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anna.costa
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consigli libera professione

Messaggio da leggere da anna.costa » 08/01/2014, 23:00

buonasera, ho qualche dubbio riguardo lo svolgimento in pratica della libera professione: gli esami da portare ad analizzare in quali laboratori della vostra città li portate, privati o asl? e i rifiuti sanitari pericolosi infettivi e non dove li smaltite?

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Ginevra
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Ginevra » 09/01/2014, 18:00

Ciao anna.costa
in tutte le Asl gli IP libero professionisti NON sono autorizzati a consegnare i prelievi nei loro laboratori. La motivazione potrebbe essere che non c'è la tracciabilità del prelievo fatto da un "pinco pallino" qualsiasi. Lo sai che in una certa zona d'Italia, hanno "pizzicato" infermieri GENERICI in pensione ha fare i prelievi a pagamento privati e consegnati al p.p d'Asl? Si sono beccati il reato di peculato, di evasione fiscale e quello di abuso della professione infermieristica. Cose serie ragazzi.
Poi c'è la questione del monitoraggio del materiale in uscita. Un conto è dare il materiale a qualche graziato e un'altra a tutti. Vabbè, non si farà il mercato nero con le provette, ma con gli aghi a farfalla + cotone+ disinfettante + cerotti si possono fare le flebo a spese dell'Asl.
Per lo smaltimento del materiale organico, vendono i contenitori apposta.
Lo smaltimento è a pagamento. Informati nella tua città con l'azienda che smaltisce i rifiuti.

anna.costa
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da anna.costa » 09/01/2014, 22:33

Grazie mille Ginevra sei stata gentilissima.. ho già contattato dei lab privati a cui darli. Per lo smaltimento andrò ad informarmi, grazie mille!!

Pierfranco Brusati
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Pierfranco Brusati » 09/01/2014, 23:13

Ginevra, la tua affermazione che le ASL non sono autorizzate a ricevere i prelievi da parte degli infermieri libero professionisti non è una verità assoluta.

L'asl vicina alla mia zona ha procedure per me troppo complicate e dispendiose ma consentono ai liberi professionisti di apportare i prelievi al loro laboratorio.
Infatti, io uso un laboratorio convenzionato perché mi semplifica la vita.

Anche sui rifiuti speciali a me risulta qualcosa di diverso:
Esiste una legge che ti impone di raccogliere i rifiuti speciali. Ma tale legge stabilisce che chi è autorizzato a stoccare tali rifiuti sia un ospedale o similari, uno studio/ambulatorio o similari.
Se tu svolgi la libera professione e non hai un ambulatorio non hai la possibilità o addirittura l'obbligo di stoccare i rifiuti speciali.

Detti rifiuti possono essere stoccati presso l'ambulatorio per un periodo massimo di due mesi se la produzione è inferiore ad un ben preciso volume (che ora non ricordo quanto) altrimenti va smaltito entro un paio di giorni.
I costi per questa raccolta sono elevati. L'ultima mia ricerca quattro anni fa, mi diceva che i costi sono nell'ordine di circa 50 euro per contenitori da trenta litri. Quindi dati i due mesi massimi di stoccaggio devi fare cinque/sei raccolte per un ammontare annuo di almeno 250 euro.

Io smaltisco i pungenti presso il laboratorio che mi raccoglie i prelievi.

Ma a proposito di rifiuti speciali tra i tanti pareri che ho raccolto durante la mia ricerca un personaggio mi ha detto:
Mah, visto l'esiguità della quantità di rifiuti che produce, può farli smaltire dal cliente nei rifiuti urbani! (Infatti i pannoloni, i pannolini e le siringhe dei diabetici vengono smaltiti nei rifiuti urbani).

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Ginevra
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Ginevra » 10/01/2014, 18:39

[quote="Pierfranco Brusati"]Ginevra, la tua affermazione che le ASL non sono autorizzate a ricevere i prelievi da parte degli infermieri libero professionisti non è una verità assoluta.

L'asl vicina alla mia zona ha procedure per me troppo complicate e dispendiose ma consentono ai liberi professionisti di apportare i prelievi al loro laboratorio.
Infatti, io uso un laboratorio convenzionato perché mi semplifica la vita.



Ciao Pierfranco
bella novità, quella dell'apertura ai LP. Sicuramente è un permesso recente. Sai, mi ero interessata a questo tipo di servizio privato. Avevo fatto un giro di telefonate con i lab. Asl, di alcune regioni, tutti mi dissero che non era possibile portare i prelievi privati, anche se alcuni di loro mi fecero capire che li avrebbero accettati se un numero limitato.
L'Asl vicina alla tua zona, sicuramente applica una procedura di tracciabilità dell'errore. Ovviamente con la firma depositata del prelevatore, il lavoro "in nero" non esiste.

Se il lab. privato convenzionato non segue la procedura imposta dall'Asl, fa male.
Presumo che ci sia un forte interesse a fare arrivare più prelevatori privati (compresi i "pico pallini" qualsiasi). Questi lab. lavorano con i numeri, se calano, l'Asl gli toglie la convenzione. Perciò, avere una schiera di infermieri che dirottano i prelievi tutti là è una "manna " anche solo per loro pubblicità come laboratorio privato.

Pierfranco Brusati
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Pierfranco Brusati » 10/01/2014, 19:09

ciao ginevra.

non so cosa dire. ho lavorato presso l'ospedale di novara per anni ed ogni volta che portavo un prelievo in laboratorio problemi non me ne creavano (prima che iniziassi la libera professione i prelievi eranno rarissimi).

poi sono stato in una struttura privata appartenente ad una grossa fondazione con vari ospedali in tutta italia, tra piemonte, lombardia e puglia.
ed è qui dove ora porto i miei prelievi da libero professionista.

il laboratorio pubblico di cui parlavo non mi ha mai accennato a problemi a portare i miei prelievi.
è solo che avevano la pretesa che l'afferimento del materiale avvenisse con questi passaggi:
1) porto le impegnative
2) vado a ritirare le provette e relativi butterfly (numero di provette giusto per il prelievo ed un solo ago per paziente. se commettevi un errore, dovevi ritornare un altro giorno per effettuare il prelievo!)
3) porto il materiale
4) altra coda per pagare il ticket
5) ritiro dei referti.

al contrario, il laboratorio dove porto il mio materiale, mi dà tutto il materiale che voglio (non badano al numero di provette che prendo, i butterfly eccetera) e addirittura acconsentono che smaltisca presso di loro il materiale pungente che produco.
con una sola coda viene fatta l'accettazione del materiale e il pagamento del ticket.
e (senti, senti) il referto l'ho alle 15 dello stesso giorno, mentre in quello pubblico volevano darmelo il giorno successivo (tranne ovviamente gli inr che sarebbero stati refertati entri le ore 13).

quindi se tu avessi bisogno di fare un esame urgente, io domani te lo potrei fare mentre nel laboratorio pubblico.... avrei avuto qualche problema.

tracciabilità dei prelievi? non so. ammetto di non essere preparato su questo argomento.
ma dato che il loro laboratorio è aperto anche agli esterni i miei prelievi li fanno passare come avvenuto nel loro ambulatorio.
scorretto? non lo so. ma di certo il sistema funziona alla grande rispetto al pubblico.

piuttosto, ho trovato interessante la tua esperienza per gli ecg a domicilio. non so se hai letto il mio post ma potresti raccontarmi qualcosa di più dato che ho una bozza di progetto simile?
semmai la mia email è
bpierfranco@email.it
ti ringrazio

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Ginevra
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Ginevra » 11/01/2014, 0:19

Pierfranco Brusati ha scritto:ciao ginevra.


piuttosto, ho trovato interessante la tua esperienza per gli ecg a domicilio. non so se hai letto il mio post ma potresti raccontarmi qualcosa di più dato che ho una bozza di progetto simile?


Ciao Pierfranco

ti posso dire che prima di tutto avevo chiesto l'autorizzazione al collegio per l'esecuzione dell' ecg a domicilio. La presidente mi disse che potevo farli in un poliambulatorio dove era garantita la presenza di un medico. Altra particolare indispensabile, almeno un recente corso di elettrocardiografia. Affermava queste disposizione in modo molto titubante. Mi aveva dato l'impressione che non sapeva bene cosa era giusto e cosa no.
La mia idea, era quella di comprare un valido elettrocardiografo interpretativo, ma non avevo un poliambulatorio medico nel quale appoggiarmi. Decisi per la telecardiologia, facendo un contratto di 6 mesi, con una società di Brescia. Era stata una esperienza fantastica, fai l'ecg a domicilio, ti consulti con il cardiologo immediatamente e dopo qualche minuto ottieni il referto via fax o email. Favoloso!
In 6 mesi, avevo fatto tantissima pubblicità cartacea e un numero bassissimo di ecg. Praticamente avevo chiuso il primo periodo di noleggio in perdita. La società, mi propose altri sei mesi di noleggio, dopo l'apparecchio che rileva l'ecg diventava di mia proprietà.
Scoraggiata dall' insucesso (forse non ho saputo aspettare), ho rinunciato alla telecardiologia. Sai cosa penso, che hanno ragione i nostri colleghi di Roma, bisogna farsi pagare! Loro chiedono 80/90 euro, io chiedevo 45 (25 per la refertazione + 20 per me), troppo poco per un servizio come questo. Si perde di credibilità.

In seguito, ho comprato un elettrocardiografo interpretativo, con la possibilità di trasmissione telematica. Un gioiellino di macchina. Costo totale (con pc portatile), più di 3000 euro. Ancora pubblicità cartacea + presentazione a tutti i medici di base. Risposta: non interessa.

Gli unici ecg che faccio, sono quelli fatti ai pazienti che mi chiamano per altre prestazioni. Facendo un calcolo statistico, 1/30
Sapessi come mi piange il cuore, ma non tanto per il mancato guadagno ma perchè un gioiello di tecnologia così sofisticato per l'esplorazione delle patologie cardiache, non fa breccia nel cervello di nessuno : Blink : Ho provato anche nelle palestre. Sai che ci sono medici cardiologi che per 30 euro fanno visita cardiologica e prova da sforzo! Cosa possiamo pretendere?

Pierfranco Brusati
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Pierfranco Brusati » 11/01/2014, 10:55

ciao Ginevra.

anche io avevo avuto la tua stessa idea come già ti ho detto. e questo perchè dopo 7 anni di libera professione nel giro di 15 giorni mi han chiamato due persone (per la verità poi sono state le uniche) che mi avevano chiesto dove poter fare un ecg rapidamente.

quel che penso è che FORSE il mercato per questo tipo di lavoro ci sarebbe.
ma sarebbe un target medio alto. grossi commercianti o industriali che hanno bisogno di eseguire un ecg ma che per impegni di lavoro non sempre lo possono fare negli orari di ambulatorio e comunque sono disposti a pagare.
l'utente medio ha più convenienza economica a perdere ore di lavoro e rivolgersi alle strutture asl pagando il ticket.
per non parlare di pensionati o in generale di chi usufruisce di esenzioni o che per reddito non può permettersi nulla a pagamento.

la nostra più grande concorrenza sono i cardiologi stessi: se fai una visita cardiologica, stai sicura che l'ecg ti viene fatto dal medico che hai scelto. e questo ti dà sicurezza.

altro nostro concorrente è il costo. come giustamente tu dici il cardiologo vuole essere pagato. io che eseguo l'esame devo essere pagato. e nel mio costo devo obbligatoriamente far rientrare anche le spese vive (viaggio fino al cliente, materiale di consumo, eccetera). quindi i costi non possono essere tanto bassi, soprattutto in considerazione della fatturazione che si porta via almeno il 30%.

forse ti avevo già accennato alla mia bozza di progetto: perdonami se te la ripeto, ma non mi riesce di essere chiaro con quello che vorrei dirti.

il cliente mi contatta per l'ecg
io contatto il mio cardiologo di riferimento e concordo con lui un momento in cui avrebbe potuto refertarmi via internet il tracciato
appuntamento col cliente
esecuzione del tracciato, invio ed ottenimento entro minuti del referto.

ne ho parlato con il cardiologo con cui lavoravo in clinica qualche mese fa e mi ha bocciato l'idea.
secondo lui un tracciato visto a monitor è diverso da quello che poi si legge sulla carta generando false diagnosi.
il costo: lui mi avrebbe chiesto 20 euro con fattura anche se poi a lui restavano solo 8 euro.

al che ho cercato in rete ed avrei (sottolineo il condizionale) trovato un dispositivo che collegato al cardiolino registra il tracciato e lo trasforma in un file registrabile su pc.

a questo punto mi è venuta l'idea di utilizzare questo dispositivo, trasfomare il tracciato in file, inviarlo al medico che se lo scarica su un elettrocardiografo simile e si stampa untracciato che rimarrebbe poi nel nostro archivio.

con questa soluzione (di cui non ho avuto ancora confronto con nessuno tranne con te)
credo di aver bypassato il problema della poca chiarezza del tracciato a monitor.

ma tra l'acquisto di un elettrocardiografo e del relativo dispositivo, la cifra sarebbe più alta dei tuoi 3000 euro e i costi di ammortamento sarebbero lunghi.

sempre ammesso che riesca a trovare mercato e cardiologo disposto a collaborare.

ma rimane sempre il problema di identificare il target di clientela e come comunicare loro questa idea.

però.... l'altro ieri sono stato ad un colloquio di lavoro per una azienda che si chiama pharmamedic. è una struttura un po' complessa, ma loro si indirizzano ad una clientela medio alta e a domicilio (odi, odi) fanno anche


ECOGRAFIE ED RX!!!!!!!!!

perchè allora non si può fare un ecg?

a presto

pier

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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Ginevra » 12/01/2014, 9:58

Pierfranco Brusati ha scritto:ciao Ginevra.

quel che penso è che FORSE il mercato per questo tipo di lavoro ci sarebbe.
ma sarebbe un target medio alto. grossi commercianti o industriali che hanno bisogno di eseguire un ecg ma che per impegni di lavoro non sempre lo possono fare negli orari di ambulatorio e comunque sono disposti a pagare.

questo tipo di utente, quando ha bisogno, non si rivolge a noi. Credimi.

la nostra più grande concorrenza sono i cardiologi stessi: se fai una visita cardiologica, stai sicura che l'ecg ti viene fatto dal medico che hai scelto. e questo ti dà sicurezza.

Appunto. Ti dico questo: Più di un anno fa, proposi a un poliambulatorio specialistico privato, l'esecuzione dell'ecg da parte dell'infermiera con refertazione. L'idea era piaciuta molto, per cui mi affidai a una famosa agenzia pubblicitaria per lo studio di tale pubblicità. Mi crearono un cartello, grande come un foglio A4, veramente molto convincente. Venne incorniciato e messo in zona visibile nel poliamb. Dopo quasi due anni di affissione, avrò fatto 40 ecg su chiamata del poliambulatorio. Perchè? Dopo le dovute indagini con le segretarie del poliamb. vengo a sapere che il medico cardiologo del poliamb. che refertava i miei ecg, aveva dato disposizione che anche lui era disponibile alla SOLO ESECUZIONE D' ECG. A quel punto mi sono ritirata.

altro nostro concorrente è il costo. come giustamente tu dici il cardiologo vuole essere pagato. io che eseguo l'esame devo essere pagato. e nel mio costo devo obbligatoriamente far rientrare anche le spese vive (viaggio fino al cliente, materiale di consumo, eccetera). quindi i costi non possono essere tanto bassi, soprattutto in considerazione della fatturazione che si porta via almeno il 30%.

Abbattere i costi con la sola esecuzione dell'ecg. In caso di tracciato amomalo, essere convincenti per la refertazione con il nostro cardiologo.

forse ti avevo già accennato alla mia bozza di progetto: perdonami se te la ripeto, ma non mi riesce di essere chiaro con quello che vorrei dirti.

il cliente mi contatta per l'ecg
io contatto il mio cardiologo di riferimento e concordo con lui un momento in cui avrebbe potuto refertarmi via internet il tracciato
appuntamento col cliente
esecuzione del tracciato, invio ed ottenimento entro minuti del referto.

Io procedo così: contatto il cardiologo per la refertazione, eseguo l'ecg con trasmissione in pdf, consegna del referto entro 12 ore, quando non fa i capricci la trasmissione telematica, altrimenti possono essere anche 48 ore.

ne ho parlato con il cardiologo con cui lavoravo in clinica qualche mese fa e mi ha bocciato l'idea.
è normale, non si fida.


al che ho cercato in rete ed avrei (sottolineo il condizionale) trovato un dispositivo che collegato al cardiolino registra il tracciato e lo trasforma in un file registrabile su pc.

a questo punto mi è venuta l'idea di utilizzare questo dispositivo, trasfomare il tracciato in file, inviarlo al medico che se lo scarica su un elettrocardiografo simile e si stampa untracciato che rimarrebbe poi nel nostro archivio.

troppo complicato per il cardiologo. Fanno storie quando devono aprire un pdf, figurati se devono staccare, collegare ecc ecc.. per leggere un tracciato.

con questa soluzione (di cui non ho avuto ancora confronto con nessuno tranne con te)
credo di aver bypassato il problema della poca chiarezza del tracciato a monitor.

ma tra l'acquisto di un elettrocardiografo e del relativo dispositivo, la cifra sarebbe più alta dei tuoi 3000 euro e i costi di ammortamento sarebbero lunghi.

ecco, stai attento prima di spendere tanti soldi. Meglio se provi con la Telecardiologia, magari cercando una società che propone il suo" pacchetto" a basso costo.
Ciao

Pierfranco Brusati
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Re: consigli libera professione

Messaggio da leggere da Pierfranco Brusati » 12/01/2014, 22:50

Grazie per i consigli.

E pensare che addirittura oggi ho letto sul sito dell'ansa che agli infermieri tra qualche giorno ci verrà concessa l'autorizzazione ad eseguire suture di ferite superficiali!

Ma per fare un lavoro con un cardiologo o in generale con uno specialista devi sudare più delle sette camicie del proverbio!

Ti tengo aggiornata.

La mia email è

Bpierfranco@email.it

A presto

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