indossare la divisa di lavoro: orario di servizio

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dario62
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indossare la divisa di lavoro: orario di servizio

Messaggio da dario62 »

Carissimi Colleghi,
con la presente, vi comunico l' azione di forte pressing sindacale, che prende spundo da una sentenza Corte di Cassazione, in cui viene sancito che il tempo per indossare una divisa lavorativa, e' da considerarsi in orario di servizio:


Giungono ormai sempre più frequenti le segnalazioni da parte di colleghi riguardo al
diritto, negato da parte delle aziende datrici di lavoro , di riconoscere , e quindi retribuire
“ come orario di lavoro il tempo impiegato per indossare le proprie divise “ .

E’ necessario constatare , preliminarmente , che tale problematica ha assunto ormai
proporzioni generalizzate e purtroppo a tutt’oggi, I SINDACATI PRESENTI ALLE
TRATTATIVE NAZIONALI NON HANNO CONCORDATO CON LA PARTE PUBBLICA
NUOVI CRITERI CONTRATTUALI capaci di garantire a tutti gli infermieri italiani il
diritto di vedersi riconosciuto e retribuito - come orario di lavoro , il tempo che
impiegano per indossare le proprie divise , per tali ragioni NURSING UP RITIENE
SIA ORMAI GIUNTO IL MOMENTO DI ATTIVARE VERTENZE SU TUTTO IL
TERRITORIO NAZIONALE A TUTELA DI QUESTO ORMAI RICONOSCIUTO ( MA
NEGATO) , SACROSANTO DIRITTO DEGLI INFERMIERI.

Il momento appare particolarmente indicato a seguito dell’avvenuta adozione da parte
della Regione Lombardia di uno specifico provvedimento , in allegato al numero 1 , con il
quale si procede, traendo lo spunto da numerosi quesiti giunti da parte delle aziende
sanitarie del territorio , a fornire indicazioni per il riconoscimento del diritto di cui si
parla .

Tale provvedimento , ovviamente , potrà costituire “una base documentale di
riferimento “ che i dirigenti sindacali del Nursing Up utilizzeranno su tutto il territorio
nazionale.




Al fine di agevolare le attività di istruttoria delle azioni da intraprendere si ritiene di
fornire le successive indicazioni:

Come è ormai noto , la suprema Corte di Cassazione , con specifica sentenza 21 ottobre
2003 n. 15374, 8 settembre 2006 n. 19273 , 22. luglio 2008, n. 20179 ha sancito che :
“ ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito
o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data
facolta' al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la
propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attivita' fa parte degli atti di diligenza
preparatoria allo svolgimento dell'attivita' lavorativa, e come tale non deve essere retribuita, mentre
se tale operazione e' diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di
esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve
essere retribuito” .
Inoltre, con riferimento alla mancanza di controllo del datore di lavoro sui tempi di vestizione che
taluni hanno indicato come elemento che escluderebbe la possibilità di applicazione dei principi
stabiliti dalla suprema Corte occorre precisare, sempre a mente dell’indicata sentenza che , nel
caso che ci interessa si fa riferimento ai tempi che l’infermiere impiega per indossare la divisa , la
magistratura stabilisce che
“ ne' rileva, in relazione alla accertata sottoposizione al potere direttivo dell'imprenditore
per tale attivita', il mancato controllo dei tempi impiegati dai lavoratori per queste
operazioni precedenti e successive alla timbratura.”

La Regione Lombardia, con buon senso , ha provveduto ad emanare uno specifico
provvedimento mediante il quale indica alle aziende che laddove per disposizione



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aziendale , l’azienda impone al proprio personale di indossare una divisa e , come
nel caso degli infermieri per ragioni anche di igiene , la “ vestizone - svestizione “
avviene “ in servizio “ , cioè nel luogo di lavoro , il tempo occorrente per indossare
tale divisa , che beninteso dev’essere valutato sulla base di una semplice “prova
esperienza” (non occorrono quindi cronometri e/o quant’altro) , dev’essere
computato come orario di lavoro , quindi , aggiungeremo , che “ tali periodi devono
considerarsi come tempo retribuibile “.

Alla luce dei provvedimenti sopra richiamati, che ad ogni buon fine si allegano al numero 1
e con riferimento ad ogni azienda sanitaria ove ricorrono i presupposti indicati dalla
sentenza della Cassazione , i Consiglieri Regionali Referenti e/o i commissari , e in
carenza di questi i Coordinatori Provinciali competenti , coordinandosi con i singoli
responsabili aziendali del Nursing Up , attiveranno le necessarie azioni nei confronti
delle Amministrazioni Regionali per ottenere l’emanazione di un provvedimento
regolamentare che riconosca , anche in via transitoria ed in attesa di specifiche
contrattazioni aziendali “ , l’inclusione nel tempo di lavoro dei periodi necessari
alla vestizione delle divise da parte del personale interessato , in quanto avente
titolo, e quindi la sua remunerazione “ .

In caso di silenzio dell’Ente regionale alle richieste del Nursing Up , analogo
tentativo , in forma di diffida extragiudiziale , dovrà essere compiuto nei confronti
delle singole aziende sanitarie e/o ospedaliere ( con l’assistenza dei locali servizi di
consulenza legale) preavvisando gli enti che , in caso di esito negativo , Nursing Up
darà corso a specifiche azioni giudiziarie nei loro confronti a tutela dei diritti vantati
dai propri iscritti aventi titolo , chiedendo alla competente magistratura, , oltre all’
ordine di applicazione dell’importante principio stabilito dalla Cassazione ( e quindi
la retribuzione del tempo di vestizione degli infermieri) , anche il pagamento degli
arretrati ai quali ognuno di loro ha titolo , degli interessi correlati al diritto ed ogni
quant’altro .

In caso di esito negativo delle azioni sopra specificate , i dirigenti sindacali regionali
competenti , con il supporto degli studi di consulenza legale , valuteranno le azioni
giudiziarie da intraprendere contro le singole aziende sanitarie, anche verificando
la possibilità di utilizzare le coperture assicurative gratuite che il Nursing Up
garantisce ai propri associati, affinchè questi possano vedersi finalmente
riconosciuto dalla magistratura il sacrosanto diritto alla retribuzione del tempo che
sono tenuti ad impiegare per le attività di vestizione dell’uniforme , funzionali ed
imprescindibili per il regolare svolgimento mandato istituzionale presso l’ente dal
quale dipendono”.

Si allega, su file unico la Sentenza 22.07.2008, n. 20179 della Cassazione ed il provvedimento
di indirizzo della Regione Lombardia indicato in Circolare (SOLO AI DIRIGENTI SINDACALI).

SAluti cordiali DARIO

RSA NURSING UP
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