento dell'esistenza di un danno biologico.

La societa' convenuta, costituitasi, eccepiva preliminarmente la nullita' del ricorso per
violazione dell'art. 414 c.p.c. e nel merito concludeva per il rigetto della domanda in quanto
infondata, eccependo, altresi', la prescrizione quinquennale.

Con sentenza del 11-4-2001, il Tribunale di Napoli, condannava la Se. al pagamento in
favore dei ricorrenti della somma di lire 6.000 per ogni giorno effettivo di turno in
disponibilita', nel periodo ricompreso dal 1-1-93 al 31-12-97, da quantificarsi in separato
giudizio e su cui corrispondere gli interessi e la rivalutazione, mentre rigettava la domanda
di risarcimento del danno biologico e compensava le spese.

Avverso la detta sentenza, con ricorso del 7 settembre 2001, proponeva appello la Se.,
chiedendone la riforma, con la declaratoria di nullita' dei ricorsi introduttivi ovvero con il
rigetto integrale degli stessi, con ogni conseguenza di legge.

All'uopo l'appellante deduceva che i ricorsi introduttivi erano nulli per mancanza degli
elementi di fatto posti a sostegno della domanda, nulla essendo stato specificato in ordine
ai turni di servizio concretamente espletati, ai criteri di organizzazione dei turni in azienda
ed alle modalita' con cui questi erano comunicati ai dipendenti; che erroneamente il primo
Giudice aveva sostanzialmente equiparato la situazione degli attori a quella dei lavoratori
part-time, laddove, invece, il rapporto a tempo pieno lasciava all'imprenditore il potere di



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organizzazione dell'attivita' aziendale, potere che poteva soffrire limiti solo in dipendenza
di accordi che lo vincolassero o lo condizionassero a particolari procedure; che, pertanto,
non ravvisandosi nella fattispecie alcuna violazione di legge e neppure alcun
inadempimento contrattuale, la domanda doveva essere respinta; che al riguardo il
richiamo all'art. 12 RD 1955/1923 era irrilevante giacche' la norma nulla imponeva circa i
tempi in cui l'orario di lavoro doveva essere comunicato e che inammissibile era la
applicazione analogica dell'art. 2109 c.c., data la specificita' della disciplina dell'orario di
lavoro e la netta diversita' della disciplina delle ferie; che in sostanza nella fattispecie non
vi era alcuna modificazione di orari concordati ne' violazione della volonta' contrattuale,
mentre i lavoratori conoscevano con notevole anticipo la fascia in cui ricadeva il proprio
turno e solo l'inizio della prestazione veniva loro comunicato al massimo il giorno prima, il
tutto secondo le esigenze organizzative aziendali, per di piu' caratterizzate dal profilo
pubblicistico del servizio da assicurare; che, inoltre, la posizione di disponibilita' non
poteva essere equiparata al lavoro effettivo e neppure a quella di reperibilita', essendo
quest'ultima propria dei non turnisti ed essendo, invece, la disponibilita' un vero e proprio
turno di lavoro; che, per altro, il primo Giudice (che pur aveva respinto la domanda
risarcitoria del danno biologico) erroneamente, aveva proceduto alla liquidazione del
danno per il lamentato disagio, non solo in difetto di qualunque indicazione del diritto che
sarebbe stato violato ma ponendo a parametro per la determinazione del danno una
indennita' contrattuale (di reperibilita') riconosciuta come diversa, senza chiarire le ragioni
per le quali la stessa andava considerata nella percentuale dei 2/3.

Si costituivano i lavoratori appellati chiedendo il rigetto dell'appello.

Con sentenza del 10 dicembre 2003-25 febbraio 2004, l'adita Corte d'appello di Napoli,
ritenuto che la pretesa dei lavoratori risultava priva di fondamento sia in relazione a
disposizioni legislative sia a clausole contrattuali e, segnatamente, a quelle invocate dagli
istanti, accoglieva il gravame, rigettando le domande proposte con i ricorso introduttivi.

Per la cassazione di tale pronuncia ricorrono i lavoratori con tre motivi.

Resiste la Se. con controricorso.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va preliminarmente disattesa l'eccezione -sollevata dalla societa' contro ricorrente nel
proprio atto difensivo - di inammissibilita' del ricorso per mancata precisazione delle
ragioni delle proposte censure, esaurentisi in una generica postulazione di erroneita' della
sentenza impugnata, risultando l'atto contestato provvisto dei requisiti di forma e di
contenuto indicati dall'art. 366 c.p.c., come emerge dall'analisi dello stesso.

Con il primo mezzo d'impugnazione, infatti, i ricorrenti, denunciando violazione o falsa
applicazione di norme di diritto ed omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su
punti decisivi della controversia, osservano che in tema di orario di lavoro degli
autoferrotranvieri, l'art. 3 del C.C.N.L. del 1976 e del 1985 prevede "il preventivo e
periodico esame tra le aziende e le RSA delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
stipulanti sui problemi relativi alle condizioni ambientali, ai ritmi e turni di lavoro... "nonche'
gli 10 RDL 2328/23 e 10 L. 138/58 prevedono altresi' l'obbligo per le aziende "di affiggere"
negli uffici, nelle stazioni, negli scali, nei depositi e nelle officine i turni di servizio in modo
che il personale possa prenderne conoscenza".




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Lamentano che il Giudice d'appello abbia rigettato le domande dei lavoratori applicando
"letteralmente" le norme in questione sostenendo la mancata previsione, in esse, del
tempo necessario per un'adeguata conoscenza preventiva, senza avvedersi che cosi'
interpretando la normativa di riferimento ha riconosciuto, irragionevolmente,
all'imprenditore totale liberta' di avvisare i lavoratori a suo completo piacimento, sia per cio'
che concerneva i turni che per l'orario di lavoro (quindi un mese prima, un giorno prima, 10
minuti prima, tutto a sua completa discrezione).

Il Giudice d'appello, inoltre -osservano ancora i lavoratori con il secondo motivo di ricorso-,
con la impugnata pronuncia avrebbe violato l'art. 1375 c.c., che impone che l'esecuzione
del contratto avvenga secondo buona fede, nonche' l'art. 1175 c.c. secondo cui "il debitore
ed il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza", non tenendo conto
che il rapporto di lavoro, avendo natura contrattuale, soggiace alle suddette disposizioni;
disposizioni da ritenersi violate ove -come nella specie- l'orario di lavoro venga variato con
un preavviso di appena 24 ore circa i turni da osservare il giorno successivo.

Tali modalita' del preavviso comporterebbero anche una violazione dell'art. 2087 c.c.
(terzo motivo) concernente l'obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure
necessarie "a tutelare l'integrita' fisica e la personalita' morale dei prestatori di lavoro"; e di
tanto il Giudice a quo avrebbe dovuto tener conto nella sua decisione, anche -come
dedotto con il quarto motivo - alla luce dell'art. 32 Cost. (tutela della salute).

Il ricorso va accolto, essendo fondato il primo motivo, mentre gli altri, tutti volti a dimostrare
l'illegittimita', sotto diversi profili, della condotta datoriale, sono assorbiti dalla soluzione
offerta.

Dispone l'art. 10 della l. 14 febbraio 1958 n. 138 che le aziende esercenti autoservizi
pubblici di linea extraurbani adibiti al trasporto dei viaggiatori "devono affiggere i turni di
servizio negli uffici, nelle autostazioni, nei depositi e nelle officine in modo che il personale
ne possa prendere conoscenza".

Tale disposizione, imponendo al datore di lavoro di affiggere i turni, e' intesa a consentire
al lavoratore stesso una ragionevole programmazione del proprio; tempo in relazione agli
impegni lavorativi e non puo' quindi essere interpretata nel senso che l'affissione possa
avvenire a ridosso dell'inizio della prestazione.

Dalla lettura delle norme in questione risulta, infatti, di tutta evidenza come il legislatore,
imponendo l'affissione dei turni e degli orari di lavoro e, quindi, la pubblicizzazione degli
stessi, abbia inteso assicurare ai lavoratori interessati una conoscenza anticipata in un
tempo ritenuto "ragionevole".

La Corte d'appello, al contrario, ha affermato, a sostegno della propria decisione, che, in
tema di orario di lavoro, limiti allo ius variandi non sarebbero configurabili, trattandosi di
rapporti di lavoro a "tempo pieno", rispetto ai quali nessuna norma di legge o di contratto,
ne faceva previsione, sicche' il comportamento dell'azienda doveva ritenersi legittimo.

Ma cosi' interpretando la disposizione in oggetto, il Giudice a quo non si e' fatto carico di
considerare la finalita' della stessa, ritenendo, in mancanza di una norma che specificasse
il tempo necessario per una adeguata conoscenza preventiva, che anche una
comunicazione dell'inizio del turno lavorativo avvenuta soltanto il giorno precedente, fosse
rispettosa del generico dettato legislativo.



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Tale convincimento appare del tutto arbitrario e lesivo della dignita' del lavoratore che la
norma di riferimento, letta anche alla luce dell'art. 32 Cost., mira, invece, a tutelare.

Ne' puo' sostenersi che un tale ragionamento sarebbe applicabile solo al lavoro part-time
(nel quale, prima l'art. 5 della legge 19 dicembre 1984 n. 263 e poi l'art. 2 del D.Lgs. 25
febbraio 2000 n. 61, hanno previsto espressamente l'indicazione della collocazione
temporale della prestazione lavorativa), giacche' le esigenze di programmabilita' del tempo
libero, ravvisate espressamente dal legislatore nell'ambito del rapporto di lavoro part-time,
sussistono, anche se in maniera meno pressante, all'interno del rapporto di lavoro a tempo
pieno. Anche per i rapporti a tempo pieno, infetti, il tempo libero ha una sua specifica
importanza stante il rilievo sociale che assume lo svolgimento, anche per il lavoratore a
tempo pieno, di attivita' sportive, ricreative, culturali, sociali, politiche, scolastiche ecc., o
anche di un secondo lavoro, nel caso in cui non sia prevista una clausola di esclusiva.

Il ricorso va, pertanto, accolto nei termini suddetti, con conseguente annullamento della
impugnata decisione e rinvio alla medesima Corte d'appello di Napoli affinche', in diversa
composizione, riesamini la controversia alla luce della illustrata interpretazione della
normativa di riferimento. La stessa Corte provvedere anche alla regolamentazione delle
spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla
Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione.

Roma, 29 gennaio 2008

Depositata in Cancelleria il 21 maggio 2008

Saluti cordiali DARIO

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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da paolocarbone »

Effettivamente questo problema si presenta sempre più spesso, esponendo sia l'amministrazione sanitaria che il dipendente a lunghe, costose e spiacevoli controversie.
Eppure, tutto ciò si potrebbe evitare, con relativa semplicità e bassi costi di investimento, utilizzando un software che automatizzi il processo di programmazione e gestione dei turni di servizio.
L'uso di un software, infatti, permetterebbe di stabilire "a priori" le regole fondamentali di turnazione, attraverso un confronto fra tutte le parti (azienda, sindacati, rappresentanze di categoria). Tali regole verrebbero poi implementate nel software che ne garantirebbe, per definizione, l'applicazione, pur lasciando agli utenti (capo sala, responsabili infermieristici, ecc.) la gestione delle inevitabili eccezioni che sarebbero, pero', storicizzate.

Per ulteriori info:
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da xx46it »

Sicuramente informatizzare la gestione dei turni su principi di rotazione del personale e su una sequenza logica sarebbe ottimo...nei grandi ospedali è probabile che funzioni già così, nei piccoli presidi , probabilmente no, anzi i criteri del turno sono abbastanza labili, soprattutto per quello che riguarda i tempi...nel mio reparto i turni per il mese successivo vengono esposti intorno al 26/27 del mese prima...per cui il personale aggiunto o fuori turno, si trova ad avere pochi giorni di anticipo per organizzare i propri impegni personali....il turnista più o meno calcola con il turno, anche se giorno di rientro rimane un'incognita fino all'uscita del turno....mi chiedo se davvero non sia possibile fare meglio....
"Ci sono due modi di vivere la vita, uno è come se niente fosse un miracolo, l'altro è come se tutto fosse un miracolo"
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da paolocarbone »

Certo che si potrebbe fare di meglio.

Un sistema automatizzato per la programmazione e gestione dei turni di servizio consente a chi ha la responsabilità di pianificare i turni di svolgere questo compito con pochi "colpi di click" e in pochi secondi, massimo minuti.
Si tratta semplicemente di dire al sistema giorno di inizio e giorno di fine del periodo che si vuole programmare. Per cui, tale attività, puo' essere comodamente svolta con largo anticipo, senza ridursi agli ultimi giorni disponibili.

Il Sistema di cui parlo, Archimede, è un software a basso costo che va parametrizzato con le anagrafiche del personale e dei turni, le regole e le matrici di turnazione utilizzate, e le assenze previste, quando note.
Fatto questo, il sistema è totalmente automatico e in più aiuta l'utente anche a definire i cambi turno richiesti dal personale turnista e fronteggiare le assenze improvvise ed impreviste.
Il Sistema può anche essere acceduto dal personale turnista per verificare i propri turni, chiedere cambi turno e ferie.

paolo carbone
niki
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da niki »

Con gli anni mi sono reso conto che tutto ciò che riguarda il diritto del lavoratore e riconosciuto in tutte le professioni, non lo è in egual misura nella sanità e, in particolar modo, verso la nostra professione, evidenziato dal fatto che, tutte le nostre dimostranze sono sempre imbavagliate al punto tale che non ci è consentito, nè scioperare, se non in maniera fittizia poichè dobbiamo sempre, comunque e, giustamente aggiungo, garantire l'urgenza; nè poter rientrare a casa dopo aver terminato il proprio turno, per mancato cambio, in quanto, non è concesso lasciare il reparto sguarnito come se noi non fossimo vulnerabili fisicamente ...; nè pretendere le ferie di natale o capodanno in quanto frutto di rotazione, il che vuol dire che se uno le ha usufruite nell'anno in corso...la prossima volta toccherà, come nel nostro caso, a distanza di 5-6 anni e, lo stesso dicasi per le ferie estive per le quali fra poco, tenteranno di allargarne il periodo a partire da maggio fino a ottobre chiamandole ancora "estive".
Nella nostra realtà non possiamo neppure usufruire della mensa, in quanto i nostri interlocutori hanno accettato ed inserito la voce "in base alle disponibilità dell'azienda" scorporando la stessa dal diritto alla mensa per il dipendente.... e poi parlano i nostri sindacati di diritti raggiunti firmando, quel ridicolo ccnl capestro, che ci relega nei bassifondi dei diritti umani altro che sentenza!!! addirittura per aggiornarci professionalmente ci hanno persino imposto i crediti formativi che sono ormai tutti a pagamento, col bene placido di tutti i sindacati, collegio compreso, come se avessimo uno stipendio da lord... Noi siamo e rimarremo sempre gli unici lavoratori indifesi e senza diritti. Considerato ciò, la sanità, a breve, rimarrà senza infermieri altro che ..professione autonoma dalle mille soddisfazioni! Devono aumentarci lo stipendio da "sopravvivenza" che abbiamo altro che fandonie! Non fidatevi dei sindacati! non hanno mai raggiunto niente, le uniche svolte vengono date ai tribunali dagli avvocati che a loro volta hanno pure enormi difficoltà per i pochi elementi su come comportarsi in nostra difesa in quanto, sul nostro ccnl ,non vi è chiaro nulla di cosa possiamo fare, avere e pretendere!! p.s. non sono l'unico che la pensa cosi'...
Ultima modifica di niki il mer mag 26, 2010 3:55 pm, modificato 9 volte in totale.
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susanna
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da susanna »

Non , Niki non sei l'unico a pensarla così.
Ma se lo dici, secondo alcuni, remi contro la categoria professionale che,invece, sempre secondo alcuni, ha fatto enormi passi in avanti.
Vedi tu.....
ciao
"Resto allibito dalla fatica che certe persone fanno per rimanere gli stronzi che sono"

Joe Strummer
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da xx46it »

Confermo che non sei l'unico a pensarla così...anche io penso che ci saranno sempre meno infermieri proprio a causa del fatto che la nostra professione non sia tutelata abbastanza...qualche passo è stato fatto, ma non è sufficiente....ma non arriviamo alla convinzione di tirare i remi in barca...se abbandoniamo la nostra professione a se stessa allora conviene davvero cambiare mestiere... sconsiglierei a chiunque gli studi infermieristici, ma noi ormai siamo in trappola....l'unica difesa è non lasciare la professione in caduta libera....
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da niki »

ciao susanna, vorrei tanto poterti dare ragione ma...credimi, mi sento come un professionista di seri b nonostante la voglia di emergere...un saluto e spero di confrontarmi ancora sia con te che con xx46it ...
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Re: sentenza corte di cassazione in merito ai turni

Messaggio da dario62 »

per Niki, Susanna, xx46.it

Carissime colleghe,
proprio pre fronteggiare le vessazioni sulla categoria infermieristica, che pesano come la " spada di Damocle", nel 1995, viene fondato il Nursing up, dopo aver visto cosa hanno fatto per "noi", i sindacati confederali.
Aggiungo anche, che oggi osano ancora di piu', insiemo con la Confsal, ossia : "SVENDERE LA CATEGORIA INFERMIERISTICA", puntando sull 'OSS.
So per certo che abbiam tantissime annose problematiche irrisolte, tuttavia e' pur vero che nelle provincie dove siamo il 1° Sindacato Nazionale per Infeemieri, siamo riusciti ad ottenere tantissimi riconoscimenti, anche di carattere econonico.
Vi invito ad entrare nel sito nazionale:www.nursingup.it. al fine di poter verificare con "mano".
Saluti cordiali DARIO.
Dirigente Sindacale Nursing up 1° Sindacato Nazionale per Infeemieri Professionisti.
P.S.: se nel settore privasto non siamo particolarmente presenti, e' solo perche' gli infermieri non hanno creduto in noi.
Sono disponibile per tutti i colleghi, a consulenza gratuita,inerente la contrattazione collettiva nazionale.Per contatto:328/5474656
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