legge Brunetta: riforma del P.I.

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dario62
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legge Brunetta: riforma del P.I.

Messaggio da dario62 »

Carissimi Colleghi,
con la presente, a seguire, vi rendo noto la Legge Brunetta, con la famigerata riforma del P.I., e lo scempio che si andra' ad abbattere anche sulla catgoria infermieristica.



Per quanto ci riguarda , quella che segue deve ritenersi una nostra iniziale ed astratta valutazione delle informazioni sul provvedimento di riforma approvato nella giornata di ieri dal Consiglio dei Ministri , ovviamente mirata solo agli specifici aspetti di cui oggi siamo informati , un provvedimento ormai destinato a restare tristemente noto nella storia della nostra politica del lavoro come “Legge Brunetta “ .
Le nuove regole fissano , per legge , materie che sino ad oggi erano di natura pattizia , con evidenti limiti all’autonomia delle parti contrattuali , si perché appare evidente che il Pubblico Impiego viene avviluppato da una rete normativa che non tiene conto del carattere e delle specificità di taluni comparti , prova ne sia il SSN . Il nuovo sistema , peraltro , limita fortemente la concertazione con le organizzazioni sindacali ( e questo forse non è proprio un male se si considera quali siano oggi gli attori sindacali e di come la “modalità concertativa “ abbia permesso , in svariate circostanze , più che la tutela degli interessi dei dipendenti, quelli di taluni rappresentanti sindacali) .

Con questo decreto il pubblico impiego soggiace sempre più alla discrezionalità politica e, differentemente da quanto molti sostengono, sarà ancora una volta la politica stessa , seppur indirettamente , a muovere i meccanismi di punizione e di promozione economica del personale , inoltre , sui pubblici dipendenti si scaricheranno tutte le disfunzioni del servizio pubblico , esposti come sono agli umori, da un lato della politica quotidiana, dall’altro del potere del dirigente e della “ limitata o per meglio dire pressochè inesistente possibilità di un reale contraddittorio sulle decisioni che questo assume “.
Il decreto non risparmia nemmeno i medici che , secondo taluni sindacati di categoria , vedono la loro area diluita ed omologata in una non ancor meglio precisata area di dirigenza delle Regioni, sia pur con un contratto specifico insieme a tutta la dirigenza sanitaria.

Parlando del “ merito “ , il decreto approvato “ fissa una serie di principi nuovi :
Non piu' di un quarto del personale di ciascuna amministrazione potra' beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto, non piu' della meta' potra' goderne in misura ridotta al cinquanta per cento, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sara' corrisposto alcun incentivo “ . Viene da pensare che questo discutibile ed irrazionale quanto diabolico meccanismo predeterminato per l’attribuzione del trattamento accessorio sia destinato a fallire miseramente , si perché applicandolo sarà come dire che la pubblica amministrazione è tenuta “ a vincolare e percentualizzare per legge la bravura dei propri dipendenti , solo a certa parte di questi ” ; in sostanza , volendo dare una diversa ma approfondita lettura alle nuove regole , mediante la loro applicazione l’amministrazione riconoscerebbe e gratificherebbe la massima capacità e la bravura di non oltre un quarto dei dipendenti ai quali sarà possibile corrispondere il trattamento accessorio nella massima misura , così come riconoscerebbe e gratificherebbe la media capacità e bravura di non oltre la metà dei dipendenti , tanto che solo tale percentuale di essi potrà essere “premiata” al 50% , e si preoccupa di sottolineare che ai lavoratori meno meritevoli non sara' corrisposto alcun incentivo .
Ebbene , se le cose stanno così ci chiediamo “ quale equità e quale impulso al buon lavoro “ possa ravvisarsi in un meccanismo di tale portata , misero nella discriminazione di fondo alla quale è ispirato , ad esempio in tutte quelle amministrazioni pubbliche laddove sulla generalità dei dipendenti in servizio , un numero superiore al 25% previsto dalle nuove regole , vanti i requisiti soggettivi ed oggettivi per esigere il riconoscimento del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto.
Vengono previsti 4 comparti di contrattazione ( in luogo dei 2 della precedente versioni in bozza) , la cui composizione viene rimandata alla discrezionalità negoziale , inoltre , le Rsu attuali resterebbero in carica per un altro anno .
Diversamente da quanto stanno facendo “talune organizzazioni sindacali concertative” e una volta premesso che il Nursing Up considera un attacco alla libera determinazione dei lavoratori qualsiasi interruzione d’imperio e/o rinvii del ciclo triennale delle elezioni RSU, non è possibile che passi inosservata la singolarità del comportamento di taluni sindacati rappresentativi i quali , di fronte al rinvio di un anno delle elezioni RSU ( come pare sia previsto nel testo definitivo ieri approvato dal Governo ) , si lacerano le vesti gridando allo scandalo quando, ancor peggio veniva previsto nelle bozze precedenti , laddove , in sostanza , ” si disponeva una vera e propria soppressione della tornata contrattuale triennale” .
In verità , se viene confermato il rinvio “di un solo anno ” delle elezioni RSU , ancorchè ingiusto e vessatorio del diritto alla libera determinazione dei dipendenti , andrà male soprattutto a quelle stesse organizzazioni sindacali rappresentative/concertative che pensavano di avere ipotecato il futuro della rappresentatività sindacale in Italia per almeno altri 3 anni, si perché nelle precedenti versioni del Dlgs veniva previsto un rinvio triennale delle elezioni oltre ad una specie di fase transitoria ( che non sappiamo come risulterà riproposta nella versione definitiva del dlgs) , caratterizzata dal mantenimento della rappresentatività sindacale per tutte quelle organizzazioni che erano state ammesse alle contrattazioni nazionali 2008/2009 ; una ipotesi questa disastrosa alla quale Nursing Up si è sempre opposto , un incomprensibile attacco alla capacità di democratica autodeterminazione dei rappresentanti dei lavoratori dal momento che avrebbe realizzato “un vero e proprio congelamento della rappresentatività sindacale in capo ad organizzazioni misurate anni ed anni prima “ , infatti , in alcune versioni della bozza di dlgs si faceva riferimento esplicito alle organizzazioni ammesse alle trattative 2008/2009 , quindi si prevedeva di confermare la rappresentatività di taluni sindacati “misurati con dati facenti capo all’anno 2006 “ per una contrattazione relativa al triennio 2010/1012 ” . Forse , su questo decreto leggeremo qualcosa di diverso?

Sarà in ogni caso un’esperienza singolare soffermarsi su uno degli ultimi scritti del Ministero dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione , che aiuterà tutti noi a comprendere , oltre ogni dubbio, “ le reali posizioni di quelle stesse organizzazioni sindacali che oggi si strappano le vesti contro la proroga di un anno delle attuali RSU disposta dal decreto “ , e per fare questo a seguire proponiamo uno stralcio del comunicato ufficiale del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione emanato ieri ( 09.10.2009) :

Scrive il Ministero :


…'Si ricorda nuovamente - si legge nel comunicato - che lo scorso 18 maggio il Ministro Brunetta ha chiesto all'ARAN di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per individuare le modalita' applicative del decreto delegato della Legge 15/2009 sui nuovi assetti contrattuali e sulle elezioni delle RSU. A tale lettera (consultabile sul nostro sito http://www.innovazionepa.it" onclick="window.open(this.href);return false; e su http://www.aranagenzia.it" onclick="window.open(this.href);return false;) il Presidente dell'ARAN ha risposto che il tavolo non ha raggiunto un accordo totale ma che - con la sola eccezione della CGIL - tutte le organizzazioni sindacali concordano in un rinvio delle RSU''.

''Solo in base a tale considerazioni e al parere espresso pochi giorni or sono dal Senato - prosegue la nota - e' stata adottata una specifica norma nel decreto delegato. Pertanto le scelte contenute nel testo approvato oggi rappresentano non la volonta' del Ministro Brunetta ma della maggioranza assoluta delle confederazioni sindacali''.
SAluti cordiali DARIO.

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