Modello Bifocale dell'attivita' clinica

Non esiste un solo modo per eseguire una tecnica, esiste la tecnica giusta per il tuo assistito. Le foto sono utili per spiegarsi meglio, ma ricorda di chiedete l'autorizzazione del paziente e spiegate il caso per bene.
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Guazzo
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Modello Bifocale dell'attivita' clinica

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PRESENTAZIONE DELLA TEORIA

Il Modello Bifocale dell’attività clinica viene congegnato da L. Carpenito nel 1983.
Secondo la Carpenito, nessuna altra disciplina ha delle basi conoscitive così ampie, come l’infermieristica.

Il Modello Bifocale dell’attività clinica permette di identificare le 2 situazioni cliniche nelle quali l’infermiere interviene nella sua pratica professionale:

- diagnosi infermieristica (in veste di prescrittore)

Sono giudizi clinici riguardanti le risposte della persona, della famiglia, della comunità a problemi di salute/ processi vitali attuali o potenziali.

- problema collaborativi (in veste di collaboratore con altre professioni)
Sono certe complicanze fisiologiche che gli infermieri controllano per rilevarne la comparsa o una modificazione. Gli infermieri gestiscono i problemi collaborativi con interventi di prescrizione medica o infermieristica volti a ridurre al minimo le complicanze di determinati eventi.


Vi sono quindi degli ambiti in cui per erogare assistenza l’infermiere è autonomo rispetto ad altri professionisti, altri in cui le conoscenze dell’infermiere sono inadeguate ad una particolare situazione, e in esse quindi è possibile e doveroso avvalersi della consulenza degli operatori idonei.

Secondo L.Carpenito le situazioni nelle quali l’infermiere interviene possono essere raggruppate nelle cinque categorie:

• Fisiopatologiche (per es. IMA, personalità borderline, ustioni)
• Correlate a trattamenti (per es. terapia anticoagulante, dialisi, arteriografia)
• Personali (per es. processo del morire, divorzio, trasferimento)
• Ambientali (per esempio scuola troppo affollata, scale senza corrimano etc)
• Correlate a fasi maturative (per es. pressioni da parte del gruppo dei coetanei, ruolo genitoriale, invecchiamento)


CLASSIFICAZIONE INTERVENTI INFERMIERISTICI

interventi prescritti dall’infermiere

sono quelli che l’infermiere può legalmente ordinare di mettere in atto al personale infermieristico. Essi trattano, prevengono e monitorizzano le diagnosi infermieristiche.

interventi prescritti dal medico
rappresentano il trattamento dei problemi collaborativi che l’infermiere inizia e gestisce.


METAPARADIGMA DELLA TEORIA

CLIENTE:
•può essere una persona, un gruppo o una comunità
•ha capacità di autoguarigione
•è in continuo rapporto con l’ambiente
•prende decisioni secondo le proprie priorità
•è un tutto unico in cerca di equilibrio
•ha valore e dignità propri
•è un esperto della propria salute

SALUTE
•è uno stato dinamico, in continuo mutamento
•è definita dal cliente
•è l’espressione del livello ottimale di benessere
•il cliente ne ha la responsabilità

AMBIENTE
rappresenta i fattori esterni, le situazioni e le persone che influenzano o sono influenzati dal cliente
comprende l’ambiente fisico e quello ecologico, gli eventi della vita e le modalità del trattamento


ASSISTENZA INFERMIERISTICA
•il cliente vi accede quando ha bisogno di aiuto per migliorare, ripristinare o mantenere la salute o per una morte serena (Henderson, 1960)
•impegna il cliente ad assumersi la responsabilità delle decisioni e delle attività volte all’autoguarigione
•Riduce o elimina i fattori ambientali che possono compromettere o compromettono senz’altro lo svolgimento delle funzioni


CONCETTO DI BISOGNO DI ASSISTENZA
La definizione è deducibile dal metaparadigma:
Il bisogno di aiuto per migliorare, ripristinare o mantenere la salute o per una morte serena.
Dottore in Infermieristica
Simone Gussoni
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