Via i crocifissi dalle scuole

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Guazzo
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Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da Guazzo »

MILANO - «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in una nota annuncia che «il governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo». Se la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera (organo della Corte chiamato a pronunciarsi su un caso che solleva una grave questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei Protocolli, oppure un’importante questione di carattere generale). Qualora invece il ricorso non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano ha espresso «stupore e del rammarico» per una sentenza «miope e sbagliata». Netta la presa di posizione della Cei che boccia la sentenza parlando di «visione parziale e ideologica».

LA RICORRENTE - La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002 chiese all'istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola arrivò risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano dovrà versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi nelle aule scolastiche. «Ora lo Stato italiano dovrà tenere conto della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo» hanno dichiarato i coniugi di Abano.

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

VATICANO - Il Vaticano considera sbagliata e miope la decisione della Corte europea di Strasburgo. Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi che, in un breve intervento alla Radio Vaticana e al Tg1, ha riferito dello «stupore e del rammarico», con cui - nella città pontificia - è stata accolta la decisione del tribunale del Consiglio D'Europa. «Il Crocifisso - ha spiegato - è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l'umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente». «In particolare, è grave - ha aggiunto - voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell'importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana. La religione dà un contributo prezioso per la formazione e la crescita morale delle persone, ed è una componente essenziale della nostra civiltà. È sbagliato e miope volerla escludere dalla realtà educativa», ha sottolineato. E poi ha aggiunto: «Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all' identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano».. «Non è per questa via - ha concluso - che si viene attratti ad amare e condividere di più l'idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini».

COMMENTI - A livello politico sono numerose (e bipartisan) le perplessità espresse in merito alla decisione della Corte di Strasburgo. «Mi auguro din d'ora - è l'auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini - che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell'identità italiana». Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) «la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione». E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: «Io penso che un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» ha detto il segretario dei democratici. Secondo Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl «queste decisioni ci allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc la sentenza «è la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa». «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose» dice Paola Binetti (Pd). Esulta invece Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, parlando di «un grande giorno per la laicità italiana». «Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna» sostiene Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera «la sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello Stato, che pure è legittima e condivisibile». Duro Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia: «I sostenitori del crocefisso in aula dovevano aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione».
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susanna
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da susanna »

Uno Stato che si definisce laico, non dovrebbe avere una religione di Stato, come, invece, continua a ribadire anche imponendo il crocefisso nei luoghi pubblici.
E nemmeno c'entra il luogo comune delle -nostre-radici culturali: se le nostre radici fossero davvero cristiane, con tutti i valori che ne conseguono, la società italiana sarebbe molto, ma molto, diversa.
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picard
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da picard »

susanna ha scritto:Uno Stato che si definisce laico, non dovrebbe avere una religione di Stato, come, invece, continua a ribadire anche imponendo il crocefisso nei luoghi pubblici.
E nemmeno c'entra il luogo comune delle -nostre-radici culturali: se le nostre radici fossero davvero cristiane, con tutti i valori che ne conseguono, la società italiana sarebbe molto, ma molto, diversa.
Era ora.
Macchè donnone questa Susi, eh..... Immagine
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da Dearg-Due »

Eh... cloniamola finchè siamo in tempo... :oops: :P :P :shock: :lol: :twisted:
:mrgreen:
Non date retta a quello che scrivo
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da eparina63 »

E' paradossale ma scusate con tutti i problemi che ci sono in Italia (disoccupazione,criminalita'.corruzione ecc...)dobbiamo preoccuparci dei crocefissi nelle nostre aule????Ma via.......!!!!!!! :shock: :shock: :shock:
frankinf
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da frankinf »

Domanda: ma il problema del crocifisso nelle aule scolastiche è così importante?

P.S. la religione cattolica nonè religione di stato in italia.
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da poldino80 »

frankinf ha scritto:Domanda: ma il problema del crocifisso nelle aule scolastiche è così importante?

P.S. la religione cattolica nonè religione di stato in italia.
certo che è importante, anche se non è religione di stato, fino a prova contraria gli italiani sono in maggioranza cattolici, il crocefisso dovrebbe stare nelle scuole , e anche negli ospedali, perchè oltre essere un simbolo di fede e di cultura cristiana, porta conforto specie ai malati e ai morenti, io essendo cattolico la penso così !!!
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susanna
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da susanna »

nelle aule scolastiche, ringraziando chi vuoi tu, non ci sono nè malati, nè morenti........e, insisto, i principi cristiani non si esercitano tramite un simbolo di legno.
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spongipo
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da spongipo »

perchè bisogna togliere il crocifisso nelle csuole??' per favorire i nostri fratelli di altre religioni???? non stiamo diventando un po troppo permissivi????
io penso che alcune regole di convivenza vadano rispettate... altriemnti possono casempre cambiare nazione.........
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Re: Via i crocifissi dalle scuole

Messaggio da susanna »

Ognuno può professare la religione in cui crede,
Ma non esiste alcuna religione di Stato.
Da qui si evince che il crocefisso non ha alcuna priorità legale rispetto a qualunque altro simbolo religioso.
Per essere cittadini italiani, per lavorare in Italia, per frequentare le scuole italiane, per pagare le tasse in Italia, non è richiesto di professare la religione cattolica e nemmeno di essere cristiani.
Quindi, perchè mai imporre un simbolo religioso che, comunque, non è di tutti?
Perchè non provare a rispettare anche chi non fa parte della maggioranza?
E perchè mai, quando qualcuno non vuole adeguarsi a tutte le nostre tradizioni, dovrebbe essere buttato fuori?
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